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Archivio per gennaio 2009

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19 gennaio 2009 ReF 2 commenti

[The Filaments - Life's Not A Privilege]

Ho tanato la pezzolina per la pulizia del mac.. era nascosta nello scatolame vario della confezione.. forse non v’avevo fatto caso. Ora pulisco il mio gioiello con una cadenza quasi maniacale.. forse mi attira la melina morsicata stampata sulla pezza..

Tra due giorni ho una trasferta, vado a cercare la marmellata di chinotto, nel contempo vado ad espletare le mie mansioni impiegatizie. Fino a ieri ero nella città eterna.. come al solito.. in quella che ritengo essere la città più bella del mondo.

Comincio a capire Svenio quando si lamentava delle continue trasferte.. io ancora non ho iniziato e già mi sento sbattuto. Non per altro, ma presidiare un centro commerciale fino a chiusura non è di certo una bella passeggiata a quanto mi risulta. In abiti a me poco consoni tra l’altro.. e mi viene da pensare che ieri a Termini il mio samsung mi proponeva same old story ed io mi sentivo così leggero..

Generation hexed

8 gennaio 2009 sVegan 5 commenti

Come in un passaggio topico di Trainspotting, Spad dice “mi spasso a vedere la gente a spasso” io ultimamemente mi sento a disagio nel disagio.

Quel disagio che per oltre 15 anni ho frequentato più che volentieri, quel disagio che portava il padre di Antonio a dire, guardandoci, “esse chess li disaggite”. Disagio che era o sarebbe dovuto essere la voglia di guardare e vivere le cose della vita in maniera diversa dalla massa, dal conformismo ecc ecc.

Poi nel giro di un mese mi ritrovo a vivere due situazioni foriere di disagio e a trovarmi fuori luogo, a non capire dove la mia generazione sta andando e cosa, soprattutto, ha intenzione di fare. La cosa paradossale è che la stessa sensazione l’ho vissuta in due luoghi e circostanze lontanissime  tra loro.

La prima all’XM24, nella serata dell’U.A.A.R, serata di matrimoni pagani dicevano loro, piena del beshtiame solito che anima i centri sociali della nostra dannata penisola, la seconda a  San Salvo, locale cool in quel della marina piena di persone che si scambiavano abbracci e sorrisi col loro bello spritz di ordinanza in mano e in entrambe le situazioni alla fine mi sono ritrovato a rompermi  i maroni e a sentirmi solo, nonostante fossi tra amici e attorniato da centinaia di persone.

Il punto è”ok viviamo in mondo che non ci piace, nemmeno un po’, non il mondo Naturale che quello di suo sarebbe perfetto, il mondo degli umani esseri imperfetti per punizione divina”, siamo tutti quanti qui che ci lamentiamo di quello e di quell’altro ma poi cosa facciamo in concreto per cambiare lo status quo.

Voglio dire i nostri nonni hanno fatto i loro errori, i nostri genitori c’hanno messo il carico a denari ma in che modo la generzione dei 25-35enni pensa di cambiare le cose, vivendosi so disagio in modo solo nichilista, no grazie.

Ultimamente ogni volta che mi collego su feisbuc, il social forum + di moda, mi viene solo da ride.

Tutta gente che si iscrive a vari gruppi di protesta, dove l’unico sforzo è quello di cliccare col tasto sinisto su di un bottone virtuale, bella, bella davvero.

Gente che si iscrive al gruppo contrario al massacro degli animali da pelliccia eppoi gli stessi vanno in giro col giubbotto col pelo di asian dog intorno al collo, pittosto che col piumino.

Gente che si schiera coi palestinesi sempre in questi gruppi e se gli chiedi della guerra dei Sei Giorni, ti risponde, “boh io conoscevo le dieci giornate di Brescia e le 4 di Milano ma quesse mi sfuggono proprio” :-(.

Quello che s’avanta di fare la differenziata e che la sta pure diffondendo tra i suoi colleghi, poi tu li fai notare che in un anno di dieta free meat risparmi alla terra il disboscamento di tanti alberi pari a 500.000.000 di fogli A4 e allora cambia  discorso o comincia  a cincischiare, o quell’altro radical chic che c’ha la macchina ibrida per inquinare di meno e allora tu gli citi i dati O.N.U per cui l’alimentazione a base di carne produce più gas serra di tutti i mezzi di trasporto del mondo messi insieme, il 40% in + e quesso come quello di prima comincia ad arrampicarsi sugli specchi.

Nessuno caxxo che ti dica, o Gui questo che mi stai dicendo mi è nuovo, però ho voglia di approfondire il discorso e in caso vedrò di comportarmi di conseguenza visto che a se tematiche ci tengo sul serio e non solo per far vedere agli altri o alla mia coscenza che faccio qualcosa per i miei prossimi vicini e lontani.

Tutti che ci lamentiamo del nostro bel Paese dove meritocrazia vuol dire clientelismo, eppoi tutti li pronti a sfruttare al zambata in gulo o la raccomandazione per il  posto bazza nella P.A.

