Archivio

Posts Tagged ‘macchina’

My midnight

19 marzo 2010 ReF Nessun commento

[H2O - Still Here]

Ci sono giorni in cui le cose proprio non vanno, dicevano quelli.. e lo vedi la mattina, quando tante piccole cose cominciano a cozzare con quel misto di routine e aspettative quotidiano. E tutto il giorno sei incazzoso, ogni volta che prendi la macchina minacci di morte tutti quelli che vanno al di sotto dei cinquanta orari, ogni volta che qualcuno rallenta l’andatura tu la vuoi accelerare.. e tutto il giorno pensi a quello che non ti va giù.. sta di fatto che ho iniziato a pregare che muoiano tutti gli ingegneri di Bologna per quello che sta succedendo in via Agucchi.. non aspetti altro che la sera, per annullarti, per svagarti, per non pensare al lavoro e ai problemi.. vecchia scuola, lavoro e birra..

Poi alle sei di sera pensi a come si sta bene, a quant’è bello essere al centro di un mondo vivo e quant’è bello ribeccarsi tutti in un locale, ognuno che arriva quando gli pare e ognuno che va via quando gli pare.. il solito nocciolo duro di irriducibili a trincare fino a perdere le funzioni cerebrali legate alla memoria e tutti gli altri intorno che ruotano come satelliti.. dopo l’ennesima Guinness ci sta tutto un chilo di aglio, olio e peperoncino e poi a nanna.. neanche tardi, a mezzanotte, ma sfatto come se fossero le tre del mattino.

Categorie:Life
Tag: , , , , ,

Once upon a time…

28 marzo 2009 ReF Nessun commento

[100 Demons - While Your Praying]

In un intervento a Porta a porta mi sono permesso di istruire e redarguire gli ospiti presenti su un argomento piuttosto scottante: l’esplosione di baby-prostitute su internet.

Vedete, cari signori, il problema non è il mezzo con cui vengono veicolate le informazioni e quindi con cui vengono divulgate certe fotografie/perversioni, ma piuttosto l’educazione al riguardo che non c’è.

Una volta, e io sono della generazione che conosce internet, c’era anche chi faceva festini privati, strip-tease e mini orge in tutta tranquillità. Il fatto è che non si trattava di gente che si faceva ricaricare il cellulare per una foto osé scambiata sulla rete, ma era gente che preferiva il contatto diretto oppure che non conosceva affatto l’uso di un mezzo così potente com’è quello di cui si sta discutendo. Insomma le “baby prostitute” c’erano anche 10-15 anni fa.

Il problema non è il mezzo con cui vengono effettuate le transazioni quotidiane. Per fare un altro esempio, quando ho fatto la mia prima guida con la Y10, mio padre che era seduto affianco a me, prima di partire mi disse: “guarda che la macchina non è un gioco”. A me si gelò il sangue nelle vene e in un istante m’è venuto da pensare alle vite umane che possono essere troncate per una cazzata o anche solo agli eventuali milioni di lire (c’erano ancora le lire) che avrei potuto far spendere alla mia famiglia per la riparazione di un danno stupido procurato da me.

Insomma, il problema non è mortificare il mezzo.. mio padre all’epoca non si mise a depotenziare il motore o a togliere le casse dell’autoradio dalla macchina per farmi correre di meno o per non farmi distrarre dalla musica.. il problema è che non c’è educazione sui nuovi mezzi di informazione. Così come si dice al bimbo di non accettare le caramelle dagli sconosciuti, si dovrebbe sensibilizzare le giovincelle a non spargere le proprie foto su internet (anche in vista di uno sputtanamento futuro quando quelle stesse giovincelle decideranno di fare una qualche carriera.. si veda il caso facebook legato alle aziende) e i maschietti ad uscire di più con gli amici ed a masturbarsi di meno davanti ad un monitor.

Detto questo, ho augurato agli ospiti di rifletterci su e ho cordialmente salutato tutti.

Il mattino seguente mi han chiamato dalla RAI per chiedermi delle delucidazioni al riguardo sotto forma di mini intervista visto che la sera prima avevano cercato di richiamarmi nel seguito della trasmissione e non mi avevano trovato in quanto mi ero andato a mettere a letto. Allora ho semplicemente detto che le mie affermazioni non erano da interpretare o sindacare. Quello che avevo detto la sera precedente era una verità ineluttabile e se non era stata compresa era solo un problema della gente che si reca presso le urne, che va a votare della gente che preferisce fare del sensazionalismo e preferisce interpretare una legge “parentale” piuttosto che cercare di aggiornare i propri metodi educativi. Come un maestro che ogni anno fa un corso di aggiornamento, c’è bisogno che anche i genitori adeguino l’istruzione che danno ai figli ai tempi che corrono. Ho detto anche che la sera prima l’errore più grande è stato cercare di interpretare le mie parole piuttosto che prendere e andare tutti a casa a riflettere sui propri errori. Io ho detto LA verità, non UNA verità qualunque.

