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Posts Tagged ‘HC’

Single brain storming

17 luglio 2010 ReF Nessun commento

[Kula Shaker - Govinda]

Tempo di arizilare le cose in casa.. troppo lasciata andare negli scorsi giorni. Il mio regno, il mio giaciglio, la mia cloaca. Tutto a portata di mano, tutto in funzione di “l’ultima volta l’ho lasciato lì”. E’ un metodo che tiene fino a quando la testa ti accompagna.. e forse anche un metodo per tenerla allenata, se regge. Una sorta di terapia d’urto per cervelli troppo pigri. Sta di fatto che ho dovuto fare una lavatrice di panni zozzi e devo quanto meno dare una passata per terra con l’aspirapolvere, o meglio, con la scopa, che a noi ci piace tanto Ludd in alcuni casi.

Tornando a bomba, il mio cervello non è pigro fortunatamente e, riascoltando questo piccolo capolavoro risalente al 1996, ancora ricordo attacchi e canzoni nonostante siano passati effettivamente 14 anni da quando lo ascoltai la prima ed unica volta.. e non escludo di comprarlo. Per citare Claudio Bisio, vorrei sapere quale bit, quale chip di memoria è imputtanito con le stronzate più grosse, perché ora avrei bisogno di un bel po’ di spazio per accumulare nuova conoscenza. Dovrei riprendere un attimo il concetto di meditazione in mano probabilmente.. approfondirò più in là, non appena avrò un momento di voglia. Già, ultimamente penso spesso a ciò che porto scritto in petto su una maglietta, mi vengono i brividi solo a pensarci, che mi farei volentieri tatuare sulla fronte, cioè che deciderò io dove trascorrere il mio tempo  e voi potrete scommettere che ci sarà un sorriso sulla mia faccia (e bravo chiunque, tranne i soliti noti e Chuck Norris, indovinerà la citazione senza ricorrere a Dr.Google).. beh, non è sempre così, nel senso ci sono cose che mi pesa fare e che non faccio con il sorriso in faccia.. però è anche vero che ho ripreso a decidere io cosa fare, anche nel lavoro che svolgo, anche quando l’assicurazione e il carrozziere decidono che devo cacciare 720€ per riprendermi la macchina.. beh, si, sono io che prendo e rompo i coglioni al mondo intero, se necessario, per fare quello che voglio.. e puntualmente ci riesco, anche a farmi ridare la macchina senza sganciare un soldo (o a velocizzare la burocrazia di una compagnia di assicurazioni da qualche giorno a qualche ora). C’è qualcuno che mi ha addirittura detto che il mio nomignolo di KKK è un gran valore a volte. Quindi non è questione di “non ho tempo” o di “non posso”, ma piuttosto di “non mi va”.

Nel rimettere insieme un paio di pezzi di (dis)ordine in casa, ho voluto anche giocherellare un po’ con i backup dello spazio web qui e del DB, ampliare il DB stesso e aggiornare a WP3.0.. pare che WordPress dia errore nell’aggiornamento, ma basta cambiare il file settings.php aggiungendo le righe di WP_MEMORY_LIMIT che, se uno ha backuppato bene, ce le ha da parte.. perché se uno una cosa la tiene da parte poi se la ritrova! E questo è per memo e monito utile, prevalentemente al sottoscritto, quando mi ricapiterà di avere danni del genere.

Ad ogni modo, sempre grazie al prode profeta dell’HC, sto riabbracciando la parola rockeggiante dei Social Distortion.. forse questo è il momento giusto.. l’altra volta non ho aprezzato appieno poiché ero in piena fase crust.. e poi mi serve una colonna sonora leggermente più soft per il viaggio di rientro in moto.. anche quest’anno lascio Wendy qui a prendere il sole.. uscirei pazzo nel cercare di andare al mare con la macchina in un posto che fino a cinque anni fa era frequentato da gente migliore di quella che c’è ora. Fino a quando il comune non capirà che la gente vuole la spiaggia libera, la Marina sarà sempre più vuota e la Pennuccia sempre più piena.. li mortacci delli turisti, delli studenti e de quer cazzone fighetto coi rasta che è bono solo a regge ‘a chitarra.

