Job matters

[Terror - Push It Away]

Oggi muoio un po’.. dopo la splendida giornata piovosa di ieri, fancazzista come poche e riposante come non ne facevo da qualche anno ormai, c’è il tedio del lunedì a lavoro.

La noia che si prova quando si è sul posto di lavoro e sei scarico non è la stessa di quando sei a casa e non c’hai un cazzo da fare. Sul posto di lavoro sei costretto a mantenere una certa concentrazione dovuta alla mansione, quindi il tempo da dedicare al resto è davvero irrisorio. Quando si entra nel periodo in cui leggere documentazione e rispondere alle e-mail è il tuo più grosso sforzo, non puoi spaziare più di tanto, anzi è già troppo che la rete sia leggermente aperta e surfabile. Non è certamente etico e professionale lasciar perdere i propri compiti per dedicarsi a tutt’altro.. sicuramente sarebbe meglio avere un lavoro in cui non sei costretto a far vedere che il tuo monitor è fisso sul tuo ambiente di sviluppo o su quella merda di Outlook. Ancora meglio sarebbe avere un lavoro che ti fa uscire, vedere gente e stare tranquillo e sereno.. il top sarebbe farne uno che ti piaccia davvero! Continue reading

Professionally matters

Quando uno fa le cose senza professionalità si ritrae ad un livello dilettantesco. Questo gioca a sfavore nel caso in cui tu voglia svolgere un lavoro ottemperando a tutte le richieste che la tua mansione deve soddisfare.

Il caso aziendale è questo: esiste una ditta informatica (caso reale), che ora non nominerò per evitare ripercussioni legali su di me ma soprattutto su di loro, i cui dipendenti preferiscono anteporre le questioni personali allo svolgimento di un compito al quale sono chiamati a rispondere. I due dipendenti in questione preferiscono perdere tempo nel giocare a “chi ha ragione” piuttosto che svolgere un’operazione di assistenza/manutenzione. I due dipendenti non si rendono conto che c’è una collaborazione (contrattuale o libera è irrilevante) sotto nome dell’azienda con un ente piuttosto importante e che stanno cazzeggiando con un rappresentante di questo ente.

La domanda è: se il loro interlocutore li denunciasse per calunnia e per non ottemperanza al contratto, la ditta ne trarrebbe dei giovamenti? Oppure loro due rischierebbero il posto di lavoro e la ditta dovrebbe darsi da fare a tirare fuori le fatture e la documentazione atta a dimostrare al fisco che ha fatto tutto secondo i crismi?

Il richiedente il lavoro sa che i due cristiani, che hanno operato sotto il nome della loro ditta, non hanno quasi mai fatto tutto secondo i crismi, sa anche come dimostrarlo ed è a tanto così dal denunciare loro e la loro azienda.. Inoltre sa anche che non c’è bisogno di metterci di mezzo terze persone se si trattasse in effetti del sollevamento di una questione personale e sa anche come svolgere il lavoro da solo, visto che LUI è dotato di un minimo di professionalità e di buon senso di cui i due operatori sono deficitari!

Il succo della questione è: se il tuo committente ti chiede un lavoro, e tu in quel momento ce l’hai in antipatia, lo svolgi lo stesso, sapendo che sei sotto contratto oppure cerchi la polemica e ti giochi rapporti umani e professionali?

It should come back at you

[The Prodigy - Girls]

In fondo ho sempre fatto quel cazzo che mi pare.. dalla prima volta che ho sentito i Pornoriviste credo.. e continuo in qualche modo, sfidando società e vecchiaia a voler perseguire un sogno in musica. Il bello è che sono io stesso che, a volte, cerco di mettere dei granelli di anarchico caos negli ingranaggi del mio fato.

Non ho più un lavoro, non me ne dispiaccio affatto, non riesco a capire come convincere gli altri che sia meglio così.. mi pesa non sapere cosa farò da qui a qualche mese, sperando che non si traduca in qualche anno. Per ora, visto che mi è stata data l’opportunità e non avrei saputo coglierla meglio, pongo le basi per un futuro migliore.. il mio, non dettato da perseguimento di lavoro fisso o di contributi utili al calcolo pensionistico, non basato sul soddisfacimento che la famiglia proverebbe nel vedermi sicuro sulle mie posizioni (soprattutto mio padre, tutt’ora ancorato all’idea del lavoro in banca come panacea di tutti i mali).. il mio futuro.

