Pensieri lunghi
[Carpathian - Seventyk]
Ormai è qualche giorno che giro intorno ai ragionamenti, li sviscero in ogni loro meccanismo, li smonto e li rimonto tornando alla logica principale.. sempre con il timore di perdere il filo dei miei pensieri. Ho ripreso a fare cose che avevo smesso di fare da quando mi han messo di fronte ad un pc per otto ore al giorno. Tra queste cose c’è anche il pensare intensamente dipanando una tela fitta di connessioni semantiche, intrisa di analisi del mio pensiero, volta al raggiungimento della radice del mio ponderare.
La dinamica è la stessa di quanto descritto da Baudelaire ne i fiori del male, quando sei fatto talmente tanto da allungare ogni secondo dei sessanta che compongono un minuto, tanto da perderti all’interno dei movimenti neuronici tra le tue sinapsi per poi risvegliarti ed accorgerti che son passati a mala pena un paio di minuti. Il rendersi conto di quanto corra veloce il proprio cervellino ti stupisce e sembra come se potessi governarlo, poi ti accorgi che sei talmente concentrato che tutto il resto t’è scivolato via addosso.
Ma nel frattempo tu hai viaggiato, hai visto un film ancora prima di andare al cinema, hai aperto mille parentesi e mille ne hai chiuse.. che non lo faresti mai neanche fossi studioso dell’arte oratoria.. hai concluso il tuo ragionamento in maniera ineccepibile e hai raggiunto la rivelazione del momento. Tutto questo per una verità che rimarrà tua, che sarebbe di difficile comprensione per chi non ha ragionato insieme a te. Sei uscito di nuovo, sei di nuovo tornato a casa in bici con un bicchiere di vino in mano, hai di nuovo calcato migliaia di sampietrini, hai di nuovo vissuto sotto i portici della città ed hai nuovamente elucubrato sulla fine del pensiero.
Alla fine hai risolto.. riassunto il nocciolo della questione.. hai finito di pensare.. per questi due minuti..