Un paio di Macbeth ai piedi, un paio di Carhartt come pantaloni, una felpina di cotone Volcom e giubbetto DC.. due anelli, uno per mano e la mia catena al braccio sinistro che mi salva dal mio progressivo infighettimento.
Nel frattempo c’è chi non si porrebbe mai problemi riguardanti il proprio degenerare e cogli la macroscopica carenza di giustizia-logica nel mondo, quando leggi certe notizie. Si, perché tu hai in testa un milione di cose e 300K al mese basterebbero a mala pena per un paio di questi progetti, mentre c’è chi ce li ha senza spendere un goccio di sudore, ma continuerà a stare in Italia, a fare la stessa vita di sempre, le solite passeggiate in via Montenapoleone a comprare gioielli e vestiti, come se nulla fosse cambiato.. un leggero senso di insoddisfazione per via del fatto che avrebbe voluto dieci volte tanto al mese, ma ci si adatterà presto.. in fondo la villa c’è e le spese no.
Poi ti chiedi perché il nostro presidente del consiglio vada a mignotte.. onestamente andrei pure io a mignotte piuttosto che ficcarmi una sanguisuga in casa, di sicuro spenderei di meno per una escort da mille euri a notte piuttosto che per un divorzio di tale portata.
E ti rendi anche conto che questo non è altro che la cartina tornasole della nostra società.. dove i soldi vengono fatti circolare con tanta facilità da permettere anche di pagare un ragazzetto di colore, che non ha voglia di fare un cazzo, ben tre milioncini a stagione calcistica e dove le ragazze aspirano soltanto a trovare un uomo ricco per poter finalmente iniziare (o continuare) a comprare una borsa di Furla o Luis Vuitton (per dirne due nella norma) a settimana. Le ragazze si perdono i loro iPhone da 600 euri in disco, telefonini che il più delle volte hanno avuto solo per aver pianto talmente tanto da costringere i genitori (bacati loro per primi) a comprar loro suddetto aggeggio altrimenti, poverine, sarebbero delle ragazze poco popolari o poco alla moda o poco allineate con la loro generazione di idioti. Poi poco importa se per ricaricare il telefonino si vendono in cam, tanto ora è alla moda anche questo e se non lo fai sei out..
..devo spiegare perché mi sta sul cazzo tutto ciò visto che l’indignazione non è cosa comune riguardo tali argomenti?
Cousin Of Death de La Coka Nostra come sottofondo. Gran bell’album dagli ex House Of Pain.
Tempo uggioso, per usare un eufemismo, il primo. Poco da fare, ormai mi sono abituato al tempo di merda della pre-pianura padana.
Sembra quando uscivo da casa Lombardi alle cinque-sei di mattina, dopo essermici ficcato quattro ore prima, che trovavo sempre una nebbia del cazzo che ti spegneva la sigaretta se non pippavi di continuo.
Sono in ritardo di tipo 10 minuti sull’orario di “timbratura”. Timbratura è il secondo eufemismo.. si, perché noi non abbiamo obblighi di orari per fortuna, non abbiamo obblighi da presentazione formale e non abbiamo l’obbligo di abbandonare i nostri pearcing e/o tattoo per guadagnarci la pagnotta.
La penso come Everlast:
“They say it’s better to burn out than it is to fade away
I just hope to God I can fall into a sleep where I can stay..”.
Impreciso ma rende..
Potrei ficcarmi in una banca per prendere quei 100-150€ in più rispetto a quanto prendo qui, ma onestamente andarmi a vestire da fighetto imborghesito, perennemente e scomodamente in tiro cinque giorni su sette non fa per me. Preferisco poter mandare a fanculo i miei superiori senza timori di repressioni, preferisco avere la barba sfatta perché la sera prima mi sono preso un bel pecorone per svegliarmi a 5 minuti dall’inizio dell’orario d’ufficio. Già solo in lamette o rasoio mi evito parte del mancato guadagno, evito l’imborghesimento totale con il suo derivante conseguente acquisto annuale di un telefonino nuovo e soprattutto evito le lamentele perenni di chi sta sempre lì a piangersi addosso. Vero è che ogni tanto lo faccio anche io, ma io mi lamento del sistema in se.. è il fare tutto italian way che mi lascia perplesso.
E sistema è il terzo eufemismo.
Continuo a sostenere la mia tesi, non quella sui software aperti, quell’altra.. quella che “pensare troppo fa male”.
Quando sei lì a rimuginare su come trovare le informazioni che ti servono.. che stai “gugolando” da una mezz’ora buona e ti stupisci del fatto che c’è qualcosa che non riesci a trovare.. guarda fuori. Ti accorgi che sta nevicando e che s’è fatta una certa e vorresti mangiare. Prendi la tua oretta di pausa pranzo ed esci. Una battuta simpatica agli inservienti in mensa che gli risollevi la giornata, due chiacchiere con ex-dipendenti e con i tuoi colleghi e poi di nuovo sotto la neve per tornare in ufficio. Quando stai per rientrare ti giri, prendi il tuo cellulare e scatti una foto alle macchine e la strada bianche, meni una jashtema perché con la fotocamera del telefonino non si capisce un cazzo – del resto non hai comprato il tuo cellulare per fare le foto, quella è un’opzione che lasci volentieri a chi (non) ha cerebro per mettersi a spendere soldi per una buona fotocamera su un telefonino – ma te ne freghi bellamente e lo re-infili in tasca sorridendo. Proponi il contest di pupazzi di neve per il pomeriggio e pensi già alla domenica in montagna con lo “snò” ai piedi.
No, certo, non è necessario fare tutto questo o farlo in quest ordine.. questo è quello che ho fatto io, questo è solo un pretesto per il consiglio dei consigli, il “pensare ad altro”.. ma una volta fatto tutto ciò, quando ti siedi di nuovo davanti al tuo monitor, che riapri eclipse e le chat con i tuoi colleghi, ti rendi conto che quelle informazioni non servono a un cazzo, che hai perso troppo tempo inutilmente e sorridi perché hai altro a cui badare ora.
E ti tornano in mente le parole “ci penserà a vita a punirli”!