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Euphemism

13 gennaio 2010 ReF Nessun commento

Cousin Of Death de La Coka Nostra come sottofondo. Gran bell’album dagli ex House Of Pain.

Tempo uggioso, per usare un eufemismo, il primo. Poco da fare, ormai mi sono abituato al tempo di merda della pre-pianura padana.

Sembra quando uscivo da casa Lombardi alle cinque-sei di mattina, dopo essermici ficcato quattro ore prima, che trovavo sempre una nebbia del cazzo che ti spegneva la sigaretta se non pippavi di continuo.

Sono in ritardo di tipo 10 minuti sull’orario di “timbratura”. Timbratura è il secondo eufemismo.. si, perché noi non abbiamo obblighi di orari per fortuna, non abbiamo obblighi da presentazione formale e non abbiamo l’obbligo di abbandonare i nostri pearcing e/o tattoo per guadagnarci la pagnotta.

La penso come Everlast:

“They say it’s better to burn out than it is to fade away
I just hope to God I can fall into a sleep where I can stay..”.
Impreciso ma rende..

Potrei ficcarmi in una banca per prendere quei 100-150€ in più rispetto a quanto prendo qui, ma onestamente andarmi a vestire da fighetto imborghesito, perennemente e scomodamente in tiro cinque giorni su sette non fa per me. Preferisco poter mandare a fanculo i miei superiori senza timori di repressioni, preferisco avere la barba sfatta perché la sera prima mi sono preso un bel pecorone per svegliarmi a 5 minuti dall’inizio dell’orario d’ufficio. Già solo in lamette o rasoio mi evito parte del mancato guadagno, evito l’imborghesimento totale con il suo derivante conseguente acquisto annuale di un telefonino nuovo e soprattutto evito le lamentele perenni di chi sta sempre lì a piangersi addosso. Vero è che ogni tanto lo faccio anche io, ma io mi lamento del sistema in se.. è il fare tutto italian way che mi lascia perplesso.

E sistema è il terzo eufemismo.

Googlando

7 gennaio 2009 ReF Nessun commento

Continuo a sostenere la mia tesi, non quella sui software aperti, quell’altra.. quella che “pensare troppo fa male”.

Quando sei lì a rimuginare su come trovare le informazioni che ti servono.. che stai “gugolando” da una mezz’ora buona e ti stupisci del fatto che c’è qualcosa che non riesci a trovare.. guarda fuori. Ti accorgi che sta nevicando e che s’è fatta una certa e vorresti mangiare. Prendi la tua oretta di pausa pranzo ed esci. Una battuta simpatica agli inservienti in mensa che gli risollevi la giornata, due chiacchiere con ex-dipendenti e con i tuoi colleghi e poi di nuovo sotto la neve per tornare in ufficio. Quando stai per rientrare ti giri, prendi il tuo cellulare e scatti una foto alle macchine e la strada bianche, meni una jashtema perché con la fotocamera del telefonino non si capisce un cazzo – del resto non hai comprato il tuo cellulare per fare le foto, quella è un’opzione che lasci volentieri a chi (non) ha cerebro per mettersi a spendere soldi per una buona fotocamera su un telefonino – ma te ne freghi bellamente e lo re-infili in tasca sorridendo. Proponi il contest di pupazzi di neve per il pomeriggio e pensi già alla domenica in montagna con lo “snò” ai piedi.

No, certo, non è necessario fare tutto questo o farlo in quest ordine.. questo è quello che ho fatto io, questo è solo un pretesto per il consiglio dei consigli, il “pensare ad altro”.. ma una volta fatto tutto ciò, quando ti siedi di nuovo davanti al tuo monitor, che riapri eclipse e le chat con i tuoi colleghi, ti rendi conto che quelle informazioni non servono a un cazzo, che hai perso troppo tempo inutilmente e sorridi perché hai altro a cui badare ora.

E ti tornano in mente le parole “ci penserà a vita a punirli”!