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Posts Tagged ‘Bologna’

It’s my life

24 luglio 2010 ReF Nessun commento

Il magùn…ammazza che magone che c’ho!

Non ho velleità emo, ma mi commuovo ogni volta che sento parlare della magia che Caput Mundi riesce a trasmettere. Tanti, tantissimi anni di stornelli, cantati da gente che a nominare ora ti si riderebbe in faccia. Non perché mediocri musicanti, ma perché sconosciuti ai miei interlocutori odierni.

E ancora mi stupisco quando uno confessa di non essere mai stato a Roma.. e come fai a spiegargli che roba è quella città? Per alcune cose dovresti rinascere direttamente e sperare di vivere un po’ di quelle luci, un po’ di quella magnificenza monumentale, un po’ di quel folklore per capire che anche lo smog che respiri in grosse quantità serve solo a fartela amare di più.

Ed in questi momenti sono seriamente deluso del buco in cui sono andato a cacciarmi, di una città che somiglia sempre più ad un parco gioci per giovani ricconi o ad un quartiere degradato in cui rincontrare tutti quelli che conosci, compresi quelli che non vorresti mai rivedere o quelli che “chi sei scusa? noi ci siamo conosciuti dove?”. In realtà non è così, è il caldo che mi fa parlare a sproposito ed offendere una città magnifica come questa. Qui c’è più o meno tutto, c’è forse anche troppo, c’è di sicuro qualsiasi cosa tu voglia, se hai voglia di allungare le mani per afferrarla. Ma non è questo che rende questa città bella, perché nel tutto c’è anche il peggio.. ciò che rende Bologna una città degna di nota, al pari di Torino quanto meno, non è il bolognese, che Iddio ce ne scampi e liberi (al pari di tutta la gente al di sopra del Po).. non è il folklore, che è davvero carente per mancanza di autoctoni degni di nota e che si riduce ad una villa in mano ad un magistrato aperta ogni primo lunedì del mese per creare dibattiti e ricreare l’ambiente del salotto buono tipico della zona (comunista).. non è la monumentalità spinta di una città che deturpa ogni giorno di più le proprie origini.. no, si tratta semplicemente dell’atmosfera giusta, delle luci soffuse, del giallo del Pratello, della scena multiculturale, dell’alzare gli occhi e vedere che è splendida anche al di sopra dei portici, dell’averci vissuto dei momenti che nessuno mai potrà vivere con così tanta intensità. E se Roma mi avrebbe offerto il Wu Tang Clan in un venerdì qualsiasi in cui compio gli anni, Bologna mi offre la possibilità di vivermi il quartiere come piace a me, perché i bolognesi sono troppo conigli e “busoni” per alzare la voce e perché ho un assoluto bisogno di scazzafottere sotto casa, di salutare la gente che passa, di sentirmi nel mio habitat e non buttato in un ambiente che funga solamente da contenitore.

Esordirei con un “cazzo” a chiare lettere per quanto mi stia salendo la rabbia.. è vero, mi viene la pelle d’oca quando mi si parla di aBbruzzo e di Roma, ma non ci sto a farmi dire che me la vivo addosso questa città. Quelli sono i classici personaggi che salgono per un percorso di studi o di lavoro per essere più lontani da casa, per essere più liberi di potersi muovere, per cercare di viaggiare appena possibile e per avere dell’indipendenza addosso pagata con i soldi di mamma e papà. Quelli sono i classici personaggi che ascoltano reggae quando c’è da farsi le canne, che ascoltano house o musica commerciale perché le balere si sono trasformate in troiai luccicanti dove andare a mostrare la nuova polo o camicia bianca in attesa dell’arrampicatrice sociale che come modello di vita ha la Carfagna. Non si tratta di quelle persone che vivono per una cosa, che lascerebbero un braccio nel pogo e che, se riuscissero a riprenderlo, lo lancerebbero al cantante per dirgli “ci sono anche io, cazzo!”.. non sono quelle persone che vogliono sentire il marmo ed il lastricato dei portici sotto la schiena perché è questo che ci hanno dato e perché se piove quando io ho pagato per il bel tempo non è detto che non possa godermi due stizze anche se ti girano i coglioni.

