Archivio

Posts Tagged ‘pensare’

Budget matter

11 febbraio 2010 ReF Nessun commento

[Most Precious Blood - Diet For A New America]

Una persona ha dei soldi da parte.. o meglio, ha un budget piuttosto corposo derivato da eredità e genitore ricco. Questa persona cerca casa.

Una persona savia con dei soldi da parte per comprarsi una casa, con tanti soldi da permettersi di evitare il mutuo, se la cerca davvero come la immagina e vuole. La zona “ariana”, il piano, l’ascensore, la vicinanza ai servizi e la possibilità per alcuni vizi della propria donna in pseudo-carriera che è più un costo che una conquista.

Una persona savia con dei soldi da parte per comprarsi una casa, con tanti soldi da permettersi di evitare il mutuo, decide di comprarne due, perché tanto ci escono, un po’ più piccole, ma tranquillamente affittabili con una rendita cumulata di più di un migliaio di euro e decide infine di trovare una casa più grande dove andare a vivere accendendo un mutuo da pagare in non molti anni con la rendita pulita degli altri due appartamenti (che non si sa mai cosa può succedere in un futuro.. ed assicurare una stabilità ai posteri non è mai sbagliato).

Sono entrambi ragionamenti che filano, sono entrambi comportamenti corretti di chi si fa o meno dei conti in tasca. Sono entrambi ragionamenti che non sono confutabili da esterni. Sono entrambi decisioni personali e quindi sono solo commentabili. Ma solo uno dei modi di pensare, di cui sopra, si addice a chi fa i conti in tasca agli altri, a chi decide per gli altri, a chi è sempre stato viziato dai genitori ricchi, a chi vive al di sopra delle proprie possibilità ed a chi si è comprato una Fiat Croma. E questo è davvero opinabile.

Consciousness

30 gennaio 2010 ReF Nessun commento

[Architect - St. Vodka (Mother Russia)]

Fuori come in un concerto degli Skinny Puppy, dove ogni logica musicale si infrange in un sintetizzatore ed una batteria sparata a mille, dove i pensieri riescono ad emergere da ogni testa astante e si fondono con pogo, maschere e sangue.

Riesco ancora a farmi un viaggio.. nella fattanza e nel ghiaccio, con Nine, Carcass, Burst e Wisdom In Chains che menano sull’incudine nel mio orecchio.. nell’equilibrio precario e tra le sferzate di un vento gelido, mentre ripenso ai risultati di briscola, ai numeri da giocare, ai sogni fatti ed al fatto che Wendy mi succhia troppi soldi.

Passi attraverso gruppi erasmus che cercano un taxi, ti passano accanto delle donnine stupide che ti seguono, ti guardano e si mettono a tirarsi i capelli urlando e saltandoti quasi addosso (la foranza femminile è veramente ridicola a volte), passi su strade coperte da un sottile strato di ghiaccio e lo senti creparsi tra un breakdown e l’altro, passi in migliaia di passaggi logici che continuano discorsi interrotti cinque minuti prima e infine passi nella consapevolezza che il tuo cervello ancora si sballa come prima.. e cazzo se ne sei felice..

Snowflakes

19 dicembre 2009 ReF Nessun commento

[Andrew W.K. - I Love Music]

Probabilmente Modugno s’è scordato di far aggiungere la neve da Riccardo Pazzaglia nel testo di una sua celebre canzone, attualmente riarrangiata dall’uomo con il timbro vocale e la boria più insulsi nel panorama della musica italiana.

Si, perché la neve si sporca subito, perché quando si lorda di grasso e gas di scarico delle vetture, di piscio e feci di cani e altre bestie, di sangue e di sperma perde tutta la sua purezza e diventa addirittura fastidiosa. Ma sfido chiunque a non aver mai avuto gli occhi brillanti e la tentazione di mettere prima una mano e poi la faccia in dieci centimetri di morbidissima neve. Ti viene voglia di morderla come il sedere di un bambino recitava la pubblicità.

Anche alle due di notte, il cielo, benché plumbeo, sembra risplendere.. tutte le fonti luminose vengono riflesse ed ampliate dal bianco manto in terra e dagli stessi fiocchi che scendono da lissù.. c’è una luminosità che di giorno, di questo periodo, è difficilissimo trovare..

..c’è da adorare la neve quando scende giù e non è un giorno feriale e te la puoi godere.. e puoi camminare sulle orme lasciate dai pneumatici della prima automobile dopo mezz’ora di isolamento.. e puoi saltarci sopra e sentire come crocchia sotto le tue scarpe.. e puoi raccoglierla e cercare di darle forma mentre lei si disfa soffice e secca.. poi aggiungici il mettersi a giocare a palle di neve e a scrivere il proprio nome sui cassonetti..

