Ogni tanto mi viene da pensare alle persone che non ci sono più. Prima fra tutte la figura di mio nonno, inveente contro mia nonna che gli ha negato l’ultimo desiderio. Più ci rifletto e più mi si arrovellano le cervella a ragionare su cosa può aver pensato nel momento in cui è spirato.. dubito che il suo cerebro, ormai in pappa a causa del male, abbia potuto elaborare qualcosa di sensato, ma se poco poco l’ha fatto sarà stato sicuramente un triste pensiero pieno di remore e sconforto. E più ci penso e più vorrei aver voluto fare qualcosa. E più ci penso e più vorrei riabbracciarlo ancora una volta.
E non è nemmeno l’unico pensiero in quella direzione.. purtroppo muoiono anche degli anni che riguardano la mia prima persona. Molto probabilmente, per l’anno prossimo non ci sarà più la mia seconda casa in questa città, o almeno non sarà più la mia. Quanti sono, otto, nove? Quasi una decade passata in convivialità sotto lo stesso tetto, persone ed amici che vengono e che vanno, pochi che rimangono e che ripopolano l’appartamento, due mondiali di calcio e innumerevoli viaggi fatti di parole, fumo, alcool, litigate e feste. L’unico posto che mi ha sempre lasciato del buono dentro.. e non mi riferisco al vino ingurgitato..
Beh si, ho il magone e ne sono profondamente rattristato, anche perché non mi era mai capitato di fermarmi a pensare a questa inevitabile possibilità, ma d’altronde sono anche fiero ed orgoglioso di avere avuto l’occasione di vivere una situazione positiva come questa.. spiace solo che finisca! Distaccando un po’ la visuale sembra ovvio che non si perderanno le persone e che ci sarà sempre l’opportunità di rivedersi.. solo che questo non varrà per tutte le feste diventate ormai “comandate” sotto quel tetto.
So già che piangerò quando saremo di nuovo tutti insieme in piazza San Martino!