Summon the adrenaline up

24 giugno 2010 ReF 2 commenti

[Hatebreed - Driven By Suffering]

Non pensavo sarebbe stata l’apoteosi del mosh, non credevo avrei visto così tanta passione HC in un gruppo che ormai ha sottoscritto un patto col metal che ha fatto storcere il naso agli afecionados ed ha attirato le simpatie dei fan del thrash. Sta di fatto che dopo un inizio, preso proprio dalla nuova scuola mista di hardcore e metallo, con In Ashes They Shall Reap, Hands of a Dying Man e Everyone Bleeds Now, dopo aver ri-coverizzato gli Slayer, definendoli il loro gruppo preferito di sempre, si sono lasciati andare ai ricordi di un tempo che fu.

Jamey Jasta, voce ritrovata e potenziata, ha saputo interpretare le voglie degli astanti in maniera perfetta. Dal casino dei primi tre o quattro pezzi si è avuta la digressione più bella di tutti i concerti Hatebreed che ho visto fin’ora, una summa di tutto quello che avrei voluto sentire da un loro live, andando a ripescare anche (e soprattutto) da Satisfaction Is The Death of Desire una suprema Last Breath subito dopo un’altrettanta esaltante Live For This.

Non è un live report, non sono in grado di farne uno, soprattutto quando si tratta di un concerto in cui non ci sarebbe nulla da dire.. io, astante tra gli astanti, pubblico nel pubblico, per una sera mosher tra i mosher, hardcore kid di nuovo, mi sono cibato di adrenalina pura ed ho visto gli occhi di Jasta illuminarsi al mio richiamo di I Will Be Heard.. urlato a squarciagola per essere sicuro di essere sentito, benché si fosse in quel lasso di silenzio tra una canzone e l’altra. Accontentato ed esaltato hanno chiuso così, salvo poi rientrare perché si erano scordati un pezzetto non da nulla come Destroy Everything.. un’ora di pura furia, di pesanti martellate nelle orecchie a colpi di basso e batteria e non c’è cazzo, non c’è rock, non c’è dance, non c’è post-di-sto-cazzo e non c’è neanche metallo che possa tenere.. il miglior live del gruppo secondo me e il miglior live da quasi un anno a questa parte per me.

Armed with a mind

26 maggio 2010 sVegan Nessun commento

Caked up and faked up,
she’s obsessed with the outside.
nothing earned, too afraid to fail.
so she leads a hollow life void of insight
loving what you see, but you fear what you think
because of your mind and your body
there’s a missing fucking link
that leaves you vulnerable, susceptible to pain
you’re a garden of potential submerged in the rain

i said true beauty, cant be seen, with the eyes

ARMED, armed with a mind
i’m gonna strengthen my action with thought
make use of the gift i got
and walk fearless because i’m armed-with-a-mind
a weak offense when you step to this
mind over matter is power over fists
i walk fearless because i’m armed with-a-mind

i walk fearless with a mind far greater than just a fucking fist.

spineless and mindless. you flex your muscles and not your fucking head
a deep man with a strong point made without one thoughtful word said?
“huff and puff”, the fierce fists will do the talking
cant speak for yourself so your “crew”‘s with you walking
tell me whats worth fighting for…
and it better be something greater than an evening of the score

boy, your true strength sleeps behind your eyes!

its the absent minded fool who’s afraid to think,
to extend an open hand,
to dare to earn a thing.
its the gift inside our heads not to take for granted..
because an unexamined life is a seed unplanted.
as the animals, they cant reason
but as humans we can.
so are you just a wild animal or a rational man?
our bodies bring us nowhere, might does NOT make right.
theres a gift inside your head.