Durante tutti gli anni lontano dal liceo di provenienza, lontano dal paese natale e dalle routine adolescenziali, ho fatto più o meno di tutto tranne che cercare di adeguarmi a governo, istituzioni e strutture previdenziali. E dire che ci hanno anche provato, ci ho provato io stesso a dare un senso critico a quello che ho sempre fatto e che continuo a fare. Da vita sulla strada a giacca e cravatta per fare bella impressione nei colloqui e coi clienti.. in mezzo c’è stato di tutto, è difficile che mi stupisca di altro, anche se sto cercando di ri-adeguarmi a vivere come tutti gli altri.

Non è per crescere, non è per avere un tetto sulla testa, che i miei vorrebbero a tutti i costi darmi qui e ora.. è che probabilmente deve essere così per me. Non credo sia karma, se si trattasse di karma a quest’ora dovrei essere milionario e beatificato, ancora in vita. Quello che ho ottenuto da questa vicenda è ben poco rispetto a quello che ho dato fino ad ora, ma è già tanto che mi sia tornato indietro qualcosa.. non è per tutti.

Sono stati pochi i commenti positivi a quello che è successo con il mio lavoro e quello più importante è arrivato dalla persona meno ottimista di mia conoscenza.. io spero nel fatto che il portone che si aprirà sia più grande della porticina che si è chiusa alle mie spalle.. di certo la stanza in cui sono capitato ora è davvero al pari del canto delle sirene di Ulisse.

I got the train

[Suicidal Tendencies - You Can't Bring Me Down]

Serata di stanca, ci vorrebbe un giorno di ferie dopo la partita dell’Italia. Ora isolato con un paio di auricolari Bose nelle recchie ascolto musica in .flac, rifletto e sparlo. Determino cosa c’è di buono e cosa c’è di cattivo nella mia vita, nella vita di tutti e stabilisco quale sia il treno da non perdere. Tolgo un auricolare per sentire la pioggia scendere.. tutto bene, piove ancora, governo ladro! (Contento dell’abbassamento di temperatura).

Oggi ho passato parte del tempo, che avrei dovuto dedicare al lavoro, alla catalogazione delle foto in quel fantastico software dimmerda che è iPhoto. Pari ad iTunes ha un sistema tutto suo di storaggio dei dati, pari ad iTunes mi fa cagare come salva i files, come li archivia e come NON ti fa personalizzare un cazzo.. beh, del resto se avessi voluto davvero mettere mano su tutto sarei rimasto a linux.. e soprattutto effettivamente mi piace come poi ti sputa fuori le foto, non avendo mai avuto a che fare con librerie (questo concetto mai utilizzato in altri OS) o software di archiviazione/catalogazione devo dire che mi ci trovo piuttosto bene. Non rimpiango la scelta fatta, anzi ne sono sempre più contento.

Beh, ho rispulciato parte della mia vita immortalata in diversi scatti.. treni da non perdere? no, il lavoro non è contemplato.. non è il treno da non perdere. Troppe emozioni già ieri sera, rientrando in un appartamento che non vedevo da due anni e mezzo circa, insieme ai vecchi coinquilini, per un rito di quattro anni fa.. tante altre oggi riguardando Budapest con gli occhi di chi se l’è vista scorrere davanti a mille, tra alcol, impero, amici, metro, terme, concerti spacca ossa, pioggia, sole, figa, sballati vari e “The River” dei Good Charlotte (non storcete il naso se non l’avete vissuta).. beh, ora in realtà avrei gli AC/DC nelle orecchie, una bellissima Thunderstruck dal sempiterno The Rasors Edge, ma tant’è..

Quindi non il lavoro, assodato che la contingenza economia odierna ci castra un po’, ne riparleremo tra un paio di anni.. per ora c’è ancora da dare, da dire e da fare.. ho un pensiero ricorrente in questo ultimo periodo, forse dovuto ad una crescente benevolenza verso anche chi non lo meriterebbe, o semplicemente perché ritengo ancora di essere il migliore ed unico: tutti quelli che hanno avuto a che fare con me, compresa questa città, non hanno mai fatto e non faranno mai in vita loro un’esperienza neanche lontanamente somigliante a quella che ho potuto dar loro, potranno cambiar casa, cambiar amici e frequentazioni ma tutto quello che io ho dato loro rimarrà nelle loro teste, in queste mura e sotto quei portici e non avrà nemmeno mai connotazione negativa.. sono tornato, gente.. il treno da non perdere!