Non si tratta di essere alloctono, si tratta semplicemente di VIVERE una cosa, una situazione, di andare a sviscerare l’estremo per capire i limiti del dono che ti è stato fatto. E detta in tutta sincerità, preferisco essere additato come quello che non si sa divertire piuttosto che come quello che deve sempre mettere becco, perché io lascio il diritto a tutti di fare le proprie scelte, perché io le mie le ho fatte, me le sono patite e godute e ne ho ricavato qualcosa, ma di sicuro tutto quello che state cercando di fare io già l’ho fatto, l’ho realizzato ed anche divulgato. E questa è per chi mi sta a cuore.. crescere non vuol dire smettere di fare le cose, crescere vuol dire acquisire consapevolezza.. ma non stare a disperarti se questa consapevolezza non arriva, vuol dire solo che io sono meglio di te.

Postumi

12 luglio 2010 ReF Nessun commento

[Baseball Annie - I Need More "Pow"]

Weekend devastante. I Gallows a Pinarella in compagnia di tre scoppiati e mezzo, perennemente arrapati e in cerca di una birra, salvo poi scoprire che le birre in quel posto di merda costano più che a Bologna centro. Da lì è iniziata la sobrietà forzata nutrita da adrenalina da pogo.

Ad ogni modo ho visto un giovincello roscio, tatuato ovunque (forse anche sull’uccello) e incazzato cantare a squarciagola accompagnato da tutti quelli che erano lì a godersi lo spettacolo. Ho visto il prode Marotta lanciarsi in dive dalla ringhiera del ballatoio laterale ed ho avuto per un attimo le traveggole nel guardare i presenti pensando di aver visto qualcuno che non avrebbe dovuto essere lì. Ho visto uno dei nostri avventurieri correre e scivolare sul palco sotto le risate di tutta la band ed ho visto infine gente finire con la faccia per terra dopo tuffi a vuoto.

Ed era Venerdì.

Un matrimonio in questa stagione è fuori discussione.. eppure la gente continua a sposarsi.. forse è anche meglio così a guardare i numeri impietosi della nostra demografia, o forse sarebbe meglio dare un taglio netto al genere umano e cominciare a sopprimere un miliardino di persone. Ma in fondo è stata una giornata da incorniciare anche quella di Sabato. Non sto neanche a parlarne perché ho ancora i postumi e soprattutto oggi è successo qualcosa di splendido che mi toglie qualsiasi tipo di attenzione aliena (e mi scuso di questo post dalla struttura totalmente stravolta e dai contenuti fanciulleschi).. è arrivato l’EP collection dei Baseball Annie! Sono estremamente contento.

In curva…

23 maggio 2010 ReF Nessun commento

[Disturbed - Overburdened]

Il bello del viaggiare in moto è che ti impossessi effettivamente della strada. Sei lì con i tuoi piedi a pochi centimetri dall’asfalto che corre sotto, che stendi la gamba e puoi strisciare la suola per terra mentre vai. E’ come portare un’auto di grossa cilindrata, che basta aprire il gas per avere una propulsione potentissima, il tutto con quei cavalli che vengono sprigionati lì sotto, tra le tue ginocchia. Certo, tutto è anche molto pericoloso, basta un attimo di distrazione, basta una cappellata da parte di un quattroruote e sei pappetta, padrone del tuo mezzo forse lo potresti essere se smontassi e rimontassi la tua moto pezzo per pezzo conoscendola anche nelle rondelle e quindi, presumibilmente io non lo sarò mai, ma comunque cambia il tuo rapporto con la cosa che ti sta portando a spasso in quel momento, che tu sia un novizio o un motard di vecchia data.