Categorie:Riot
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Minimal addiction

24 novembre 2009 ReF 1 commento

Una splendida botta di vita.. dopo qualche scazzo con la mia salute, probabilmente dovuto solo alla stanchezza accumulata, ho fatto qualcosa che non facevo da un’eternità.. concerto a Caput Mundi.. precisamente G.B.H. al Forte Prenestino a 5 euri.

Dovevamo essere in tre, anzi in quattro, forse in cinque, ma il profeta dell’HC non ha trovato la sistemazione in “Mamma Roma”, la mia donnina s’è accasciata sul letto in preda a mal di gola e raffreddore (che per ora non è riuscita ad attaccarmi), il fratello era impegnato con una cena e quindi ci siamo mossi solo io e il prode Stress0.

Forte Prenestino.. il solito culo coi parcheggi non poteva mancare in una macchina con due come noi.. più ingressi per un unico tunnel che sembra inghiottirti.. me lo ricordavo più sfasciato il posto.. l’avranno rimesso a posto in questi anni. Primo blocco di mattoni, primo tunnel, banchetto d’accoglienza con quasi-donna che prende i soldi per un biglietto che non c’è e per un timbro che non dà. Aperto, fresco e praticamente vuoto prima del secondo blocco di mattoni. Secondo blocco di mattoni, secondo tunnel.. identico al primo, cambiano solo i murales e posters affissi alle pareti. Tettoia di plexiglas, palco a sinistra, ingresso terzo blocco al centro, birra a destra e uscita nel parchetto più a destra ancora. Terzo blocco di mattoni, terzo tunnel, pulito.. non ce lo ricordavamo proprio.. probabilmente l’hanno sistemato ed aperto da poco (poco potrebbe dire anche 7 anni fa).

Nel pieno minimalismo punk della serata ci sta che suonino solo i quattro di Birmingham.. neanche tanto vecchi fuori, ma giovani e ancora incazzati dentro. Analizzando il concerto tra gente che usciva barcollando dalla ressa e chi entrava barcollando nella ressa, siamo giunti alla conclusione che un gruppo del genere non ha bisogno di far cover poiché è già la cover di se stesso. Nel senso che comunque dopo essere stati in giro per 30 anni ed aver all’attivo una ventina di pubblicazioni tra album in studio ed EP vari (ed hanno annunciato l’uscita imminente del loro ultimo lavoro in sede live), non hanno  bisogno di riscoprire la storia, perché la storia l’hanno fatta (anche) loro.. poi ci han smentito tirando fuori White Riot dei Clash, ma il concerto era già degenerato da tempo, con l’addetto alla security che invece di mantenere l’ordine sul palco sembrava incaricato di sobillare l’anarchia. Si è risolto tutto con una bella pogata con la band mentre noi eravamo a farci l’ennesima birra senza il timore di apparire fuori luogo come ad un concerto sXe. Del resto Scott Vogel insegnò al concerto coi full Blown Chaos e No Turning Back: “mi piacciono gli straight edge, ma amo la birra!”.

In se il concerto è filato via benissimo, un’oretta e mezza intensa e fitta di quelle quattro-cinque note ripetute allo sfinimento. Hanno ripescato un po’ da tutto il repertorio lasciando il meglio per ultimo, come nella migliore tradizione live. Noi ci siam destati dal nostro torpore da centro sociale su Diplomatic Immunity, Give Me Fire e sulla già citata White Riot. Per il resto del tempo siamo stati catapultati indietro di circa 4 anni, trasportati dall’ondeggiare e dall’urtare della folla, dal fluire dei pensieri lasciati esprimersi a briglie sciolte e da tutte quelle canzoni così uguali a se stesse e così sempre più coinvolgenti dopo ogni pausa. Abbiamo inutilmente fatto colpo sulle mescitrici di birra (ma con il Cobra si va a botta sicura) ed ho dimenticato per una serata intera che ERO senza mac. Si, perché quello è arrivato ieri pomeriggio ed è davvero la Mercedes-Benz dei personal computer.