Sai che c’è, che alla lunga mi sto stancando di sentire persone che fanno bla bla bla dalla mattina alla sera e poi sono parti integranti dei problemi di cui parlano.

Il Mahtma Gandhi disse” sii il cambiamento che vuoi vedere” e mai come in questi tempi tali parole dovrebbero essere da guida alla gioventù bruciata.

Categorie:Riot
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White thrash

8 gennaio 2009 ReF Nessun commento

polaroid 

… poi venne la pioggia che sciolse la neve che da lassù mio padre mandò…

… e rimase solo monnezza!

 

Foto scattata dalla fRe

Categorie:Insanity
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Googlando

7 gennaio 2009 ReF Nessun commento

Continuo a sostenere la mia tesi, non quella sui software aperti, quell’altra.. quella che “pensare troppo fa male”.

Quando sei lì a rimuginare su come trovare le informazioni che ti servono.. che stai “gugolando” da una mezz’ora buona e ti stupisci del fatto che c’è qualcosa che non riesci a trovare.. guarda fuori. Ti accorgi che sta nevicando e che s’è fatta una certa e vorresti mangiare. Prendi la tua oretta di pausa pranzo ed esci. Una battuta simpatica agli inservienti in mensa che gli risollevi la giornata, due chiacchiere con ex-dipendenti e con i tuoi colleghi e poi di nuovo sotto la neve per tornare in ufficio. Quando stai per rientrare ti giri, prendi il tuo cellulare e scatti una foto alle macchine e la strada bianche, meni una jashtema perché con la fotocamera del telefonino non si capisce un cazzo – del resto non hai comprato il tuo cellulare per fare le foto, quella è un’opzione che lasci volentieri a chi (non) ha cerebro per mettersi a spendere soldi per una buona fotocamera su un telefonino – ma te ne freghi bellamente e lo re-infili in tasca sorridendo. Proponi il contest di pupazzi di neve per il pomeriggio e pensi già alla domenica in montagna con lo “snò” ai piedi.

No, certo, non è necessario fare tutto questo o farlo in quest ordine.. questo è quello che ho fatto io, questo è solo un pretesto per il consiglio dei consigli, il “pensare ad altro”.. ma una volta fatto tutto ciò, quando ti siedi di nuovo davanti al tuo monitor, che riapri eclipse e le chat con i tuoi colleghi, ti rendi conto che quelle informazioni non servono a un cazzo, che hai perso troppo tempo inutilmente e sorridi perché hai altro a cui badare ora.

E ti tornano in mente le parole “ci penserà a vita a punirli”!

Sottozero

5 gennaio 2009 ReF 2 commenti

[Angeli - Con Le Mie Scuse]

In teoria prendi, scendi nella tua madre patria, pranzi e ceni coi parenti, vedi amici e poi risali per passare l’ultimo dell’anno in tranquillità.

In pratica ti prendono e ti caricano in macchina, ti tocca guidare in mezzo a dei banchi di nebbia fino alla madre patria, sei ubriaco due giorni su due e, rigraziando iddio, non ti ferma la polizia che ti ritirerebbe la patente solo a guardarti, fai di qua e di là come la campana di San Donato per vedere gente e riesci a beccare quasi tutti riuscendo ad evitare chi non ti va di incontrare lasciando così insoddisfatta la tua paranoia. L’unica nota positiva è che nella madre patria c’è caldo.. cioè, 11-12°C piuttosto che 3°C come ti eri abituato fino a qualche giorno prima. Poi riparti e già il termometro della macchina ti avvisa che ci potrebbe essere pericolo di ghiaccio sulla strada, arrivi al tuo domicilio e sei quasi costretto a rimanere in casa tutti i giorni per non beccarti una fastidiosissima sinusite e quando esci, quelle poche volte, rimani intirizzito mentre scivoli tra le bancarelle dei mercatini natalizi cercando un cazzo di nulla se non un po’ di calore umano.
Nel frattempo la città è stata imbiancata da una spruzzata di neve durante la notte del 31.
Poi ti svegli la mattina in cui devi tornare a lavorare, hai dormito niente senza capirne il perché, hai più freddo del solito, ti lavi, ti vesti, ti nutri e esci a prendere la macchina. Quel simpatico ghiaccio su tutti i vetri dell’auto, fanali inclusi, ti dice che non se ne vuole andare e mentre avvii il motore per far riscaldare l’abitacolo ti ricordi che hai una bottiglietta d’acqua dietro il sedile. La prendi e la senti insolitamente fredda, la apri e ne versi il contenuto sul parabrezza ghiacciato. Ti senti come quando avvicini un accendino acceso ad una casa che brucia perché quelle poche gocce d’acqua che escono dalla bottiglietta piena di ghiaccio finiscono per solidificarsi non appena toccano il vetro già gelato.

In sostanza la differenza non è molta, fa tutto parte dello stesso gioco, però ti viene da pensare che, una settimana prima eri nel bar più fighetto della tua città, che ti hanno toccato il sedere mentre sei lì a parlare tra i due più grandi vip della tua città, e.. soprattutto.. c’era caldo, mentre qui sembra di vivere in un freezer.

Categorie:Life
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