Archivio

Posts Tagged ‘concerto’

Quiet Kaos

28 giugno 2010 ReF Nessun commento

[Baseball Annie - No More]

Ieri sera immersione in contesto hip-hop bolognese.. molte brache calate e molte visiere di lato. Inutile dire che è forse la scena più eterogenea per flora fumaiola e fauna d’avventori.. dal writer che veste solo con due misure in più a fighette in tacco da 12cm e canotta per mettere in mostra la rosellina tatuata dietro il collo o sul seno. Inutile anche dire che la quantità di erbette e fumelli morbidosi che gira sotto il palco farebbe impallidire anche il più quotato rastafari.

Mi sono mantenuto lucido e sobrio in vista delle analisi di stamane e ciò mi ha anche permesso di gustarmi per bene il live. Fondamentalmente siamo andati lì per quello, anche se avevamo qualche perplessità sull’orario di inizio, consci del fatto che il set up di un concerto hip-hop si svolge con calma e rilassatezza proprie di un impiegato allo sportello della motorizzazione civile. Smentiti, questa volta per fortuna, dal rigido protocollo che quella merda di vicolo Bolognetti ha imposto per i concerti, ho avuto l’opportunità di vedere per la seconda volta in una settimana un concerto senza supporto di spalle varie.. solo l’headliner a fare la sua oretta di rime e sketch a tratti comici per via della testa che non l’accompagna più. Tutto il resto c’era e c’è ancora.. una bella scena undergrund fiorente e produttiva, tanta rabbia per sistema/chiesa/degrado-della-scena e soprattutto quella voce roca ed esasperata.. Don Kaos, Kaos One, Dr. K, chiamatelo come cazzo vi pare, surfa ancora la scena con più piglio di prima, con forse una disintossicazione alle spalle, sicuramente dimagrito e pulito, con un pizzico di serenità in più in corpo, senza Moddi purtroppo, ma con il fedele Dj Trix in consolle.

L’unica nota negativa è data dal fatto che si è limitato a rappare solo le prima strofe della maggior parte delle canzoni che ha portato in scaletta.. sicuro, così ne escono di più, sicuro, così ti perdi però qualcosa che c’è solo nelle ultime.. questione di scelte.. in ogni caso un live di Kaos meriterebbe di essere visto.. potresti non apprezzare il genere, potresti storcere il naso davanti ad un branco di scimmiette urlanti, rimbalzanti, fumanti e barcollanti, potresti non simpatizzare per l’intonazione guercia della sua voce.. potresti, ma se lo fai non capisci un cazzo!

Summon the adrenaline up

24 giugno 2010 ReF 2 commenti

[Hatebreed - Driven By Suffering]

Non pensavo sarebbe stata l’apoteosi del mosh, non credevo avrei visto così tanta passione HC in un gruppo che ormai ha sottoscritto un patto col metal che ha fatto storcere il naso agli afecionados ed ha attirato le simpatie dei fan del thrash. Sta di fatto che dopo un inizio, preso proprio dalla nuova scuola mista di hardcore e metallo, con In Ashes They Shall Reap, Hands of a Dying Man e Everyone Bleeds Now, dopo aver ri-coverizzato gli Slayer, definendoli il loro gruppo preferito di sempre, si sono lasciati andare ai ricordi di un tempo che fu.

Jamey Jasta, voce ritrovata e potenziata, ha saputo interpretare le voglie degli astanti in maniera perfetta. Dal casino dei primi tre o quattro pezzi si è avuta la digressione più bella di tutti i concerti Hatebreed che ho visto fin’ora, una summa di tutto quello che avrei voluto sentire da un loro live, andando a ripescare anche (e soprattutto) da Satisfaction Is The Death of Desire una suprema Last Breath subito dopo un’altrettanta esaltante Live For This.

Non è un live report, non sono in grado di farne uno, soprattutto quando si tratta di un concerto in cui non ci sarebbe nulla da dire.. io, astante tra gli astanti, pubblico nel pubblico, per una sera mosher tra i mosher, hardcore kid di nuovo, mi sono cibato di adrenalina pura ed ho visto gli occhi di Jasta illuminarsi al mio richiamo di I Will Be Heard.. urlato a squarciagola per essere sicuro di essere sentito, benché si fosse in quel lasso di silenzio tra una canzone e l’altra. Accontentato ed esaltato hanno chiuso così, salvo poi rientrare perché si erano scordati un pezzetto non da nulla come Destroy Everything.. un’ora di pura furia, di pesanti martellate nelle orecchie a colpi di basso e batteria e non c’è cazzo, non c’è rock, non c’è dance, non c’è post-di-sto-cazzo e non c’è neanche metallo che possa tenere.. il miglior live del gruppo secondo me e il miglior live da quasi un anno a questa parte per me.