Random

8 novembre 2009 ReF Nessun commento

[Snuff - Martin]

Mentre si gioca una partita decisiva per una società calcistica che la vede brutta st’anno, mentre ci sono 11+11 giocatori in campo che credo faranno una roba come 100 milioni di stipendio in tutto, io penso che non ce ne frega nulla.. che tanto ha ragione quello che dice che siamo già tutti un po’ morti.. un po’ te l’appoggio mi sa.. tu morto, io morente in cerca di sollievo per morire meglio, quanto meno morire meglio di te.

Cosa ne abbiamo tratto a sto giro di vita? il mio anno è quello che se la prende sempre un po’ in culo dalla società, a partire da riforme sull’istruzione che ci han visto passare sempre verso il peggio e, tra l’altro, manco per scelta nostra fino ad arrivare ad una situazione per cui chi poteva (o ancora può) ha deciso di mangiare. L’inculata non è tanto questo, ma quanto il fatto che non si sta giocando a RisiKo! dove tra i confinanti tacitamente si tiene uno staterello da conquistare a turno giusto per prendere la carta a fine mano. No qui chi ha potuto ha fatto piazza pulita e terra bruciata. The italian way, il modo di fare in cui tutto è approssimativo e tutto è mirato al fregare il prossimo, comprese le prassi di raggiungimento della qualità.

Perché dico questo? perché me la sto imparando a vende, perché basta impossessarsi di due termini in croce per fare splendida figura ad un colloquio di lavoro.. lo ammetto, ho talmente tanto da imparare che non potrei ancora essere capo progetto nel mio mestiere. Lo ammetto, ho talmente tanto da imparare che potrei comunque forse proficuamente tentare la scalata nel reparto dei commerciali.. tanto, incompetente più, incompetente meno, sarei di sicuro più qualificato di un cazzo di ingegnere.. e si calcoli che quando mi ci metto ho una vera e propria diamond face, che più tosta non si può.

In realtà avevo deciso di scrive una sorta di live report del concertone di ieri sera al glam fest vista la mancanza del fratello profeta dell’HC, ma m’è partito Kaos One, poi siam passati ai No Turning Back, Comeback Kid, Angel City Outcast e Baseball Annie prima di approdare a questa e non ce l’ho fatta a tenermi. Oggi vado di random su iTunes, spero solo continui così!

A skin and a freak

25 ottobre 2009 ReF Nessun commento

London underground

Venere sera.. nuovo laboratorio Crash.. nuovo per me che non ancora c’ero stato.. bel posto, fa un po’ techno-raver-industrial ma potrebbe uscirci fuori qualcosa di bello se fosse regolare.

Payback, Lyon Estates, Reinforced Concrete e non-mi-ricordo-più-come-si-chiamava-l’altro-gruppo.. ovviamente al contrario, i romani come headliner di una serata HC molto sfiziosa. Una felice sorpresa, i Reinforced Concrete, un bell’hardcore misto al metallo.. giuste proporzioni di cadenzato e velocità, qualche punta di stoner nella chitarra e un paio di breakdown niente male. Della formazione mista (per appartenenza) dei Lyon Estates c’è da dire che il cambio di batterista s’è un po’ sentito.. nel senso, ora pare ci sia un membro già visto ed apprezzato con i Values Intact, ma quando è salito il vecchio drummer per l’ultima canzone s’è notato.

Payback, beh.. gran bel concerto.. rovinato un po’ all’inizio dall’incompetenza del fonico che li ha costretti a sgolarsi per farsi sentire e un po’ alla fine da due penosi minchioni (una sottospecie di skin ed una sottospecie di freak) che volevano azzuffarsi.. ma con la scena romana può capitare, visto anche il passato Oi! di alcuni membri della band. Tolto questo, le due voci sono state eccezionalmente coinvolgenti, il sound è sempre quello e in un po’ di occasioni ti vien voglia di ringraziare la città di New York. Insomma un gran bel live.. e per un attimo ti ritrovi con sette anni in meno ad apprezzare un centro sociale in cui piove dentro, dove è meglio se tieni il cappotto addosso e ti stupisci che abbiano l’allaccio all’acqua corrente.. ma sappiamo da che menti esce il Crash..