..noi la chiamiamo neve, noi abbiamo creato una fisica, delle regole che definiscono queste precipitazioni, noi ragioniamo per concetti indotti da millenni di formazione culturale e, probabilmente, per popoli che ci vedono dal di fuori la neve non è formata da quattro lettere, due sillabe in italiano e una in inglese. Ma onestamente anche se ti metti a pensare alla vastità.. perché ti ci viene da pensare quando sei di fronte ad uno spettacolo atmosferico del genere.. rimani comunque affascinato e totalmente inebetito dalla tanta bellezza e freschezza di sta roba bianca che scende, si deposita e si accumula, si comprime e si lega un fiocco alla volta fino a saldarsi a se stessa.. un tappeto di fiocchi a base esagonale che presto diventerà grigio.. ma che per ora è davvero bianco, cazzo!

Never too late

4 novembre 2009 ReF Nessun commento

[Prodigy - Wind It Up]

Sto pensando..

PHP, MySQL e Apache..

template nuovo per il sito..

mi rimetto a fare siti internet..

sto pensando..

magliette aB-c..

regalino agli amici..

London calling..

sto pensando.. ma non è mai troppo tardi per smettere..

Caput Mundi

5 ottobre 2009 ReF Nessun commento

Speravo in un po’ più di frescura, invece qui fa sempre caldo.. anche se preferirei che la temperatura di questi giorni si prolungasse per tutto l’anno, con quella bella e breve escursione termica durante la notte ed il sole che scalda dolcemente senza bruciare durante il giorno. Sta di fatto che doveva piovere a Caput Mundi in questo w-e, avrebbe dovuto.. forse rende meglio.. invece nulla. Sole, venticello (non Bombolo) e tanti turisti.. me compreso per una volta.. anche se continuo a ritenere l’Ara Pacis come un cazzotto nell’occhio dell’architettura romana.

Ho visto un gran bel film.. Tarantino merita di essere davvero annoverato tra i miei registi preferiti.. non che io abbia una lista di registi preferiti da poter sventolare sotto il naso di puristi o afecionados.. mi piacciono i soliti, non sto lì ad analizzarli, anche perché non ne sono capace e non mi piace un filone in particolare.. mi piacciono dei film, stranamente mi piacciono molti film di uno stesso regista, ergo mi piace come fa i film quel regista.

Parlavamo della città eterna.. il luogo in cui tutti i turisti si sentono come se fossero a Disneyland, senza giostre e montagne russe, ma solo con una macchinetta fotografica. Se esistesse una tassa sulla fotografia ai reperti archeologici il comune di Roma avrebbe più introiti della Nestlè. Ebbene, dopo un po’ di tempo mi ci sono recato con il treno.. andata e ritorno a 18€ e rotti.. grazie trenitalia.. e mi sono ricordato del perché non mi piace viaggiare in treno:

  1. Se lo trovi, il tuo posto (che hai prenotato) una volta su due è già occupato da una signora che non vuole viaggiare vicino al finestrino per via dell’aria condizionata o per chissàqualealtracondizionesfavorevoleallasuacomodità. E tu ti chiedi perché allora ha cazzo prenotato vicino al finestrino mentre io sono anni che prenoto il posto sul corridoio ma non ancora riesco a sedermici.
  2. La signora di cui sopra, o un’altro elemento di sesso femminile del tuo scompartimento (o quartetto di sedili sull’ES*) viaggia con una rivista di moda, commenta tutto quello che vede lissù o, ancora peggio, ne inizia a parlare al telefono con la sua migliore amica o con la madre.
  3. Se avete avuto la fortuna di trovare libero il vostro posto sul corridoio, sappiate che l’occupante del sedile vicino al finestrino si alzerà un delirio di volte per andare al cesso o a parlare al telefono.
  4. Infine ho sempre la fortuna di beccare in tutto il vagone l’unico elemento di sesso maschile che fa il rappresentante di sto cazzo per chissà quale agenzia di moda, sempre appiccicato al telefono oppure sempre che si aggiusta i polsini della camicia e nemmeno considera i commenti della signora di cui sopra perché troppo superiore.. lui è del settore, mica un acquirente qualsiasi, oh.
  5. Se prima, con un intercity, ci mettevi due ore e cinquanta minuti, ora ci metti due ore e cinquantaquattro minuti con un eurostar AV (che dovrebbe stare per Alta Velocità), il prezzo è raddoppiato e a me non pare nemmeno tutta sta comodità.