Sing along

13 aprile 2010 ReF Nessun commento

Prima:

Andato al lavoro – uscito dal lavoro – andato in centro in moto a fare un giro con Billy – tornato a casa – andato in centro in bici per beccare i soliti per l’aperitivo in San Martino.

Il punto non è i soliti.. il punto è la situazione..

Dopo:

Mangiato – andato al concerto – trizzicato il piede e cantato tanti auguri alla moglie di Greg Attonito – chiacchierato e totalmente ignorato l’ultima palla con la chitarra in mano che si è messa a suonare e cantare nel suo “decadente” ambiente (mi sa che non ha mai visto il vecchio lazzaretto).

C’è da dire una cosa, che io apprezzo il fatto che le nuove generazioni vogliano darsi da fare nel cercare di mantenere il gruppo di afecionados del genere, ma tollero malamente il fatto che per fare concorrenza ad un locale di Casalecchio (gente che sta teoricamente sulla stessa barca) si spenda il nome di un pezzo della storia alternativa di Bologna degli ultimi 10 anni. Onestamente, mi sa come di uno che mi viene a dire “stasera c’è serata al lazzaretto.. non so che c’è ma sapevo che c’era serata”.. bene, mi fa piacere che ogni tanto ci si svegli anche nella tua testa, ma dov’eri quando ha suonato il mondo e non hai voluto aprire? Che facciamo, il passo successivo sarà quello di dedicarsi al post-rock?

Per carità, meglio tardi che mai.. solo che è anche per gente come te che si è creata l’epurazione di un posto che emanava attitudine e dedizione da tutti i pori.. “Dio scalzo in una valle di chiodi!”.

The porch

17 dicembre 2009 ReF Nessun commento

[Disrupt - Crusade Of Fanaticism]

Ok, sto finendo dei lavori piuttosto importanti e sono piuttosto stressato..

Ok, sto spendendo soldi per acquistare delle protezioni da snò e altri ne spenderò per la mia piccola Wendy..

Ok, sono indietro con la mia vita e sento che mi sto perdendo qualcosa, compreso il concerto di stasera..

OK, hanno assolto una persona che secondo me merita di finire in galera..

Ma non sono polemico, sono dannatamente felice.. ho ritrovato i Disrupt e mi sento di nuovo come se stessi sotto ad un portico!

Categorie:Life
Tag: , , ,

Minimal addiction

24 novembre 2009 ReF 1 commento

Una splendida botta di vita.. dopo qualche scazzo con la mia salute, probabilmente dovuto solo alla stanchezza accumulata, ho fatto qualcosa che non facevo da un’eternità.. concerto a Caput Mundi.. precisamente G.B.H. al Forte Prenestino a 5 euri.

Dovevamo essere in tre, anzi in quattro, forse in cinque, ma il profeta dell’HC non ha trovato la sistemazione in “Mamma Roma”, la mia donnina s’è accasciata sul letto in preda a mal di gola e raffreddore (che per ora non è riuscita ad attaccarmi), il fratello era impegnato con una cena e quindi ci siamo mossi solo io e il prode Stress0.

Forte Prenestino.. il solito culo coi parcheggi non poteva mancare in una macchina con due come noi.. più ingressi per un unico tunnel che sembra inghiottirti.. me lo ricordavo più sfasciato il posto.. l’avranno rimesso a posto in questi anni. Primo blocco di mattoni, primo tunnel, banchetto d’accoglienza con quasi-donna che prende i soldi per un biglietto che non c’è e per un timbro che non dà. Aperto, fresco e praticamente vuoto prima del secondo blocco di mattoni. Secondo blocco di mattoni, secondo tunnel.. identico al primo, cambiano solo i murales e posters affissi alle pareti. Tettoia di plexiglas, palco a sinistra, ingresso terzo blocco al centro, birra a destra e uscita nel parchetto più a destra ancora. Terzo blocco di mattoni, terzo tunnel, pulito.. non ce lo ricordavamo proprio.. probabilmente l’hanno sistemato ed aperto da poco (poco potrebbe dire anche 7 anni fa).

Nel pieno minimalismo punk della serata ci sta che suonino solo i quattro di Birmingham.. neanche tanto vecchi fuori, ma giovani e ancora incazzati dentro. Analizzando il concerto tra gente che usciva barcollando dalla ressa e chi entrava barcollando nella ressa, siamo giunti alla conclusione che un gruppo del genere non ha bisogno di far cover poiché è già la cover di se stesso. Nel senso che comunque dopo essere stati in giro per 30 anni ed aver all’attivo una ventina di pubblicazioni tra album in studio ed EP vari (ed hanno annunciato l’uscita imminente del loro ultimo lavoro in sede live), non hanno  bisogno di riscoprire la storia, perché la storia l’hanno fatta (anche) loro.. poi ci han smentito tirando fuori White Riot dei Clash, ma il concerto era già degenerato da tempo, con l’addetto alla security che invece di mantenere l’ordine sul palco sembrava incaricato di sobillare l’anarchia. Si è risolto tutto con una bella pogata con la band mentre noi eravamo a farci l’ennesima birra senza il timore di apparire fuori luogo come ad un concerto sXe. Del resto Scott Vogel insegnò al concerto coi full Blown Chaos e No Turning Back: “mi piacciono gli straight edge, ma amo la birra!”.