What the hell’s going on ’round here?

Parte del gioco

Provare per credere.. la vacanza rilassa e non è una novità, questo è rivolto soprattutto a quelli che in vacanza si stressano, che tirano fuori questo improbabile argomento in tutte le occasioni buone per sputare sul tempo libero e che lo argomentano con mille sfighe che sono capitate durante il periodo di ferie.. è già estate quando fai lo studente ed è già estate quando non hai un impegno quotidiano chiamato “lavoro”, quindi posso capire il tuo “stress da villeggiatura” solo nel momento in cui ammetti che sei in vacanza da una vita.. tutto il resto fa parte del gioco.. si, sono tornato..

L’appartenenza a quella pozzanghera che l’Adriatico ed al mare in generale si spiega solo quando diventa davvero ridotto il tempo che puoi passarci a contatto. Ed è così che ogni scusa è buona per andare a sdraiarsi sulla sabbia, guardare i fratini che stanno prendendo sempre più il sopravvento nella guerra territoriale con gli umani e che ormai nidificano anche fuori dalle dune, giocherellare con i piccoli insetti che vengono ribaltati costantemente dal vento che appiattisce la rena e che arrancano verso non si sa cosa, leggere un buon libro e ascoltare un po’ di musica fatta con il brusio dell’aria, che soffia nelle orecchie e sulla pelle, e le ondine del mare che si infrangono sulla linea di fior d’acqua.. non importa se ci sono nuvole grosse che minacciano di oscurare il sole, non importa perché anche quello fa parte del gioco; in fondo era da tanto tempo che non vedevi un cielo così ampio ed alto ed è da tanto tempo che eri costretto sotto una cappa asmatica fatta di smog, starnuti, pollini e canicola bolognese..

Stabilità.. non ti interessa nient’altro se non il mantenimento di un costante stato di menefreghismo/fancazzismo.. stabile nel tuo vivere e lasciar vivere, anche se ogni tanto capita qualcosa che non avresti mai previsto né minimamente immaginato.. ad esempio un esemplare maschio di rasta fighetto che porta la chitarra per Luca Dirisio e che vive a Milano, che già rasta basterebbe.. ma anche questo fa parte del gioco.. come tutto quello che ne consegue.. tutto quello che ti può capitare è un qualcosa di più grande che a volte ti fa bestemmiare, a volte ti fa storcere il naso ed a volte ti fa solo alzare gli occhi al cielo per constatare che ne sei parte.

Tutto molto italiano

E se il CEO dell’ Heineken decide di cambiare il parco macchine aziendali, dotando tutti di una Fiat Croma (risparmiando migliaia di euro).. e se tagliare a destra e a manca vuol dire avere una ragazza anoressica che non ce la fa a correre.. e se un po’ di coscienza risparmiosa si diffondesse all’interno dell’azienda potremmo iniziare a ridurre gli sprechi.. e se tagliassimo i bei rami grossi innestando dei nuovi rametti più piccoli.. e se non sappiamo nemmeno cos’è un contratto di collaborazione a progetto.. e se il lavoro fatto bene, seguendo tutti i crismi del caso, non piace ai capoccia.. e se le idee devono essere premiate piuttosto che represse.. e se “ci sono problemi politici qui dentro?”, “questo è un passaggio lungo”.. e se non ci sono commerciali per seguire tutti i clienti, figuriamoci come facciamo a procurarcene di nuovi.. e se il nuovo retail division manager è il primo a millantare per ottenere una cosa banale come la number portability da TIM..

.. dai dai dai dai.. a cazzo di cane!

Twit this

[Skunk Anansie - Rise Up]

Un album che è un capolavoro di basso e chitarra.. roba che nel 1995 arrivò come un pugno nello stomaco a tutti quelli che pensavano di canonizzare il movimento rock (e che poi, fino a qualche anno fa, ci sono anche riusciti).. ma questo è un altro discorso.