Viaggiare in treno è bello, vedi gente, scopri nuove personalità, passi il tempo in maniera conviviale a anche produttiva se accompagnati da libro o mac per lavorare e, per fortuna, hai del tempo per pensare.. parlo per me.. che non riesco ad instaurare un dialogo con i miei compagni di viaggio.. anche perché è impossibile.. sfido chiunque con un minimo di buon senso (e io ne ho da vendere come si sa) a riuscire a parlare con l’italiano medio che migra, tra l’altro sul peggior sistema di trasporti che l’autarchia ferroviaria permette, senza prenderlo per il culo o sentirsi presi per il culo da qualcosa di più grande..

No Bose

5 settembre 2009 ReF Nessun commento

[Disturbed - Decadence]

Ier sera, mi reco in quel di santo Stefano per recuperare il prode profeta dell’HC, solita botta di culo con il parcheggio, raccatto l’uomo e ci dirigiamo verso il centro. Strada facendo ritiro al bancomat e mi fermo a denigrare il crucco aggeggio, fabbricato dalla ditta di cui porto il tesserino appresso, per la sua lentezza d’esecuzione.

In giro comincia ad uscire qualcuno, ma è sempre poca roba.. e forse è meglio così.. la città è più vivibile con meno teste di cazzo in strada.. poi molti convergono, per mia fortuna, alla festa “dell’umidità” ben fuori porta, il che mi lascia ampio spazio di manovra in centro. Non ci fai caso ed è già Aldrovandi, Petroni, piazza Verdi, largo Respighi, Moline, Righi e infine la mia seconda casa. Due chiacchiere, distrazione dallo studio (non mio), considerazioni sulla nazionale italiana di calcio e poi via di nuovo in strada.

Due euri per una coppetta piccola sono piuttosto un furto, se non fosse che stai sballato e non ci fai caso.. ti divori famelicamente cioccolato e mascarpone, che per una volta ha scalzato la stracciatella, getti un paio di imprecazioni verso quei quattro sfigati coi capelli lunghi buttati per terra e quattro chiacchiere su “caput mundi” mentre hai re-imboccato santo Stefano e porticato dopo porticato ti godi le luci gialle del centro storico.

Ok, macchina, bip bip, chiave nel rocchetto, brum brum, fistful of hate nelle casse e via dominando l’adrenalina.. durante il rientro mi metto a pensare a quel bancomat.. troppi bip, troppo lento, software dozzinale (e lo so).. se uno fosse capace non ci metterebbe molto a crackarne/clonarne uno e fregare i dindi agli sventurati.. vibrazione in tasca, messaggio, molto probabilmente lo devo leggere visto che è quasi l’una.. MEMO SHOP, il servizio che mi avvisa quando viene usata la mia carta di credito.. fermo, accosto, mi hanno fregato i soldi, il bancomat era davvero clonato ed hanno fatto anche in fretta stì bastardi.. a st’ora poi.. che figli di puttana.. quanto m’hanno fottuto? 260 e rotti euri.. mortà mortà.. ok, calma, continua a leggere Simò.. PRESSO GENERTEL SPA TRI…….. MAVVAFFANCULOVA’ rata semestrale del cazzo.. che cazzo di paura.. basta Pro-Pain, ho bisogno di riprendermi.. via di Scratch the Surface! Vabbè.. amen.. neanche sto mese riuscirò a comprare delle casse Bose per Wendy, ma va bene.. scrocca così com’è per il momento..

Stasera Blogos, pare ci siano argentini incazzati coi mangiacarne – doppia voce, uno dei vocalist molto molto brutto – che suonano un gran bell’hardcore.. visto che devo saltare gli Your Demise il 12.. stasera ci sta tutto il mosh se ce ne tiene di spende otto euri così!

Pensieri lunghi

27 luglio 2009 ReF Nessun commento

[Carpathian - Seventyk]

Ormai è qualche giorno che giro intorno ai ragionamenti, li sviscero in ogni loro meccanismo, li smonto e li rimonto tornando alla logica principale.. sempre con il timore di perdere il filo dei miei pensieri. Ho ripreso a fare cose che avevo smesso di fare da quando mi han messo di fronte ad un pc per otto ore al giorno. Tra queste cose c’è anche il pensare intensamente dipanando una tela fitta di connessioni semantiche, intrisa di analisi del mio pensiero, volta al raggiungimento della radice del mio ponderare.

La dinamica è la stessa di quanto descritto da Baudelaire ne i fiori del male, quando sei fatto talmente tanto da allungare ogni secondo dei sessanta che compongono un minuto, tanto da perderti all’interno dei movimenti neuronici tra le tue sinapsi per poi risvegliarti ed accorgerti che son passati a mala pena un paio di minuti. Il rendersi conto di quanto corra veloce il proprio cervellino ti stupisce e sembra come se potessi governarlo, poi ti accorgi che sei talmente concentrato che tutto il resto t’è scivolato via addosso.

