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Archivio per luglio 2009

Squat-low-budget-short-arms way of thinking

29 luglio 2009 ReF Nessun commento

[Locked In - The King]

Ok, la polvere dietro al lazzaretto è d’obbligo, ok anche che la pasta vegan del lazzaretto farebbe tornare voglia di mangiare carne (parola di Svenio), ok che a Bologna in stì giorni non c’è una fava per cui un po’ tutti i derivati del genere confluiscono nell’unico punto di interesse della serata e ok anche che Carpathian + Anchor + Rituals fanno il loro seguito (e potremmo parlare anche del fatto che i ragazzotti di Melbourne sono pure loro una manica di finocchietti).. ma la scena sta diventando sempre più fighetta. Al di là dei soliti bardasci con la smania di farsi vedere e delle solite troiette con la smania di farsi adocchiare (in ballerine e pelle attillata anche se pesano un quintale.. e lì c’è grossa confusione), anche i cosiddetti addetti ai lavori tendono sempre più a prediligere la scena tamarra.. attenzione, apriamo una piccola parentesi.. non parlo di tamarria come i Knuckle Dust o come i Lamb Of God.. quella tamarria lì ci piace a noi, ha una ragione d’esistere e la sua manifestazione non può far altro che coinvolgere.. io parlo di tamarria intesa come Gigi D’Alessio, o peggio Gigi D’Agostino, incarnata nel corpo di un nuovo puero che vuole suonare. In sintesi il ridicolo vestito da hc kid.. e quindi ne segue lo stuolo di finti-fan con bombolette di lacca nello zaino per lisciarsi il pelo divenuto irto per l’umidità scatenata da sudore e clima dimmerda. Ci mancava giusto qualche spiaggione del cazzo con occhiali finto-revival-anni-60/70/80 e il cappello di paglia in testa.

Volendo potremmo parlare del festival-concerto che si è andato sviluppando tra alti e bassi.. e del fatto che se il biglietto fosse costato più di 5 euri sarebbe stato un ladrocinio. Potremmo dire che tra i tanti gruppi italiani i Locked In sono quelli che mi hanno positivamente impressionato per la seconda volta.. potremmo anche dire che la scelta dei due “gruppi” organizzatori della serata è stata quanto meno bizzarra, per non dire totalmente malata. In pratica due gruppi noti come Linterno e Lyon Estates si sono presi il diritto di infilarsi perfettamente tra i tre gruppi di testa.. in pratica hanno prodotto un aborto di scaletta che ha mandato la prova dei Rituals a farsi friggere. Potremmo dire anche che il doppio palco (o doppia pedana perché parlare di palco al lazzaretto sarebbe da matti) è stata una gran genialata, peccato che non abbiano pensato di sfruttarla.. cioè, voglio sapere a cosa serve il doppio palco se tra un gruppo e l’altro si continuano a perdere 15 minuti e più. Inoltre, se fai suonare i Linterno dopo una bella prestazione degli Anchor ma prima dei Rituals, è ovvio che tutta la fatica per fare un buon sound check in quelle condizioni degradanti va a farsi benedire. Lo ammetto, mi sono sentito sollevato quando c’è stato il black out durante la “performance” dei bolognesi.

Volendo..

La serata è stata positiva intendiamoci, ma se ci fossero stati un paio di gruppi in meno ce l’avremmo fatta ad arrivare a fine show.. vabbè, magari ce l’avremmo anche fatta a far sentire bene da vicino, perché così com’è quel posto ti permette un’acustica decente solo a partire da 7-8 metri, ma non possiamo pretendere troppo per 5 euri.. in effetti.. adoro il low-fi.

Pensieri lunghi

27 luglio 2009 ReF Nessun commento

[Carpathian - Seventyk]

Ormai è qualche giorno che giro intorno ai ragionamenti, li sviscero in ogni loro meccanismo, li smonto e li rimonto tornando alla logica principale.. sempre con il timore di perdere il filo dei miei pensieri. Ho ripreso a fare cose che avevo smesso di fare da quando mi han messo di fronte ad un pc per otto ore al giorno. Tra queste cose c’è anche il pensare intensamente dipanando una tela fitta di connessioni semantiche, intrisa di analisi del mio pensiero, volta al raggiungimento della radice del mio ponderare.