Nel frattempo mi sono prenotato un viaggio a Londra per il ponte dell’Immacolata concezione, che non mi muovo da un bel po’ di tempo fuori dal triangolo Genova-Bologna-Roma.. ed ecco spiegata la mappa della metropolitana.. che sarà la mia bibbia per i prossimi tre giorni.. ho deciso così.

No Bose

5 settembre 2009 ReF Nessun commento

[Disturbed - Decadence]

Ier sera, mi reco in quel di santo Stefano per recuperare il prode profeta dell’HC, solita botta di culo con il parcheggio, raccatto l’uomo e ci dirigiamo verso il centro. Strada facendo ritiro al bancomat e mi fermo a denigrare il crucco aggeggio, fabbricato dalla ditta di cui porto il tesserino appresso, per la sua lentezza d’esecuzione.

In giro comincia ad uscire qualcuno, ma è sempre poca roba.. e forse è meglio così.. la città è più vivibile con meno teste di cazzo in strada.. poi molti convergono, per mia fortuna, alla festa “dell’umidità” ben fuori porta, il che mi lascia ampio spazio di manovra in centro. Non ci fai caso ed è già Aldrovandi, Petroni, piazza Verdi, largo Respighi, Moline, Righi e infine la mia seconda casa. Due chiacchiere, distrazione dallo studio (non mio), considerazioni sulla nazionale italiana di calcio e poi via di nuovo in strada.

Due euri per una coppetta piccola sono piuttosto un furto, se non fosse che stai sballato e non ci fai caso.. ti divori famelicamente cioccolato e mascarpone, che per una volta ha scalzato la stracciatella, getti un paio di imprecazioni verso quei quattro sfigati coi capelli lunghi buttati per terra e quattro chiacchiere su “caput mundi” mentre hai re-imboccato santo Stefano e porticato dopo porticato ti godi le luci gialle del centro storico.

Ok, macchina, bip bip, chiave nel rocchetto, brum brum, fistful of hate nelle casse e via dominando l’adrenalina.. durante il rientro mi metto a pensare a quel bancomat.. troppi bip, troppo lento, software dozzinale (e lo so).. se uno fosse capace non ci metterebbe molto a crackarne/clonarne uno e fregare i dindi agli sventurati.. vibrazione in tasca, messaggio, molto probabilmente lo devo leggere visto che è quasi l’una.. MEMO SHOP, il servizio che mi avvisa quando viene usata la mia carta di credito.. fermo, accosto, mi hanno fregato i soldi, il bancomat era davvero clonato ed hanno fatto anche in fretta stì bastardi.. a st’ora poi.. che figli di puttana.. quanto m’hanno fottuto? 260 e rotti euri.. mortà mortà.. ok, calma, continua a leggere Simò.. PRESSO GENERTEL SPA TRI…….. MAVVAFFANCULOVA’ rata semestrale del cazzo.. che cazzo di paura.. basta Pro-Pain, ho bisogno di riprendermi.. via di Scratch the Surface! Vabbè.. amen.. neanche sto mese riuscirò a comprare delle casse Bose per Wendy, ma va bene.. scrocca così com’è per il momento..

Stasera Blogos, pare ci siano argentini incazzati coi mangiacarne – doppia voce, uno dei vocalist molto molto brutto – che suonano un gran bell’hardcore.. visto che devo saltare gli Your Demise il 12.. stasera ci sta tutto il mosh se ce ne tiene di spende otto euri così!