Ma nel frattempo tu hai viaggiato, hai visto un film ancora prima di andare al cinema, hai aperto mille parentesi e mille ne hai chiuse.. che non lo faresti mai neanche fossi studioso dell’arte oratoria.. hai concluso il tuo ragionamento in maniera ineccepibile e hai raggiunto la rivelazione del momento. Tutto questo per una verità che rimarrà tua, che sarebbe di difficile comprensione per chi non ha ragionato insieme a te. Sei uscito di nuovo, sei di nuovo tornato a casa in bici con un bicchiere di vino in mano, hai di nuovo calcato migliaia di sampietrini, hai di nuovo vissuto sotto i portici della città ed hai nuovamente elucubrato sulla fine del pensiero.

Alla fine hai risolto.. riassunto il nocciolo della questione.. hai finito di pensare.. per questi due minuti..

Categorie:Life
Tag: , , ,

Questo non è un saggio

19 maggio 2009 ReF Nessun commento

[Colle Der Fomento - La Fenice]

Da un po’ di tempo mi sto domandando se mi stia rammollendo, assuefacendo o adattando al “sistema”.

Forse la mia verve critica scema sempre più verso l’esaurimento. Forse la mia vena polemica trova sempre meno spunti per aggredire e vessare le “mie” iniquità ed ingiustizie.

La mattina quando mi sveglio, mi sento preda di una routine; utilizzo musica aggressiva, preferibilmente italiana, per caricare le mie molle di “blind anger and hate”. Non voglio dimenticare, non voglio perdere mordente. Non guardo la TV, non seguo strani reality show e non ho modelli derivati da uomini e donne o amici di frà cazzo da Velletri (fatta eccezione per Mark Sinclair Vincent III, ma questo è un altro discorso). Una volta scrivevo della roba che poteva essere assimilata a canzoni, neanche tanto tempo fa ero in grado di “pensare punk” e metterlo nero su bianco. Ora non sono più in grado di annichilirmi e di ridurre ai minimi termini un argomento che avrebbe necessità di essere spiegato in più seminari.. c’è troppo da dire.

Uno dei problemi principali che hai quando cresci (non parlo di crescita anagrafica) è che cominci a vedere la complessità delle cose. Dal mio punto di vista rappresenta quasi sempre un male, più che un bene. Perdi di genuinità, acquisti in capacità di analisi ma ne risenti per quanto riguarda l’immediatezza e la spontaneità.

Resta il fatto che di motivi per cui battersi ne esce almeno uno ogni otto ore. Che tu sappia analizzarlo o che riesca a sviscerarne il cuore in due secondi di osservazione il risultato non cambia.

Ora guardo, ci rifletto, mi incazzo e infine posto. Non sono in grado di scrivere trattati, non potrei mai scrivere un libro se non mettendo insieme le mie riflessioni. Scrivo breve, colpisco duro e mi tengo la ragione.

Once upon a time…

28 marzo 2009 ReF Nessun commento

[100 Demons - While Your Praying]

In un intervento a Porta a porta mi sono permesso di istruire e redarguire gli ospiti presenti su un argomento piuttosto scottante: l’esplosione di baby-prostitute su internet.

Vedete, cari signori, il problema non è il mezzo con cui vengono veicolate le informazioni e quindi con cui vengono divulgate certe fotografie/perversioni, ma piuttosto l’educazione al riguardo che non c’è.

Una volta, e io sono della generazione che conosce internet, c’era anche chi faceva festini privati, strip-tease e mini orge in tutta tranquillità. Il fatto è che non si trattava di gente che si faceva ricaricare il cellulare per una foto osé scambiata sulla rete, ma era gente che preferiva il contatto diretto oppure che non conosceva affatto l’uso di un mezzo così potente com’è quello di cui si sta discutendo. Insomma le “baby prostitute” c’erano anche 10-15 anni fa.

Il problema non è il mezzo con cui vengono effettuate le transazioni quotidiane. Per fare un altro esempio, quando ho fatto la mia prima guida con la Y10, mio padre che era seduto affianco a me, prima di partire mi disse: “guarda che la macchina non è un gioco”. A me si gelò il sangue nelle vene e in un istante m’è venuto da pensare alle vite umane che possono essere troncate per una cazzata o anche solo agli eventuali milioni di lire (c’erano ancora le lire) che avrei potuto far spendere alla mia famiglia per la riparazione di un danno stupido procurato da me.

