Brothers on Metal
Ieri 28/06/2008 una data che resterà scolpita a fuoco nella mia memoria.
Giornata incredibile passata insieme al buon vekkio Ref con la sua bella maglietta dei CC, al Vic Lattanzi con il quale non vedevo un concerto insieme da un po’, ma la passione pe lu metal è talmente tanta ke potremmo anke non vederci per 20 anni e poi ritrovarci insieme sotto un palco e so che nulla nel frattempo sarebbe cambiato, e un manipolo di marchigiani tra cui Andreino detto “Inox” e il “Boia” il cui nome anagrafico non se lo ricorda più nemmeno la madre. Manipolo di personaggi che ogni volta che scendevano a prende na “irra” tornavano indietro con 10 bicchieri perchè ” a sci mattu se ne piji 4 terrregala la quinta”.
6 Gruppi sei tra i miei preferiti a regalarmi una giornata di arte sotto un sole a picco.
Sole che calzava a pennello durante “Under the serpent sun” degli At the Gates, perfetti nella loro esecuzione a iniziare dal mitico Tompa alla voce, voce che non ha fatto una piega per tutto il concerto. Professionali i Testament con mattatori assoluti l’immenso Chuck alla voce e il giocoliere Skolnick alla sei corde che ha fatto un’assolo continuo dall’inizio alla fine. Da viaggio i Meshuggah sentiti collassati sulla collina che avrebbero potuto continuare a suonare per giorni senza stancare. E poi……. e poi loro i CARCASS, il motivo per cui sono qui a raccontare questa giornata. Era dai tempi del mio primo concerto dei Maiden con provavo emozioni così forti.
Pelle d’oca e commozione per oltre un’ora, una lacrima di gioia che mi ha solcato il volto all’ascolto della’assolo di Carnal Forge, commozione e gioia che potevi vedere su tutti i volti dei presenti sotto il palco, perchè in fondo eravamo tutti li per loro, per poterli vedere per la prima volta, e come tutte le prime volte ha sempre un sapore particolare.
Commozione quando è salito Owen, il vecchio drummer sul palco, per salutare il pubblico, afflitto da una mallattia che non gli permette più di suonare, e che gira coi restanti Carcass in questo tour mondiale, grandi musicisti dal cuore enorme.
Ke dire, grazie per le emozioni che mi regalate da ormai 13 anni, probabilmente non uscirà più un gruppo in grado di trasmettermi tutto ciò, ma quello che ho provato ieri vale da solo la pena di vivere “This mortal Coil”.