Sorvolando sui cattivi odori che si presentano lungo le autostrade d’Italia, Bologna-Pesaro si fa in un’oretta tranquillamente.. c’è anche da dire che una naked non è la migliore moto per fare viaggi lunghi, ma basta cambiare percorso e si nota la differenza.. non ci fai le piege come Valentino, non ci fai i viaggi lunghi come con una Goldwing, non ci fai lo sbrafanno come con un’Harley, ma in realtà ha un’attitudine aggressiva come poche altre, anche se non hai 120cv sotto il culo. In più con un po’ di cuore e pazienza puoi fare tutto quello che fanno le altre.. e poi in curva…

Pesaro-Bologna invece è meglio farla longitudinalmente, magari passare per la Raticosa o per la Futa dove puoi divertirti a piegare, sentire il motore che romba in uscita e che si lancia verso la prossima curva.. il rischio è che in una bella giornata di sole potresti passare tutto il viaggio con la mano sinistra staccata dal manubrio a salutare tutti i motard che passano nell’altra corsia.

Un’emozione simile si prova solo nei raccordi tra le piste da snò quando ti trovi davanti a tornanti di neve e la luce del sole si infila tra i rami degli alberi creando l’atmosfera perfetta per vivere la natura in quel poco che ci concediamo. Con lo snò c’è l’unica differenza che forse fatichi di più e non vedi il fiume che ti passa sotto il ponte da una parte e la parete rocciosa arsa dall’altra. In definitiva sono le due espressioni più belle per lo spostamento sportivo. Ora mi sto realizzando..

Sing along

13 aprile 2010 ReF Nessun commento

Prima:

Andato al lavoro – uscito dal lavoro – andato in centro in moto a fare un giro con Billy – tornato a casa – andato in centro in bici per beccare i soliti per l’aperitivo in San Martino.

Il punto non è i soliti.. il punto è la situazione..

Dopo:

Mangiato – andato al concerto – trizzicato il piede e cantato tanti auguri alla moglie di Greg Attonito – chiacchierato e totalmente ignorato l’ultima palla con la chitarra in mano che si è messa a suonare e cantare nel suo “decadente” ambiente (mi sa che non ha mai visto il vecchio lazzaretto).

C’è da dire una cosa, che io apprezzo il fatto che le nuove generazioni vogliano darsi da fare nel cercare di mantenere il gruppo di afecionados del genere, ma tollero malamente il fatto che per fare concorrenza ad un locale di Casalecchio (gente che sta teoricamente sulla stessa barca) si spenda il nome di un pezzo della storia alternativa di Bologna degli ultimi 10 anni. Onestamente, mi sa come di uno che mi viene a dire “stasera c’è serata al lazzaretto.. non so che c’è ma sapevo che c’era serata”.. bene, mi fa piacere che ogni tanto ci si svegli anche nella tua testa, ma dov’eri quando ha suonato il mondo e non hai voluto aprire? Che facciamo, il passo successivo sarà quello di dedicarsi al post-rock?

Per carità, meglio tardi che mai.. solo che è anche per gente come te che si è creata l’epurazione di un posto che emanava attitudine e dedizione da tutti i pori.. “Dio scalzo in una valle di chiodi!”.

Jolly Roger

20 marzo 2010 ReF Nessun commento

Logo pirata

Oggi a Roma, la festa pirata.. oggi a Bologna, me.. scemo si, ma ho deciso che mi devo iscrivere al partito!

Categorie:Riot
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My midnight

19 marzo 2010 ReF Nessun commento

[H2O - Still Here]

Ci sono giorni in cui le cose proprio non vanno, dicevano quelli.. e lo vedi la mattina, quando tante piccole cose cominciano a cozzare con quel misto di routine e aspettative quotidiano. E tutto il giorno sei incazzoso, ogni volta che prendi la macchina minacci di morte tutti quelli che vanno al di sotto dei cinquanta orari, ogni volta che qualcuno rallenta l’andatura tu la vuoi accelerare.. e tutto il giorno pensi a quello che non ti va giù.. sta di fatto che ho iniziato a pregare che muoiano tutti gli ingegneri di Bologna per quello che sta succedendo in via Agucchi.. non aspetti altro che la sera, per annullarti, per svagarti, per non pensare al lavoro e ai problemi.. vecchia scuola, lavoro e birra..