Insomma, il problema non è mortificare il mezzo.. mio padre all’epoca non si mise a depotenziare il motore o a togliere le casse dell’autoradio dalla macchina per farmi correre di meno o per non farmi distrarre dalla musica.. il problema è che non c’è educazione sui nuovi mezzi di informazione. Così come si dice al bimbo di non accettare le caramelle dagli sconosciuti, si dovrebbe sensibilizzare le giovincelle a non spargere le proprie foto su internet (anche in vista di uno sputtanamento futuro quando quelle stesse giovincelle decideranno di fare una qualche carriera.. si veda il caso facebook legato alle aziende) e i maschietti ad uscire di più con gli amici ed a masturbarsi di meno davanti ad un monitor.

Detto questo, ho augurato agli ospiti di rifletterci su e ho cordialmente salutato tutti.

Il mattino seguente mi han chiamato dalla RAI per chiedermi delle delucidazioni al riguardo sotto forma di mini intervista visto che la sera prima avevano cercato di richiamarmi nel seguito della trasmissione e non mi avevano trovato in quanto mi ero andato a mettere a letto. Allora ho semplicemente detto che le mie affermazioni non erano da interpretare o sindacare. Quello che avevo detto la sera precedente era una verità ineluttabile e se non era stata compresa era solo un problema della gente che si reca presso le urne, che va a votare della gente che preferisce fare del sensazionalismo e preferisce interpretare una legge “parentale” piuttosto che cercare di aggiornare i propri metodi educativi. Come un maestro che ogni anno fa un corso di aggiornamento, c’è bisogno che anche i genitori adeguino l’istruzione che danno ai figli ai tempi che corrono. Ho detto anche che la sera prima l’errore più grande è stato cercare di interpretare le mie parole piuttosto che prendere e andare tutti a casa a riflettere sui propri errori. Io ho detto LA verità, non UNA verità qualunque.

Insomma è scoppiato il caso, ora mi chiamano da tutti i partiti perché mi vogliono come capogruppo, Berlusconi s’è dimesso dopo che la gente ha cominciato a tirargli le pietre addosso e vorrebbero me alla guida del paese. Insomma ho realizzato che una parte della lezione è stata colta, ma purtroppo non s’è capito che occorre un rinnovamento generale e non il fregno di turno che dice una cosa giusta in TV per risollevare le sorti del paese. Così si rimane allo stesso punto. Ed ad ogni partito che mi chiama io rispondo che io sono pronto a perdere le elezioni.. ed è quasi sicuro che questo accada.. perché io non punto a creare una massa di pecore che va a votare dopo aver visto Ronaldinho al Milan, o che va a votare per la prima volta dopo una vita di totale disimpegno politico perché si è candidato un nero, o che voterebbe Beppe Grillo o addirittura Saviano perché ha scritto un libro su quello che si dice ogni giorno dappertutto. Io vorrei che la gente cominciasse a pensare ed a mettere un attimo di giudizio con se stessi prima che con gli altri.

Mentre parlavo con i giornalisti mi sono accorto che è tutto un sogno.. o meglio, mi sono accorto che è un sogno quello di riuscire a far riflettere la nostra “classe dirigente”, ma non è un sogno il fatto che l’Italia ormai è popolata da persone che preferiscono mettere i neon sotto la propria macchina per rimorchiare la fan di turno di uomini e donne piuttosto che occuparsi un attimo di più della sopravvivenza della propria specie come sapiens sapiens. Evidentemente “erectus” è già abbastanza per accontentarsi.

Quaquaraqua

14 febbraio 2009 ReF Nessun commento

[Kaos One - Blah Blah]

Ieri riflettevo su una cosa.. su una delle tante.. una volta qualcuno mi ha detto che sono cattivo, che tratto male la gente.

No, non voglio star qui a parlare dei miei successi e dei suoi insuccessi sotto un po’ tutti i punti di vista, sarebbe troppo facile.. e il fatto che io non sia questo eccezionale uomo la dice lunga sulla mediocrità e la supponenza dell’altro.

Mentre facevo mente locale, mentre pensavo al penoso nascondere la cosa che più lo inorgogliva alla sua pseudo-amante, mi è venuto in mente un pezzo di stà canzone..

[...tu che sei reale tu l'amico piu leale
tu che avresti fatto tutto ma(è) tutto al condizionale
sei tu il preso male io la vivo per istanti
quaggiù sto dejavu è il funerale dei rimpianti
e in più se per te è uguale andiamo avanti in sto squallore
vuoi farmi la morale? tu? ma per favore...]

Adesso può dirmi che sono cattivo!