[Disturbed - Overburdened]
Il bello del viaggiare in moto è che ti impossessi effettivamente della strada. Sei lì con i tuoi piedi a pochi centimetri dall’asfalto che corre sotto, che stendi la gamba e puoi strisciare la suola per terra mentre vai. E’ come portare un’auto di grossa cilindrata, che basta aprire il gas per avere una propulsione potentissima, il tutto con quei cavalli che vengono sprigionati lì sotto, tra le tue ginocchia. Certo, tutto è anche molto pericoloso, basta un attimo di distrazione, basta una cappellata da parte di un quattroruote e sei pappetta, padrone del tuo mezzo forse lo potresti essere se smontassi e rimontassi la tua moto pezzo per pezzo conoscendola anche nelle rondelle e quindi, presumibilmente io non lo sarò mai, ma comunque cambia il tuo rapporto con la cosa che ti sta portando a spasso in quel momento, che tu sia un novizio o un motard di vecchia data.
Sorvolando sui cattivi odori che si presentano lungo le autostrade d’Italia, Bologna-Pesaro si fa in un’oretta tranquillamente.. c’è anche da dire che una naked non è la migliore moto per fare viaggi lunghi, ma basta cambiare percorso e si nota la differenza.. non ci fai le piege come Valentino, non ci fai i viaggi lunghi come con una Goldwing, non ci fai lo sbrafanno come con un’Harley, ma in realtà ha un’attitudine aggressiva come poche altre, anche se non hai 120cv sotto il culo. In più con un po’ di cuore e pazienza puoi fare tutto quello che fanno le altre.. e poi in curva…
Pesaro-Bologna invece è meglio farla longitudinalmente, magari passare per la Raticosa o per la Futa dove puoi divertirti a piegare, sentire il motore che romba in uscita e che si lancia verso la prossima curva.. il rischio è che in una bella giornata di sole potresti passare tutto il viaggio con la mano sinistra staccata dal manubrio a salutare tutti i motard che passano nell’altra corsia.
Un’emozione simile si prova solo nei raccordi tra le piste da snò quando ti trovi davanti a tornanti di neve e la luce del sole si infila tra i rami degli alberi creando l’atmosfera perfetta per vivere la natura in quel poco che ci concediamo. Con lo snò c’è l’unica differenza che forse fatichi di più e non vedi il fiume che ti passa sotto il ponte da una parte e la parete rocciosa arsa dall’altra. In definitiva sono le due espressioni più belle per lo spostamento sportivo. Ora mi sto realizzando..
[Angel Crew - Only One Truth Will Last]
Volevo scrivere qualcosa ieri sera, ma non ce l’ho fatta.. in teoria non ce la posso fare nemmeno oggi.. tutto quello che desidero al momento è un idromassaggio e una “tailandesa” che mi massaggia collo, spalle, braccia, gambe, fianchette e schiena.
Ma che gran sballo lo snò!
[Sick Of It All - Consume]
Ancora che scivolo.. come quando rimane dell’inerzia nella tua testa, il treno s’è fermato ma a te sembra che sobbalzi ancora in avanti. Ecco, dopo una giornata sullo snò la sensazione ancora persiste.. scivolo ancora verso sinistra e cerco di ruotare le spalle per cambiare direzione. Ma la mia sedia non sembra accompagnarmi.. sembra piuttosto statica, anzi.. stanotte me lo sognerò, ne sono sicuro.
Comunque è stata una bella giornata di sole sopra le nuvole.. sopra lo zero di tipo sei gradi, doppio panino con la ventricina, due birre e il caro Svenio che zompa dal trampolino su un materasso gonfio d’aria.. quasi esilarante.. l’unica cosa che non ancora riesco a digerire è lo sbalzo caldo/freddo con il giubbotto addosso mentre surfi la neve e la seggiovia gelata.. prima o poi mi ammalerò..
Continuo a sostenere la mia tesi, non quella sui software aperti, quell’altra.. quella che “pensare troppo fa male”.
Quando sei lì a rimuginare su come trovare le informazioni che ti servono.. che stai “gugolando” da una mezz’ora buona e ti stupisci del fatto che c’è qualcosa che non riesci a trovare.. guarda fuori. Ti accorgi che sta nevicando e che s’è fatta una certa e vorresti mangiare. Prendi la tua oretta di pausa pranzo ed esci. Una battuta simpatica agli inservienti in mensa che gli risollevi la giornata, due chiacchiere con ex-dipendenti e con i tuoi colleghi e poi di nuovo sotto la neve per tornare in ufficio. Quando stai per rientrare ti giri, prendi il tuo cellulare e scatti una foto alle macchine e la strada bianche, meni una jashtema perché con la fotocamera del telefonino non si capisce un cazzo – del resto non hai comprato il tuo cellulare per fare le foto, quella è un’opzione che lasci volentieri a chi (non) ha cerebro per mettersi a spendere soldi per una buona fotocamera su un telefonino – ma te ne freghi bellamente e lo re-infili in tasca sorridendo. Proponi il contest di pupazzi di neve per il pomeriggio e pensi già alla domenica in montagna con lo “snò” ai piedi.
No, certo, non è necessario fare tutto questo o farlo in quest ordine.. questo è quello che ho fatto io, questo è solo un pretesto per il consiglio dei consigli, il “pensare ad altro”.. ma una volta fatto tutto ciò, quando ti siedi di nuovo davanti al tuo monitor, che riapri eclipse e le chat con i tuoi colleghi, ti rendi conto che quelle informazioni non servono a un cazzo, che hai perso troppo tempo inutilmente e sorridi perché hai altro a cui badare ora.
E ti tornano in mente le parole “ci penserà a vita a punirli”!