In ogni caso, tra i giorni di “ciao Grecia” e “me ne torno in Albania che si sta meglio”, io continuo a scucirmi i soldi di dosso, per Wendy, per bere e per viaggiare.. ultimamente mi sto affezionando troppo al vile denaro.. o meglio, sto cercando di non sentire il fatto che se ne abbisogna per poter continuare a fare la parte di quelli che “si lavora per consumare e spendere per non diventare i più ricchi del cimitero” e per non sentirlo spendo lo stesso.. un po’ come bere per dimenticare l’alcolismo.. roba che vorrei avere la cacarella da caramelle gommose per una settimana piuttosto..

..in tutto questo proviamo anche a cinguettare, a inserirci nel movimento di quelli che l’alternativa a facebook è nata da un paio di appunti buttati su flickr..

Sing along

Prima:

Andato al lavoro – uscito dal lavoro – andato in centro in moto a fare un giro con Billy – tornato a casa – andato in centro in bici per beccare i soliti per l’aperitivo in San Martino.

Il punto non è i soliti.. il punto è la situazione..

Dopo:

Mangiato – andato al concerto – trizzicato il piede e cantato tanti auguri alla moglie di Greg Attonito – chiacchierato e totalmente ignorato l’ultima palla con la chitarra in mano che si è messa a suonare e cantare nel suo “decadente” ambiente (mi sa che non ha mai visto il vecchio lazzaretto).

C’è da dire una cosa, che io apprezzo il fatto che le nuove generazioni vogliano darsi da fare nel cercare di mantenere il gruppo di afecionados del genere, ma tollero malamente il fatto che per fare concorrenza ad un locale di Casalecchio (gente che sta teoricamente sulla stessa barca) si spenda il nome di un pezzo della storia alternativa di Bologna degli ultimi 10 anni. Onestamente, mi sa come di uno che mi viene a dire “stasera c’è serata al lazzaretto.. non so che c’è ma sapevo che c’era serata”.. bene, mi fa piacere che ogni tanto ci si svegli anche nella tua testa, ma dov’eri quando ha suonato il mondo e non hai voluto aprire? Che facciamo, il passo successivo sarà quello di dedicarsi al post-rock?

Per carità, meglio tardi che mai.. solo che è anche per gente come te che si è creata l’epurazione di un posto che emanava attitudine e dedizione da tutti i pori.. “Dio scalzo in una valle di chiodi!”.

My midnight

[H2O - Still Here]

Ci sono giorni in cui le cose proprio non vanno, dicevano quelli.. e lo vedi la mattina, quando tante piccole cose cominciano a cozzare con quel misto di routine e aspettative quotidiano. E tutto il giorno sei incazzoso, ogni volta che prendi la macchina minacci di morte tutti quelli che vanno al di sotto dei cinquanta orari, ogni volta che qualcuno rallenta l’andatura tu la vuoi accelerare.. e tutto il giorno pensi a quello che non ti va giù.. sta di fatto che ho iniziato a pregare che muoiano tutti gli ingegneri di Bologna per quello che sta succedendo in via Agucchi.. non aspetti altro che la sera, per annullarti, per svagarti, per non pensare al lavoro e ai problemi.. vecchia scuola, lavoro e birra..

Poi alle sei di sera pensi a come si sta bene, a quant’è bello essere al centro di un mondo vivo e quant’è bello ribeccarsi tutti in un locale, ognuno che arriva quando gli pare e ognuno che va via quando gli pare.. il solito nocciolo duro di irriducibili a trincare fino a perdere le funzioni cerebrali legate alla memoria e tutti gli altri intorno che ruotano come satelliti.. dopo l’ennesima Guinness ci sta tutto un chilo di aglio, olio e peperoncino e poi a nanna.. neanche tardi, a mezzanotte, ma sfatto come se fossero le tre del mattino.

The world owns you

Tell me what is the problem with the modern world?
Lots of things; money, materialism, obsession of money.
Where is god in this modern world?
There is no god in this modern world. We don’t believe in god anymore.
What is the problem with the modern world?
The modern world is a confusion, it’s a world turned upside down, it’s brutal, it’s schizophrenic, it’s totally chaotic. All the time we are told to take, to possess, to own, to fill up our lives with material things and in our hearts we know these things are useless. We despise men who measure themselves by the car they drive, the house they live in, their money. They walk these streets but I’m dreaming of another universe. Modern life gives me nothing but false promises. It wants to corrupt me, it wants to devour me, it wants to take the sky and the wind from me.

