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Posts Tagged ‘analisi’

Pensieri lunghi

27 luglio 2009 ReF Nessun commento

[Carpathian - Seventyk]

Ormai è qualche giorno che giro intorno ai ragionamenti, li sviscero in ogni loro meccanismo, li smonto e li rimonto tornando alla logica principale.. sempre con il timore di perdere il filo dei miei pensieri. Ho ripreso a fare cose che avevo smesso di fare da quando mi han messo di fronte ad un pc per otto ore al giorno. Tra queste cose c’è anche il pensare intensamente dipanando una tela fitta di connessioni semantiche, intrisa di analisi del mio pensiero, volta al raggiungimento della radice del mio ponderare.

La dinamica è la stessa di quanto descritto da Baudelaire ne i fiori del male, quando sei fatto talmente tanto da allungare ogni secondo dei sessanta che compongono un minuto, tanto da perderti all’interno dei movimenti neuronici tra le tue sinapsi per poi risvegliarti ed accorgerti che son passati a mala pena un paio di minuti. Il rendersi conto di quanto corra veloce il proprio cervellino ti stupisce e sembra come se potessi governarlo, poi ti accorgi che sei talmente concentrato che tutto il resto t’è scivolato via addosso.

Ma nel frattempo tu hai viaggiato, hai visto un film ancora prima di andare al cinema, hai aperto mille parentesi e mille ne hai chiuse.. che non lo faresti mai neanche fossi studioso dell’arte oratoria.. hai concluso il tuo ragionamento in maniera ineccepibile e hai raggiunto la rivelazione del momento. Tutto questo per una verità che rimarrà tua, che sarebbe di difficile comprensione per chi non ha ragionato insieme a te. Sei uscito di nuovo, sei di nuovo tornato a casa in bici con un bicchiere di vino in mano, hai di nuovo calcato migliaia di sampietrini, hai di nuovo vissuto sotto i portici della città ed hai nuovamente elucubrato sulla fine del pensiero.

Alla fine hai risolto.. riassunto il nocciolo della questione.. hai finito di pensare.. per questi due minuti..

Categorie:Life
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Questo non è un saggio

19 maggio 2009 ReF Nessun commento

[Colle Der Fomento - La Fenice]

Da un po’ di tempo mi sto domandando se mi stia rammollendo, assuefacendo o adattando al “sistema”.

Forse la mia verve critica scema sempre più verso l’esaurimento. Forse la mia vena polemica trova sempre meno spunti per aggredire e vessare le “mie” iniquità ed ingiustizie.

La mattina quando mi sveglio, mi sento preda di una routine; utilizzo musica aggressiva, preferibilmente italiana, per caricare le mie molle di “blind anger and hate”. Non voglio dimenticare, non voglio perdere mordente. Non guardo la TV, non seguo strani reality show e non ho modelli derivati da uomini e donne o amici di frà cazzo da Velletri (fatta eccezione per Mark Sinclair Vincent III, ma questo è un altro discorso). Una volta scrivevo della roba che poteva essere assimilata a canzoni, neanche tanto tempo fa ero in grado di “pensare punk” e metterlo nero su bianco. Ora non sono più in grado di annichilirmi e di ridurre ai minimi termini un argomento che avrebbe necessità di essere spiegato in più seminari.. c’è troppo da dire.

Uno dei problemi principali che hai quando cresci (non parlo di crescita anagrafica) è che cominci a vedere la complessità delle cose. Dal mio punto di vista rappresenta quasi sempre un male, più che un bene. Perdi di genuinità, acquisti in capacità di analisi ma ne risenti per quanto riguarda l’immediatezza e la spontaneità.

Resta il fatto che di motivi per cui battersi ne esce almeno uno ogni otto ore. Che tu sappia analizzarlo o che riesca a sviscerarne il cuore in due secondi di osservazione il risultato non cambia.

Ora guardo, ci rifletto, mi incazzo e infine posto. Non sono in grado di scrivere trattati, non potrei mai scrivere un libro se non mettendo insieme le mie riflessioni. Scrivo breve, colpisco duro e mi tengo la ragione.