Useless people in a wonderful country
L’altra sera ero li che voltavo da via Borgo S. Pietro sui viali in macchina con Bruschetta, e me ne sono uscito con una frase del tipo “Gli italiani sono dei malviventi”.
Malviventi non nel senso di fuorilegge o ladroni, anche se purtroppo queste due categorie sono ben rappresentate sul suolo italico, ma nel senso etimologico del termine. Gente che non sa vivere bene. Eppure…….
Eppure abbiamo un paesaggio incredibile ,mare, monti, laghi stupendi, un clima ideale, i 2/3 del patrimonio artistico mondiale, la migliore cucina del mondo.
Tutta roba eridatata da madre natura o dal passato, è il presente che piange.
Urbanistica inesistente, tanto da rendere le nostre città luoghi dove la qualità della vita non brilla per positività, con la Caput Mundi in prima fila se si pensa che li un botto di gente regala ogni singolo anno due mesi della prorpia vita nell’esser relegati in una scatola di acciaio con le ruote, salvo poi guardare altrove e scoprire che anche nell’illuminata Bologna si sperimentano boiate costosissime come il Civis. Un popolo che da decenni ha smesso di insegnare al resto del mondo. Si ok abbiamo il made in italy, la moda ecc, ma se penso che negli ultimi 20 anni il miglior gruppo rock che abbiamo esportato sono i Lacuna Coil, con tutto il rispetto per il combo meneghino puoi solo ridere di riso amaro.
Se penso che i carrelli delle nostre madri/mogli/ragazze sempre più si riempiono di 4 salti in padella e tristezze simili.
Se penso che la stragrande maggioranza dei luoghi di ristorazione propinano una cucina scandalosa, a cominciare dalle pizzerie d’asporto che hanno trasformato un vanto in una specie di cartone con la pummarola ngoppa, tanto che io e il Ref siamo costretti a sfamarci dallo zozzone Indiano.
Se penso che il famoso espresso italiano il più delle volte è una terra bruciata imbevibile.
Se penso che stiamo li a scimmiottare il peggio degli altri popoli, in primisi l’etica dell’apparire a tutti i costi, tanto che per i nostri giovani un cazzone come Corona diventa un idolo, roba che se vai in giro con un maglietta con le effige del Che te la scambiano per una maglietta di un qualche gruppo rock.
Un popolo che non gode del piacere della lettura, che accetta tutto come se fosse un destino ineluttabile, a iniziare dal fatto che assistere a concerti live con suoni decenti è ormai un terno a lotto.
Un popolo di malviventi che vive male perchè ha perso lo spirito puro dei bambini che ti chiedeno in continuazione perchè.
Nessuno che si chiede il perchè su nulla, accetta tutto passivamente, tanto come cantano i Dogo a mangiare merda prima o poi ne apprezzi pure il gusto.
E sono giorni che assisto alla stessa scena, di adulti che si lamentano del fatto che le buste della spesa della Coop facciano schifo in quanto sono poco resistenti.
Nessuno si chiede del perchè una catena di negozi ad un certo punto decida di cambiare fornitore, dando ai porpri clienti un prodotto “peggiore” a prezzi più alti.
Nessuno che si prende la briga di leggere sulla busta che quest’ultima è prodotta con Mater-Bi (brevetto italiano), cioè con il mais per essere poi un prodotto 100% biodegradabile.
E quando gli spieghi, che è il frutto di una legge comunitaria, che durano poco perchè devono “durare” poco una volta finiti in natura ti guardano con la faccia di chi pensa ” e che cazzo me ne frega a me”.
Sì che che cazzo te ne frega a te se il mondo in cui vivi e che stai per lasciare a quei marmocchi, che giostrano intorno alla cassa nella vana speranza di arrivare a prendere le tic tac o l’ovetto kinder, è una unica discarica a cielo aperto.
Cosa te ne frega a te se il sacchetto di pastica si decompone dopo mille anni, soprattutto che te ne frega se nel pacifico staziona in continua crescita il “Trash vortex“, un ‘isola di immondizia di pastica di 2500km di diametro,il doppio dell’estensione degli USA!!!!!!!! alta anche 15 metri, in fondo è dall’altra parte del mondo.
Se ripenso a tutto ciò Io non mi sento italiano per una cippa della minkia, al massimo rivendico il mio orgoglio di Sannita.