In se il concerto è filato via benissimo, un’oretta e mezza intensa e fitta di quelle quattro-cinque note ripetute allo sfinimento. Hanno ripescato un po’ da tutto il repertorio lasciando il meglio per ultimo, come nella migliore tradizione live. Noi ci siam destati dal nostro torpore da centro sociale su Diplomatic Immunity, Give Me Fire e sulla già citata White Riot. Per il resto del tempo siamo stati catapultati indietro di circa 4 anni, trasportati dall’ondeggiare e dall’urtare della folla, dal fluire dei pensieri lasciati esprimersi a briglie sciolte e da tutte quelle canzoni così uguali a se stesse e così sempre più coinvolgenti dopo ogni pausa. Abbiamo inutilmente fatto colpo sulle mescitrici di birra (ma con il Cobra si va a botta sicura) ed ho dimenticato per una serata intera che ERO senza mac. Si, perché quello è arrivato ieri pomeriggio ed è davvero la Mercedes-Benz dei personal computer.

Random

8 novembre 2009 ReF Nessun commento

[Snuff - Martin]

Mentre si gioca una partita decisiva per una società calcistica che la vede brutta st’anno, mentre ci sono 11+11 giocatori in campo che credo faranno una roba come 100 milioni di stipendio in tutto, io penso che non ce ne frega nulla.. che tanto ha ragione quello che dice che siamo già tutti un po’ morti.. un po’ te l’appoggio mi sa.. tu morto, io morente in cerca di sollievo per morire meglio, quanto meno morire meglio di te.

Cosa ne abbiamo tratto a sto giro di vita? il mio anno è quello che se la prende sempre un po’ in culo dalla società, a partire da riforme sull’istruzione che ci han visto passare sempre verso il peggio e, tra l’altro, manco per scelta nostra fino ad arrivare ad una situazione per cui chi poteva (o ancora può) ha deciso di mangiare. L’inculata non è tanto questo, ma quanto il fatto che non si sta giocando a RisiKo! dove tra i confinanti tacitamente si tiene uno staterello da conquistare a turno giusto per prendere la carta a fine mano. No qui chi ha potuto ha fatto piazza pulita e terra bruciata. The italian way, il modo di fare in cui tutto è approssimativo e tutto è mirato al fregare il prossimo, comprese le prassi di raggiungimento della qualità.

Perché dico questo? perché me la sto imparando a vende, perché basta impossessarsi di due termini in croce per fare splendida figura ad un colloquio di lavoro.. lo ammetto, ho talmente tanto da imparare che non potrei ancora essere capo progetto nel mio mestiere. Lo ammetto, ho talmente tanto da imparare che potrei comunque forse proficuamente tentare la scalata nel reparto dei commerciali.. tanto, incompetente più, incompetente meno, sarei di sicuro più qualificato di un cazzo di ingegnere.. e si calcoli che quando mi ci metto ho una vera e propria diamond face, che più tosta non si può.

In realtà avevo deciso di scrive una sorta di live report del concertone di ieri sera al glam fest vista la mancanza del fratello profeta dell’HC, ma m’è partito Kaos One, poi siam passati ai No Turning Back, Comeback Kid, Angel City Outcast e Baseball Annie prima di approdare a questa e non ce l’ho fatta a tenermi. Oggi vado di random su iTunes, spero solo continui così!

A skin and a freak

25 ottobre 2009 ReF Nessun commento

London underground

Venere sera.. nuovo laboratorio Crash.. nuovo per me che non ancora c’ero stato.. bel posto, fa un po’ techno-raver-industrial ma potrebbe uscirci fuori qualcosa di bello se fosse regolare.

Payback, Lyon Estates, Reinforced Concrete e non-mi-ricordo-più-come-si-chiamava-l’altro-gruppo.. ovviamente al contrario, i romani come headliner di una serata HC molto sfiziosa. Una felice sorpresa, i Reinforced Concrete, un bell’hardcore misto al metallo.. giuste proporzioni di cadenzato e velocità, qualche punta di stoner nella chitarra e un paio di breakdown niente male. Della formazione mista (per appartenenza) dei Lyon Estates c’è da dire che il cambio di batterista s’è un po’ sentito.. nel senso, ora pare ci sia un membro già visto ed apprezzato con i Values Intact, ma quando è salito il vecchio drummer per l’ultima canzone s’è notato.

