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Posts Tagged ‘viaggio’

In curva…

23 maggio 2010 ReF Nessun commento

[Disturbed - Overburdened]

Il bello del viaggiare in moto è che ti impossessi effettivamente della strada. Sei lì con i tuoi piedi a pochi centimetri dall’asfalto che corre sotto, che stendi la gamba e puoi strisciare la suola per terra mentre vai. E’ come portare un’auto di grossa cilindrata, che basta aprire il gas per avere una propulsione potentissima, il tutto con quei cavalli che vengono sprigionati lì sotto, tra le tue ginocchia. Certo, tutto è anche molto pericoloso, basta un attimo di distrazione, basta una cappellata da parte di un quattroruote e sei pappetta, padrone del tuo mezzo forse lo potresti essere se smontassi e rimontassi la tua moto pezzo per pezzo conoscendola anche nelle rondelle e quindi, presumibilmente io non lo sarò mai, ma comunque cambia il tuo rapporto con la cosa che ti sta portando a spasso in quel momento, che tu sia un novizio o un motard di vecchia data.

Sorvolando sui cattivi odori che si presentano lungo le autostrade d’Italia, Bologna-Pesaro si fa in un’oretta tranquillamente.. c’è anche da dire che una naked non è la migliore moto per fare viaggi lunghi, ma basta cambiare percorso e si nota la differenza.. non ci fai le piege come Valentino, non ci fai i viaggi lunghi come con una Goldwing, non ci fai lo sbrafanno come con un’Harley, ma in realtà ha un’attitudine aggressiva come poche altre, anche se non hai 120cv sotto il culo. In più con un po’ di cuore e pazienza puoi fare tutto quello che fanno le altre.. e poi in curva…

Pesaro-Bologna invece è meglio farla longitudinalmente, magari passare per la Raticosa o per la Futa dove puoi divertirti a piegare, sentire il motore che romba in uscita e che si lancia verso la prossima curva.. il rischio è che in una bella giornata di sole potresti passare tutto il viaggio con la mano sinistra staccata dal manubrio a salutare tutti i motard che passano nell’altra corsia.

Un’emozione simile si prova solo nei raccordi tra le piste da snò quando ti trovi davanti a tornanti di neve e la luce del sole si infila tra i rami degli alberi creando l’atmosfera perfetta per vivere la natura in quel poco che ci concediamo. Con lo snò c’è l’unica differenza che forse fatichi di più e non vedi il fiume che ti passa sotto il ponte da una parte e la parete rocciosa arsa dall’altra. In definitiva sono le due espressioni più belle per lo spostamento sportivo. Ora mi sto realizzando..

Consciousness

30 gennaio 2010 ReF Nessun commento

[Architect - St. Vodka (Mother Russia)]

Fuori come in un concerto degli Skinny Puppy, dove ogni logica musicale si infrange in un sintetizzatore ed una batteria sparata a mille, dove i pensieri riescono ad emergere da ogni testa astante e si fondono con pogo, maschere e sangue.

Riesco ancora a farmi un viaggio.. nella fattanza e nel ghiaccio, con Nine, Carcass, Burst e Wisdom In Chains che menano sull’incudine nel mio orecchio.. nell’equilibrio precario e tra le sferzate di un vento gelido, mentre ripenso ai risultati di briscola, ai numeri da giocare, ai sogni fatti ed al fatto che Wendy mi succhia troppi soldi.

Passi attraverso gruppi erasmus che cercano un taxi, ti passano accanto delle donnine stupide che ti seguono, ti guardano e si mettono a tirarsi i capelli urlando e saltandoti quasi addosso (la foranza femminile è veramente ridicola a volte), passi su strade coperte da un sottile strato di ghiaccio e lo senti creparsi tra un breakdown e l’altro, passi in migliaia di passaggi logici che continuano discorsi interrotti cinque minuti prima e infine passi nella consapevolezza che il tuo cervello ancora si sballa come prima.. e cazzo se ne sei felice..

A skin and a freak

25 ottobre 2009 ReF Nessun commento

London underground

Venere sera.. nuovo laboratorio Crash.. nuovo per me che non ancora c’ero stato.. bel posto, fa un po’ techno-raver-industrial ma potrebbe uscirci fuori qualcosa di bello se fosse regolare.

Payback, Lyon Estates, Reinforced Concrete e non-mi-ricordo-più-come-si-chiamava-l’altro-gruppo.. ovviamente al contrario, i romani come headliner di una serata HC molto sfiziosa. Una felice sorpresa, i Reinforced Concrete, un bell’hardcore misto al metallo.. giuste proporzioni di cadenzato e velocità, qualche punta di stoner nella chitarra e un paio di breakdown niente male. Della formazione mista (per appartenenza) dei Lyon Estates c’è da dire che il cambio di batterista s’è un po’ sentito.. nel senso, ora pare ci sia un membro già visto ed apprezzato con i Values Intact, ma quando è salito il vecchio drummer per l’ultima canzone s’è notato.

Payback, beh.. gran bel concerto.. rovinato un po’ all’inizio dall’incompetenza del fonico che li ha costretti a sgolarsi per farsi sentire e un po’ alla fine da due penosi minchioni (una sottospecie di skin ed una sottospecie di freak) che volevano azzuffarsi.. ma con la scena romana può capitare, visto anche il passato Oi! di alcuni membri della band. Tolto questo, le due voci sono state eccezionalmente coinvolgenti, il sound è sempre quello e in un po’ di occasioni ti vien voglia di ringraziare la città di New York. Insomma un gran bel live.. e per un attimo ti ritrovi con sette anni in meno ad apprezzare un centro sociale in cui piove dentro, dove è meglio se tieni il cappotto addosso e ti stupisci che abbiano l’allaccio all’acqua corrente.. ma sappiamo da che menti esce il Crash..

Nel frattempo mi sono prenotato un viaggio a Londra per il ponte dell’Immacolata concezione, che non mi muovo da un bel po’ di tempo fuori dal triangolo Genova-Bologna-Roma.. ed ecco spiegata la mappa della metropolitana.. che sarà la mia bibbia per i prossimi tre giorni.. ho deciso così.