[Architect - St. Vodka (Mother Russia)]
Fuori come in un concerto degli Skinny Puppy, dove ogni logica musicale si infrange in un sintetizzatore ed una batteria sparata a mille, dove i pensieri riescono ad emergere da ogni testa astante e si fondono con pogo, maschere e sangue.
Riesco ancora a farmi un viaggio.. nella fattanza e nel ghiaccio, con Nine, Carcass, Burst e Wisdom In Chains che menano sull’incudine nel mio orecchio.. nell’equilibrio precario e tra le sferzate di un vento gelido, mentre ripenso ai risultati di briscola, ai numeri da giocare, ai sogni fatti ed al fatto che Wendy mi succhia troppi soldi.
Passi attraverso gruppi erasmus che cercano un taxi, ti passano accanto delle donnine stupide che ti seguono, ti guardano e si mettono a tirarsi i capelli urlando e saltandoti quasi addosso (la foranza femminile è veramente ridicola a volte), passi su strade coperte da un sottile strato di ghiaccio e lo senti creparsi tra un breakdown e l’altro, passi in migliaia di passaggi logici che continuano discorsi interrotti cinque minuti prima e infine passi nella consapevolezza che il tuo cervello ancora si sballa come prima.. e cazzo se ne sei felice..
La Musica…..delle sette Arti è sicuramente quella più trasversale, quella di cui nessun essere umano può fare a meno, sia esso l’ultimo degli aborigeni o il più illuminato degli intellettuali occidentali. Certo i livelli di ascolto possono essere i più disparati. Si va dal terrone/zingaro di turno che ascolta i suoi idoli neomelodici, a quello che ascolta solo musica mainstrem canticchiandosela in macchina o sotto la doccia fino ad arrivare a quelli che vivono di musica, nel senso che senza si sentirebbero persi, vuoti, o che con la musica ci campano e a volte pure alla grande. Io mi colloco sicuramente nella penultima fattispecie, da quando tredicenne il Demone della Musica si è impadronito di me e da allora ho dedicata a questa nobile arte tanto di quel tempo che l’avessi dedicato allo studio della fisica ora sarei accanto a Rubbia a parlare di fusione a freddo e di mega specchi per la produzione di energia dal sole. Non solo, ho sempre avuto un approccio da purista nei confronti della musica, sin da quando adolescente compravo solo cd’s originali, due al mese per la precisione, guardando come appestati i mei amici che se li masterizzavano, senza godere dei testi, delle copertine, dell’odore chimico dei libretti. Poi pian piano ho ceduto pure io alle nuove tecnologie, prima i cd masterizzati, poi la musica in formato digitale fino ad arrivare al punto in cui non mi ricordo più quando è stato il giorno in cui sono uscito di casa per andare in un negozio e comprarmi un “disco”. Poi…… giorni fa ero giù a casa, a cena in famiglia, e mio fratello se ne esce con una frase:”si tanto adesso la televisione cellò per terra”. Li per li non mi pongo nemmeno il dubbio di tale stranezza, in fondo è mio fratello. Finita la cena torno a casa mia, entro in sala e sul carrello della tele trovo in bella posa, un giradischi anni 80, di quelli che fanno impianto hi-fi solo a vederli. ” Si è un giradischi giapponese col braccio inglese e la testina scozzese, sai col mio amplificatore tedesco con valvole russe avevo bisogno di una testina che mi producesse un suono + squillante per renderlo + simili a quello del cd”. Mi fido di mio fratello, accendo l’Impianto, faccio andare un super-audio-cd di Diana Krall per far scaldare le valvole (sono russe, vengono dal freddo) e già li capisci che c’è di meglio nel tuo mondo, un po’ come quando ti fanno del sesso orale, il gesto è lo stesso, ma tra il livello base e un soffocotto fatto allo stato dell’arte ci passano 10 livelli di goduria in mezzo. Passati 45′ ti alzi dal divano e metti sul piatto del giradischi quel capolavoro di musica che è “The dark side of the moon”, fatto da gente che già nei 70′s poteva permettersi produzioni che il 98% delle produzioni attuali si sognano. I minuti passano, le note scorrono e la goduria è tale che come durante una profonda sessione di meditazione “REALIZZI”. Realizzi che tu fino ad ora ti sei limitato a fruire della musica in modo compulsivo, ad apprezzare solo il fatto che una canzone possa essere bella o brutta e non che il bello possa essere esperito a vari livelli (vedasi la metafora della fellatio). Anzi capisci che col tempo sei caduto in basso, dall’essere un tredicenne con l’orecchio musicale poco formato che ascoltava musica con il suo impianto da un milione di lire, a ultra trentenne con le sue casse da pc di soli 79 euri. Insomma l’arte è arte e così come non ti puoi limitare a vedere i quadri su di un depliant perchè se li vedi dal vivo le emozioni possono essere travolgenti, così la musica dovrebbe essere fruita nel migliore dei modi possibili, in proporzione a quello che le nostre tasche ci consentono. Con questo credo che la mia spesa folle nella vita non sarà per un auto sportiva che sgarra la strada, ma per un impianto Stereo coi controcazzi. Nel frattempo una sera di queste entro di soppiatto a casa del Maestro Muti per sentire che robba può tenere dentro le mura di casa, come minimo le membrane delle casse devono essere fatte di pelle umana…
[Head Automatica - Graduation Day]
Non ho più parole! Vorrei che tanta gente andasse a lavorare invece di firmare accordi con la mafia. Ma mi rendo conto che chi veste i panni del comunista, per poi passare a lodare ed idolatrare il grande castratore dell’Italia attuale, abbia già dimostrato tutto.