Squat-low-budget-short-arms way of thinking

29 luglio 2009 ReF Nessun commento

[Locked In - The King]

Ok, la polvere dietro al lazzaretto è d’obbligo, ok anche che la pasta vegan del lazzaretto farebbe tornare voglia di mangiare carne (parola di Svenio), ok che a Bologna in stì giorni non c’è una fava per cui un po’ tutti i derivati del genere confluiscono nell’unico punto di interesse della serata e ok anche che Carpathian + Anchor + Rituals fanno il loro seguito (e potremmo parlare anche del fatto che i ragazzotti di Melbourne sono pure loro una manica di finocchietti).. ma la scena sta diventando sempre più fighetta. Al di là dei soliti bardasci con la smania di farsi vedere e delle solite troiette con la smania di farsi adocchiare (in ballerine e pelle attillata anche se pesano un quintale.. e lì c’è grossa confusione), anche i cosiddetti addetti ai lavori tendono sempre più a prediligere la scena tamarra.. attenzione, apriamo una piccola parentesi.. non parlo di tamarria come i Knuckle Dust o come i Lamb Of God.. quella tamarria lì ci piace a noi, ha una ragione d’esistere e la sua manifestazione non può far altro che coinvolgere.. io parlo di tamarria intesa come Gigi D’Alessio, o peggio Gigi D’Agostino, incarnata nel corpo di un nuovo puero che vuole suonare. In sintesi il ridicolo vestito da hc kid.. e quindi ne segue lo stuolo di finti-fan con bombolette di lacca nello zaino per lisciarsi il pelo divenuto irto per l’umidità scatenata da sudore e clima dimmerda. Ci mancava giusto qualche spiaggione del cazzo con occhiali finto-revival-anni-60/70/80 e il cappello di paglia in testa.

Volendo potremmo parlare del festival-concerto che si è andato sviluppando tra alti e bassi.. e del fatto che se il biglietto fosse costato più di 5 euri sarebbe stato un ladrocinio. Potremmo dire che tra i tanti gruppi italiani i Locked In sono quelli che mi hanno positivamente impressionato per la seconda volta.. potremmo anche dire che la scelta dei due “gruppi” organizzatori della serata è stata quanto meno bizzarra, per non dire totalmente malata. In pratica due gruppi noti come Linterno e Lyon Estates si sono presi il diritto di infilarsi perfettamente tra i tre gruppi di testa.. in pratica hanno prodotto un aborto di scaletta che ha mandato la prova dei Rituals a farsi friggere. Potremmo dire anche che il doppio palco (o doppia pedana perché parlare di palco al lazzaretto sarebbe da matti) è stata una gran genialata, peccato che non abbiano pensato di sfruttarla.. cioè, voglio sapere a cosa serve il doppio palco se tra un gruppo e l’altro si continuano a perdere 15 minuti e più. Inoltre, se fai suonare i Linterno dopo una bella prestazione degli Anchor ma prima dei Rituals, è ovvio che tutta la fatica per fare un buon sound check in quelle condizioni degradanti va a farsi benedire. Lo ammetto, mi sono sentito sollevato quando c’è stato il black out durante la “performance” dei bolognesi.

Volendo..

La serata è stata positiva intendiamoci, ma se ci fossero stati un paio di gruppi in meno ce l’avremmo fatta ad arrivare a fine show.. vabbè, magari ce l’avremmo anche fatta a far sentire bene da vicino, perché così com’è quel posto ti permette un’acustica decente solo a partire da 7-8 metri, ma non possiamo pretendere troppo per 5 euri.. in effetti.. adoro il low-fi.

Stupid hair and bad attitude

14 aprile 2009 ReF 1 commento

Una razza che non ha aspettative e, paradossalmente, sembrano più sensate le ambizioni di fama e successo televisivo del resto delle fan di Paris Hilton.