La dinamica è la stessa di quanto descritto da Baudelaire ne i fiori del male, quando sei fatto talmente tanto da allungare ogni secondo dei sessanta che compongono un minuto, tanto da perderti all’interno dei movimenti neuronici tra le tue sinapsi per poi risvegliarti ed accorgerti che son passati a mala pena un paio di minuti. Il rendersi conto di quanto corra veloce il proprio cervellino ti stupisce e sembra come se potessi governarlo, poi ti accorgi che sei talmente concentrato che tutto il resto t’è scivolato via addosso.

Ma nel frattempo tu hai viaggiato, hai visto un film ancora prima di andare al cinema, hai aperto mille parentesi e mille ne hai chiuse.. che non lo faresti mai neanche fossi studioso dell’arte oratoria.. hai concluso il tuo ragionamento in maniera ineccepibile e hai raggiunto la rivelazione del momento. Tutto questo per una verità che rimarrà tua, che sarebbe di difficile comprensione per chi non ha ragionato insieme a te. Sei uscito di nuovo, sei di nuovo tornato a casa in bici con un bicchiere di vino in mano, hai di nuovo calcato migliaia di sampietrini, hai di nuovo vissuto sotto i portici della città ed hai nuovamente elucubrato sulla fine del pensiero.

Alla fine hai risolto.. riassunto il nocciolo della questione.. hai finito di pensare.. per questi due minuti..

Categorie:Life
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Me ne frego di Battiato

24 luglio 2009 ReF 2 commenti

[Colle Der Fomento - Vita]

Attitudine non vuole dire professare meramente una fede e presentarsi come si conviene. Dal mio punto di vista è buttarci in mezzo anche qualcosa d’altro.. l’attitudine è atteggiamento, è essere portati a fare quella cosa, uno perché ci si crede e due perché è coerente con il tuo modo di vivere.. che non è lo stesso di essere e vestire l’abito del fedele. Se non hai attitudine fai la fine delle troiette al concerto dei Municipal Waste che rifuggono la bolgia per preservare trucco e profumo.

Ieri, serata memorabile, in cui si festeggia il compleanno del vostro affezionatissimo, ho visto finalmente qualcosa andare al suo posto. Ho potuto finalmente assistere al manifestarsi del purismo di una razza.. ovviamente, scusate il gioco di parole, spuriata ogni tanto dal solito confuso di turno (leggasi robottino/robbosino dal naso aquilino, capelli stirati, orrendo costume rosso della sundek e controtempo/scoordinazione costante nel movimento degli arti oppure tipo crust dall’evidente zazzera-derivata-rasta con la maglietta dei converge).. che consta di soggetti in grado di surfare in diving la folla indossando dei braccioli dei gormiti, in grado di cercare di cavalcare uno squalo e un materassino gonfiabili mentre giocano con salvagenti e palloni da spiaggia. In tutto questo delirio sono riuscito a cogliere qualcosa, che non è la macchinetta fotografica malamente scaraventata via da Tony Foresta con un cazzotto, ma si tratta di essenza di pura razza thrash, accompagnata da olezzo, capelli lunghi, jeans aderenti, cappellini con la visiera alzata, velocità, incazzatura e birra. Ho visto anche il condizionatore buttare aria già in condensazione per il calore del mosh-pit. Diciamo che non ho visto navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione o il balenare dei raggi B, però quello che ho visto ha, a suo modo, dell’incredibile.. quantomeno per chi non ha mai calcato palchi o platee dove il sudore tante volte si mischia al sangue, dove non vale per una volta la moda che sia punk o del revival anni ’60 di uomini e donne o del cafone vestito d’Armani, ma dove vale il contatto fisico, dove lo sporcarsi fa parte del gioco, dove perdere la voce vuol dire che è stata finalmente usata e dove la tua cultura umanistica o scientifica te la puoi infilare su per il culo.