Insomma è scoppiato il caso, ora mi chiamano da tutti i partiti perché mi vogliono come capogruppo, Berlusconi s’è dimesso dopo che la gente ha cominciato a tirargli le pietre addosso e vorrebbero me alla guida del paese. Insomma ho realizzato che una parte della lezione è stata colta, ma purtroppo non s’è capito che occorre un rinnovamento generale e non il fregno di turno che dice una cosa giusta in TV per risollevare le sorti del paese. Così si rimane allo stesso punto. Ed ad ogni partito che mi chiama io rispondo che io sono pronto a perdere le elezioni.. ed è quasi sicuro che questo accada.. perché io non punto a creare una massa di pecore che va a votare dopo aver visto Ronaldinho al Milan, o che va a votare per la prima volta dopo una vita di totale disimpegno politico perché si è candidato un nero, o che voterebbe Beppe Grillo o addirittura Saviano perché ha scritto un libro su quello che si dice ogni giorno dappertutto. Io vorrei che la gente cominciasse a pensare ed a mettere un attimo di giudizio con se stessi prima che con gli altri.

Mentre parlavo con i giornalisti mi sono accorto che è tutto un sogno.. o meglio, mi sono accorto che è un sogno quello di riuscire a far riflettere la nostra “classe dirigente”, ma non è un sogno il fatto che l’Italia ormai è popolata da persone che preferiscono mettere i neon sotto la propria macchina per rimorchiare la fan di turno di uomini e donne piuttosto che occuparsi un attimo di più della sopravvivenza della propria specie come sapiens sapiens. Evidentemente “erectus” è già abbastanza per accontentarsi.

Sottozero

5 gennaio 2009 ReF 2 commenti

[Angeli - Con Le Mie Scuse]

In teoria prendi, scendi nella tua madre patria, pranzi e ceni coi parenti, vedi amici e poi risali per passare l’ultimo dell’anno in tranquillità.

In pratica ti prendono e ti caricano in macchina, ti tocca guidare in mezzo a dei banchi di nebbia fino alla madre patria, sei ubriaco due giorni su due e, rigraziando iddio, non ti ferma la polizia che ti ritirerebbe la patente solo a guardarti, fai di qua e di là come la campana di San Donato per vedere gente e riesci a beccare quasi tutti riuscendo ad evitare chi non ti va di incontrare lasciando così insoddisfatta la tua paranoia. L’unica nota positiva è che nella madre patria c’è caldo.. cioè, 11-12°C piuttosto che 3°C come ti eri abituato fino a qualche giorno prima. Poi riparti e già il termometro della macchina ti avvisa che ci potrebbe essere pericolo di ghiaccio sulla strada, arrivi al tuo domicilio e sei quasi costretto a rimanere in casa tutti i giorni per non beccarti una fastidiosissima sinusite e quando esci, quelle poche volte, rimani intirizzito mentre scivoli tra le bancarelle dei mercatini natalizi cercando un cazzo di nulla se non un po’ di calore umano.
Nel frattempo la città è stata imbiancata da una spruzzata di neve durante la notte del 31.
Poi ti svegli la mattina in cui devi tornare a lavorare, hai dormito niente senza capirne il perché, hai più freddo del solito, ti lavi, ti vesti, ti nutri e esci a prendere la macchina. Quel simpatico ghiaccio su tutti i vetri dell’auto, fanali inclusi, ti dice che non se ne vuole andare e mentre avvii il motore per far riscaldare l’abitacolo ti ricordi che hai una bottiglietta d’acqua dietro il sedile. La prendi e la senti insolitamente fredda, la apri e ne versi il contenuto sul parabrezza ghiacciato. Ti senti come quando avvicini un accendino acceso ad una casa che brucia perché quelle poche gocce d’acqua che escono dalla bottiglietta piena di ghiaccio finiscono per solidificarsi non appena toccano il vetro già gelato.

In sostanza la differenza non è molta, fa tutto parte dello stesso gioco, però ti viene da pensare che, una settimana prima eri nel bar più fighetto della tua città, che ti hanno toccato il sedere mentre sei lì a parlare tra i due più grandi vip della tua città, e.. soprattutto.. c’era caldo, mentre qui sembra di vivere in un freezer.

Categorie:Life
Tag: , , , ,