Qui e qui l’epitaffio allo sviluppo tecnologico firmato Sandro “Berlusconi-è-uomo-onesto” Bondi.
[Sick Of It All - Consume]
Ancora che scivolo.. come quando rimane dell’inerzia nella tua testa, il treno s’è fermato ma a te sembra che sobbalzi ancora in avanti. Ecco, dopo una giornata sullo snò la sensazione ancora persiste.. scivolo ancora verso sinistra e cerco di ruotare le spalle per cambiare direzione. Ma la mia sedia non sembra accompagnarmi.. sembra piuttosto statica, anzi.. stanotte me lo sognerò, ne sono sicuro.
Comunque è stata una bella giornata di sole sopra le nuvole.. sopra lo zero di tipo sei gradi, doppio panino con la ventricina, due birre e il caro Svenio che zompa dal trampolino su un materasso gonfio d’aria.. quasi esilarante.. l’unica cosa che non ancora riesco a digerire è lo sbalzo caldo/freddo con il giubbotto addosso mentre surfi la neve e la seggiovia gelata.. prima o poi mi ammalerò..
Cousin Of Death de La Coka Nostra come sottofondo. Gran bell’album dagli ex House Of Pain.
Tempo uggioso, per usare un eufemismo, il primo. Poco da fare, ormai mi sono abituato al tempo di merda della pre-pianura padana.
Sembra quando uscivo da casa Lombardi alle cinque-sei di mattina, dopo essermici ficcato quattro ore prima, che trovavo sempre una nebbia del cazzo che ti spegneva la sigaretta se non pippavi di continuo.
Sono in ritardo di tipo 10 minuti sull’orario di “timbratura”. Timbratura è il secondo eufemismo.. si, perché noi non abbiamo obblighi di orari per fortuna, non abbiamo obblighi da presentazione formale e non abbiamo l’obbligo di abbandonare i nostri pearcing e/o tattoo per guadagnarci la pagnotta.
La penso come Everlast:
“They say it’s better to burn out than it is to fade away
I just hope to God I can fall into a sleep where I can stay..”.
Impreciso ma rende..
Potrei ficcarmi in una banca per prendere quei 100-150€ in più rispetto a quanto prendo qui, ma onestamente andarmi a vestire da fighetto imborghesito, perennemente e scomodamente in tiro cinque giorni su sette non fa per me. Preferisco poter mandare a fanculo i miei superiori senza timori di repressioni, preferisco avere la barba sfatta perché la sera prima mi sono preso un bel pecorone per svegliarmi a 5 minuti dall’inizio dell’orario d’ufficio. Già solo in lamette o rasoio mi evito parte del mancato guadagno, evito l’imborghesimento totale con il suo derivante conseguente acquisto annuale di un telefonino nuovo e soprattutto evito le lamentele perenni di chi sta sempre lì a piangersi addosso. Vero è che ogni tanto lo faccio anche io, ma io mi lamento del sistema in se.. è il fare tutto italian way che mi lascia perplesso.
E sistema è il terzo eufemismo.
Ferie finite, a parte il giorno che tutte le feste porta via, si ricomincia a cazzeggiare, lavorare, sognare, progettare siti e loghi e si rinizia ad ascoltare musica e cazzate.
Buon anno a tutti, a chi ha passato l’ultimo dell’anno in mia compagnia, a chi cerca le bellezze in Spagna, a chi ha deciso di intraprendere con il sottoscritto un bel progetto (anche se con qualche probabilità di fallimento), a chi si è fidato nel farsi fare un video ed a chi era ignaro di ciò, a chi purtroppo ha cercato la neve sulle montagne abruzzesi con una temperatura ben al di sopra dei 15°, a chi era a due passi da casa mia, a chi mi ha lasciato casa libera, a chi mi ha dato momenti conviviali il giorno prima della partenza, ai vip e finti-vip del bar In Piazza, a chi ha fallito già, a chi fallirà in questo incognito 2010, a chi non mi è mancato per niente e auguri a chi non avevo voglia di vedere di nuovo.. soprattutto auguri a chi soffre come non mai ed a noi che non sapremo mai consolarlo se non ricordandogli che bisogna esser sempre forti, soprattutto nei momenti difficili..daje Marià!