Il mondo non ti appartiene..

E te ne freghi comunque del fatto che ti stanno rubando l’anima, ti stanno fregando anche l’aria che respiri e che a breve avremo un bel contatore dell’acqua.. privatizzata.. che ci costringerà a pagare uno sproposito se cuciniamo troppa pasta, piuttosto che se ci facciamo una doccia di troppo, piuttosto che se vogliamo lavare l’auto o la moto.

E te ne freghi anche del fatto che il tuo potere d’acquisto è nettamente inferiore alle tue aspettative, del fatto che in busta paga quella riga con su scritto IRPEF diventa sempre più corposa.. tanto se tu costi il doppio del tuo stipendio all’azienda, sono solo cazzi della ditta che deve fare i conti con i bilanci, del fatto che se non ci fossero tasse ne guadagnerebbero tutti o meglio, del fatto che se tutti pagassero le tasse ogni italiano avrebbe 3000 euri in più all’anno in busta paga.

E te ne freghi del fatto che (grazie zio Svenio per gli aggiornamenti) lo stato italiano ha pagato circa 40 miliardi di dollaroni ai nostri petrolieri ladroni in base ad una legge del 1991.. petrolieri che poi hanno reinvestito subito in società calcistiche.

E te ne freghi infine del fatto che in Germania l’eco sostenibilità ormai ha sviluppato un indotto che riesce a coprire il 15% (in continua espansione) del fabbisogno energetico del paese e che ha dato una roba tipo 300.000 posti di lavoro a un popolo che come tutti gli altri in Europa soffre di disoccupazione per la delocalizzazione della produzione industriale verso paesi che offrono manodopera a basso costo.. calcolo che si potrebbe fare (sempre grazie a zio Svenio per le info) anche in Italia se si decidesse di investire nel riciclo delle risorse che l’Appennino ci offre come scarti.

Tu pensi al tuo campo elettromagnetico.. noi siamo questo, una serie di molecole, di atomi tenuti insieme attraverso un complesso gioco di forze elettromagnetiche.

Tutto il mondo è basato su questi campi e noi non siamo di certo al di fuori del mondo.. in quanto prodotti della terra (o, per i credenti, polvere sei e polvere ritornerai) obbediamo alle sue leggi, nasciamo con le sue leggi e moriamo con le sue leggi.. non sono regole da infrangere, non ci riusciresti.. non sono direttive su cui muoversi, sono la parola della terra.. sono semplicemente la materia del pianeta che costituisce tutto il tuo sapere.

Tu pensi al tuo campo elettromagnetico.. non è un discorso da asceti, da filosofi o da fricchettoni del cazzo.. tu ci pensi perché vedi le cose in una macro ottica, perché per un momento, una manciata di secondi al giorno, ti viene da pensare a che cazzo sei effettivamente.. sono un uomo, so che questa è la definizione della mia razza animale, so che razza animale è definizione che comunque abbiamo dato noi uomini.. sono bello, so che è così perché rispondo ai canoni cosiddetti estetici che l’uomo è andato a creare nel corso del tempo, so che anche il concetto di tempo è un concetto indotto perché l’abbiamo definito noi così, so che effettivamente non saprei definire tutto ciò altrimenti.. ma allora che cosa sono? Una bestia, un animale sociale, un semplice mammifero, un essere evoluto, un essere evoluto in parte che non ancora scopre tutti i suoi segreti. Semplicemente, sempre basandoci su concetti indotti da secoli di ricerca scientifica umana e (forse) non, un insieme di micro particelle di materia che il mondo ha rilasciato.. le modificazioni successive mi hanno portato ad essere quello che sono ora.. ed ora rispondo alle esigenze del mio tempo, come comprare due splendidi cd degli House Of Pain a 5 euri e cercare di stare in pace con quello che ho anche con i miei modesti desideri o una crew di sardi beoni e caciaroni.. la mia libera consapevolezza vorrei solo fosse fruibile da tutti, perché ora non sembra sia così.. la mia incazzatura non scema, diventa globale..