Cioè, non dico molto, non voglio riesumare dei sogni tipo l’astronauta che non sento neanche vicino.. io da piccolo volevo fare il meccanico.. ma avere almeno un’aspettativa terra terra non sarebbe sbagliato.
Vuoi fare la rock star? ti piace così tanto andare ai concerti hardcore vestito da finocchio che ti metti a sognare di salire sul palco a fomentare le masse? allora prendi la tua bella chitarrina di sto cazzo e comincia a imparare come si suona.. idem per basso e batteria. Se te ne stai tutto il tempo sotto al palco con il tuo cappello di lana (a metà aprile) ben calzato in testa che lascia fuori la tua stupida frangetta su un viso sbarbato con un piercing al naso tipo toro (o punkabbestia) è ovvio che non avrai altra ambizione se non quella propria della “razza che supporti”.. ed è anche giusto che tale ambizione suicida venga soddisfatta. In fin dei conti fare le poste al “cantante dei To Kill” fa più fighetta che finocchietto.. non ti senti un po’ un coglioncello? quando guardi quei tizi con i pantaloncini da basket che fanno capriole e tirano calci ad altezza petto non ti viene voglia di imitarli? ecco, non farlo perché non ti riesce per niente bene.. già non riesce a loro, come speri che un essere inutile come te possa farlo?

Analizziamo, non hai ambizioni e vabbè, non hai manualità e gestualità proprie dell’uomo, ma piuttosto di una checca isterica, non fai altro che piangerti addosso dicendo che odi il mondo e che vuoi morire, a momenti ti metti a piangere quando vai ad un concerto (e questo è anche fuori luogo visto che non hai manco mai capito un cazzo di testo cantato urlando), magari non sei in grado neanche di scopare perché sei un po’ come una fighetta di legno che s’atteggia e parla ma alla fine è inconcludente.. beh, mi sembra giunto il momento di smetterla.. non ti chiedo di morire, perché tanto sei incapace anche di fare quello che professi, ma quanto meno di crescere..

Ecco, quando ad un concerto HC ti si para davanti una massa di fighette e di emo-boy-in-love ti viene un po’ da storcere il naso. Benché sarebbe tutto ok, visto che rimarremmo in pochi altrimenti e visto anche che la scena hardcore non è mai brillata per apertura al sesso femminile.. però un attimo di cultura su quello che stai ascoltando e per cui hai pagato magari non guasterebbe. Diciamocelo, anche io quando ho iniziato ad ascoltare punk o HC o metal ho iniziato con cose nuove, cioè, del momento (facendo eccezione per gli AC/DC che sono senza tempo), però poi sono andato a vedere da dove partiva sta mania, da dove nascevano i gruppi e ad ascoltarne sempre di nuovi, cioè di vecchi solo che per me erano nuovi all’epoca. Tutti facciamo così.. o meglio, tutti prima di questa generazione di sfigati. Erano molto più preparate le ragazze sui testi dei Bane piuttosto che i finocchietti, i quali stavano pensando più che altro a come cercare di apparire idioti cercando di tirare calci e cazzotti nella foga della loro violent-stupid-dancing.

Allora, non ho assolutamente nulla contro i nuovi gruppi metal-core o hardcore, anzi, bene che ci siano altrimenti la scena declinerebbe.. ma io sono entusiasta dell’uscita dell’ultimo dei Misery Signals così come sono entusiasta dell’ultimo album dei Caliban.. del tipo, un’altro? come quello che gli A Wilhelm Scream sono il nuovo gruppone innovativo.. per carità, ora è un signor gruppaccio, però dal vivo mi sembravano tutti riff degli Strung Out, ma forse io non riesco a cogliere le sottigliezze stilistiche del genere.. ed è meglio così.

Ah, me lo sò perso perché sono arrivato tardi.. ma Josh s’è lasciato andare di nuovo alle sue sperequazioni sull’essere vegan? No, perché vorrei fargli presente che se perdesse lo stesso tempo a far notare ai kids che gli emo sono brutti magari la scena ne gioverebbe di più.. non dico molto, basta mettere in chiaro da subito che ognuno segue la propria moda, che è giusto avere un proprio punto di vista, ma che stilisticamente, esteticamente e attitudinalmente gli emo sono proprio brutti! Poi lui potrebbe obiettare che siamo tutti parte della stessa crew e dello stesso popolo hardcore, ma io potrei ribadire che anche io mi sono abbassato a parlare con una capra a quel punto.. Il concetto è sempre lo stesso, qui tocca rivedere un attimo la scala dei valori e il principio di umiltà. Dai Josh, vieni che ti offro una birra va…