[Sick Of It All - Consume]
Ancora che scivolo.. come quando rimane dell’inerzia nella tua testa, il treno s’è fermato ma a te sembra che sobbalzi ancora in avanti. Ecco, dopo una giornata sullo snò la sensazione ancora persiste.. scivolo ancora verso sinistra e cerco di ruotare le spalle per cambiare direzione. Ma la mia sedia non sembra accompagnarmi.. sembra piuttosto statica, anzi.. stanotte me lo sognerò, ne sono sicuro.
Comunque è stata una bella giornata di sole sopra le nuvole.. sopra lo zero di tipo sei gradi, doppio panino con la ventricina, due birre e il caro Svenio che zompa dal trampolino su un materasso gonfio d’aria.. quasi esilarante.. l’unica cosa che non ancora riesco a digerire è lo sbalzo caldo/freddo con il giubbotto addosso mentre surfi la neve e la seggiovia gelata.. prima o poi mi ammalerò..
[Andrew W.K. - I Love Music]
Probabilmente Modugno s’è scordato di far aggiungere la neve da Riccardo Pazzaglia nel testo di una sua celebre canzone, attualmente riarrangiata dall’uomo con il timbro vocale e la boria più insulsi nel panorama della musica italiana.
Si, perché la neve si sporca subito, perché quando si lorda di grasso e gas di scarico delle vetture, di piscio e feci di cani e altre bestie, di sangue e di sperma perde tutta la sua purezza e diventa addirittura fastidiosa. Ma sfido chiunque a non aver mai avuto gli occhi brillanti e la tentazione di mettere prima una mano e poi la faccia in dieci centimetri di morbidissima neve. Ti viene voglia di morderla come il sedere di un bambino recitava la pubblicità.
Anche alle due di notte, il cielo, benché plumbeo, sembra risplendere.. tutte le fonti luminose vengono riflesse ed ampliate dal bianco manto in terra e dagli stessi fiocchi che scendono da lissù.. c’è una luminosità che di giorno, di questo periodo, è difficilissimo trovare..
..c’è da adorare la neve quando scende giù e non è un giorno feriale e te la puoi godere.. e puoi camminare sulle orme lasciate dai pneumatici della prima automobile dopo mezz’ora di isolamento.. e puoi saltarci sopra e sentire come crocchia sotto le tue scarpe.. e puoi raccoglierla e cercare di darle forma mentre lei si disfa soffice e secca.. poi aggiungici il mettersi a giocare a palle di neve e a scrivere il proprio nome sui cassonetti..
..noi la chiamiamo neve, noi abbiamo creato una fisica, delle regole che definiscono queste precipitazioni, noi ragioniamo per concetti indotti da millenni di formazione culturale e, probabilmente, per popoli che ci vedono dal di fuori la neve non è formata da quattro lettere, due sillabe in italiano e una in inglese. Ma onestamente anche se ti metti a pensare alla vastità.. perché ti ci viene da pensare quando sei di fronte ad uno spettacolo atmosferico del genere.. rimani comunque affascinato e totalmente inebetito dalla tanta bellezza e freschezza di sta roba bianca che scende, si deposita e si accumula, si comprime e si lega un fiocco alla volta fino a saldarsi a se stessa.. un tappeto di fiocchi a base esagonale che presto diventerà grigio.. ma che per ora è davvero bianco, cazzo!
… poi venne la pioggia che sciolse la neve che da lassù mio padre mandò…
… e rimase solo monnezza!
Foto scattata dalla fRe
Continuo a sostenere la mia tesi, non quella sui software aperti, quell’altra.. quella che “pensare troppo fa male”.
Quando sei lì a rimuginare su come trovare le informazioni che ti servono.. che stai “gugolando” da una mezz’ora buona e ti stupisci del fatto che c’è qualcosa che non riesci a trovare.. guarda fuori. Ti accorgi che sta nevicando e che s’è fatta una certa e vorresti mangiare. Prendi la tua oretta di pausa pranzo ed esci. Una battuta simpatica agli inservienti in mensa che gli risollevi la giornata, due chiacchiere con ex-dipendenti e con i tuoi colleghi e poi di nuovo sotto la neve per tornare in ufficio. Quando stai per rientrare ti giri, prendi il tuo cellulare e scatti una foto alle macchine e la strada bianche, meni una jashtema perché con la fotocamera del telefonino non si capisce un cazzo – del resto non hai comprato il tuo cellulare per fare le foto, quella è un’opzione che lasci volentieri a chi (non) ha cerebro per mettersi a spendere soldi per una buona fotocamera su un telefonino – ma te ne freghi bellamente e lo re-infili in tasca sorridendo. Proponi il contest di pupazzi di neve per il pomeriggio e pensi già alla domenica in montagna con lo “snò” ai piedi.
No, certo, non è necessario fare tutto questo o farlo in quest ordine.. questo è quello che ho fatto io, questo è solo un pretesto per il consiglio dei consigli, il “pensare ad altro”.. ma una volta fatto tutto ciò, quando ti siedi di nuovo davanti al tuo monitor, che riapri eclipse e le chat con i tuoi colleghi, ti rendi conto che quelle informazioni non servono a un cazzo, che hai perso troppo tempo inutilmente e sorridi perché hai altro a cui badare ora.
E ti tornano in mente le parole “ci penserà a vita a punirli”!