Poi alle sei di sera pensi a come si sta bene, a quant’è bello essere al centro di un mondo vivo e quant’è bello ribeccarsi tutti in un locale, ognuno che arriva quando gli pare e ognuno che va via quando gli pare.. il solito nocciolo duro di irriducibili a trincare fino a perdere le funzioni cerebrali legate alla memoria e tutti gli altri intorno che ruotano come satelliti.. dopo l’ennesima Guinness ci sta tutto un chilo di aglio, olio e peperoncino e poi a nanna.. neanche tardi, a mezzanotte, ma sfatto come se fossero le tre del mattino.

Categorie:Life
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A skin and a freak

25 ottobre 2009 ReF Nessun commento

London underground

Venere sera.. nuovo laboratorio Crash.. nuovo per me che non ancora c’ero stato.. bel posto, fa un po’ techno-raver-industrial ma potrebbe uscirci fuori qualcosa di bello se fosse regolare.

Payback, Lyon Estates, Reinforced Concrete e non-mi-ricordo-più-come-si-chiamava-l’altro-gruppo.. ovviamente al contrario, i romani come headliner di una serata HC molto sfiziosa. Una felice sorpresa, i Reinforced Concrete, un bell’hardcore misto al metallo.. giuste proporzioni di cadenzato e velocità, qualche punta di stoner nella chitarra e un paio di breakdown niente male. Della formazione mista (per appartenenza) dei Lyon Estates c’è da dire che il cambio di batterista s’è un po’ sentito.. nel senso, ora pare ci sia un membro già visto ed apprezzato con i Values Intact, ma quando è salito il vecchio drummer per l’ultima canzone s’è notato.

Payback, beh.. gran bel concerto.. rovinato un po’ all’inizio dall’incompetenza del fonico che li ha costretti a sgolarsi per farsi sentire e un po’ alla fine da due penosi minchioni (una sottospecie di skin ed una sottospecie di freak) che volevano azzuffarsi.. ma con la scena romana può capitare, visto anche il passato Oi! di alcuni membri della band. Tolto questo, le due voci sono state eccezionalmente coinvolgenti, il sound è sempre quello e in un po’ di occasioni ti vien voglia di ringraziare la città di New York. Insomma un gran bel live.. e per un attimo ti ritrovi con sette anni in meno ad apprezzare un centro sociale in cui piove dentro, dove è meglio se tieni il cappotto addosso e ti stupisci che abbiano l’allaccio all’acqua corrente.. ma sappiamo da che menti esce il Crash..

Nel frattempo mi sono prenotato un viaggio a Londra per il ponte dell’Immacolata concezione, che non mi muovo da un bel po’ di tempo fuori dal triangolo Genova-Bologna-Roma.. ed ecco spiegata la mappa della metropolitana.. che sarà la mia bibbia per i prossimi tre giorni.. ho deciso così.

Representando ferie in your face

21 settembre 2009 ReF Nessun commento

[La Coka Nostra - Bloody Sunday]

Praticamente ieri ero a seguire un bel concerto di un bell’hardcore, rammaricandomi di non avere potuto comprare una delle magliette più belle sul mosh perché mancava la taglia ed oggi sono ancora qui, Bologna, ufficio, cazzate, bestemmie e promozioni vodafone gratuite.

Solo che nella settimana di mezzo sono stato al mare.

Fanculo la pioggia di metà settembre di stà città, benvenuto tempo incerto del centro Italia.. incerto.. incerto per chi non conta.. dal canto mio, nel mio delirio di onnipotenza, quando mi accingevo ad andare al mare ho visto il sole, quando tornavo verso il grigio anche il cielo si faceva plumbeo.. forse è solo delirio, senza onnipotenza.. forse.

Solo che in questa settimana sono stato al mare ed ho preso anche il sole.

E da soli poi posso assicurare che la spiaggia merita ancora di più.. quella spiaggetta infestata in agosto da orde di bestie di vario genere.. ora niente famiglie, niente bardasci urlanti, niente studenti pittoreschi ciarlanti, solo tu e il mare.. e qualche fratino di tanto in tanto. Se poi ci metti due matrimoni e qualche chilo di porchetta che torna su con te è ancora meglio..