Payback, beh.. gran bel concerto.. rovinato un po’ all’inizio dall’incompetenza del fonico che li ha costretti a sgolarsi per farsi sentire e un po’ alla fine da due penosi minchioni (una sottospecie di skin ed una sottospecie di freak) che volevano azzuffarsi.. ma con la scena romana può capitare, visto anche il passato Oi! di alcuni membri della band. Tolto questo, le due voci sono state eccezionalmente coinvolgenti, il sound è sempre quello e in un po’ di occasioni ti vien voglia di ringraziare la città di New York. Insomma un gran bel live.. e per un attimo ti ritrovi con sette anni in meno ad apprezzare un centro sociale in cui piove dentro, dove è meglio se tieni il cappotto addosso e ti stupisci che abbiano l’allaccio all’acqua corrente.. ma sappiamo da che menti esce il Crash..

Nel frattempo mi sono prenotato un viaggio a Londra per il ponte dell’Immacolata concezione, che non mi muovo da un bel po’ di tempo fuori dal triangolo Genova-Bologna-Roma.. ed ecco spiegata la mappa della metropolitana.. che sarà la mia bibbia per i prossimi tre giorni.. ho deciso così.

Squat-low-budget-short-arms way of thinking

29 luglio 2009 ReF Nessun commento

[Locked In - The King]

Ok, la polvere dietro al lazzaretto è d’obbligo, ok anche che la pasta vegan del lazzaretto farebbe tornare voglia di mangiare carne (parola di Svenio), ok che a Bologna in stì giorni non c’è una fava per cui un po’ tutti i derivati del genere confluiscono nell’unico punto di interesse della serata e ok anche che Carpathian + Anchor + Rituals fanno il loro seguito (e potremmo parlare anche del fatto che i ragazzotti di Melbourne sono pure loro una manica di finocchietti).. ma la scena sta diventando sempre più fighetta. Al di là dei soliti bardasci con la smania di farsi vedere e delle solite troiette con la smania di farsi adocchiare (in ballerine e pelle attillata anche se pesano un quintale.. e lì c’è grossa confusione), anche i cosiddetti addetti ai lavori tendono sempre più a prediligere la scena tamarra.. attenzione, apriamo una piccola parentesi.. non parlo di tamarria come i Knuckle Dust o come i Lamb Of God.. quella tamarria lì ci piace a noi, ha una ragione d’esistere e la sua manifestazione non può far altro che coinvolgere.. io parlo di tamarria intesa come Gigi D’Alessio, o peggio Gigi D’Agostino, incarnata nel corpo di un nuovo puero che vuole suonare. In sintesi il ridicolo vestito da hc kid.. e quindi ne segue lo stuolo di finti-fan con bombolette di lacca nello zaino per lisciarsi il pelo divenuto irto per l’umidità scatenata da sudore e clima dimmerda. Ci mancava giusto qualche spiaggione del cazzo con occhiali finto-revival-anni-60/70/80 e il cappello di paglia in testa.

Volendo potremmo parlare del festival-concerto che si è andato sviluppando tra alti e bassi.. e del fatto che se il biglietto fosse costato più di 5 euri sarebbe stato un ladrocinio. Potremmo dire che tra i tanti gruppi italiani i Locked In sono quelli che mi hanno positivamente impressionato per la seconda volta.. potremmo anche dire che la scelta dei due “gruppi” organizzatori della serata è stata quanto meno bizzarra, per non dire totalmente malata. In pratica due gruppi noti come Linterno e Lyon Estates si sono presi il diritto di infilarsi perfettamente tra i tre gruppi di testa.. in pratica hanno prodotto un aborto di scaletta che ha mandato la prova dei Rituals a farsi friggere. Potremmo dire anche che il doppio palco (o doppia pedana perché parlare di palco al lazzaretto sarebbe da matti) è stata una gran genialata, peccato che non abbiano pensato di sfruttarla.. cioè, voglio sapere a cosa serve il doppio palco se tra un gruppo e l’altro si continuano a perdere 15 minuti e più. Inoltre, se fai suonare i Linterno dopo una bella prestazione degli Anchor ma prima dei Rituals, è ovvio che tutta la fatica per fare un buon sound check in quelle condizioni degradanti va a farsi benedire. Lo ammetto, mi sono sentito sollevato quando c’è stato il black out durante la “performance” dei bolognesi.

Volendo..

La serata è stata positiva intendiamoci, ma se ci fossero stati un paio di gruppi in meno ce l’avremmo fatta ad arrivare a fine show.. vabbè, magari ce l’avremmo anche fatta a far sentire bene da vicino, perché così com’è quel posto ti permette un’acustica decente solo a partire da 7-8 metri, ma non possiamo pretendere troppo per 5 euri.. in effetti.. adoro il low-fi.