Perchè in fondo la vita va vissuta per essere apprezzata, perchè anche quando le cose sembrano prendere una piega non desiderata il fato ti tira fuori la sorpresa gradita. Perchè tu sei li che hai passato una settimana pesante al lavoro e negli ultimi minuti tutto svanisce, come la calura estiva non appena si libra la brezza del mare. Perchè ti sei fatto una settimana di affiancamento per imparare il tuo nuovo lavoro accanto ad un collega iper zelante, pienamente fagocitato dalla mentalità aziendale, che vorrebbe da te anche il sangue, poi sta a te, “essere” intelligente, capire dove darci un taglio, che si comporta come il capo dei capi, perchè questo gli hanno inculcato. E allora tu sei li che cerchi di fare il meglio che puoi, solo che è dura quando se fai la cosa giusta lui non te la riconosce, ma non appena sbagli e li pronto a fartela pesare, e tu per la prima volta in 29 anni ti senti stupido, della serie “sarò io che non afferro mille concetti al volo, mah, boh?”, perchè concepisce solo il bastone, anche perchè la carota se l’è mangiata a pranzo. Poi arriva il pomeriggio del venerdi, e il capo dei capi per cui “lui” si è prodigato per lunghi quattro anni di lavoro, quello per cui “lui” scatta subito sull’attenti, quello che quando gli affida un lavoro gli vengono i lucciconi perchè l’ha affidato a “lui” e non ad altri, quello che lo incensa e che lo loda e che lo stima o almeno così sembra, che da poco è tornato a fare il capo area della zona vicino alla “sua” città di nascita, che ha libero un posto di capo filiale nella sua area di competenza e si sa che pescherà nel “suo” mazzo di carte preferito. Solo che anzichè scegliere l’asso di denari,pesca il tre di bastoni, un nostro collega che fa il “suo” lavoro solo da 8 mesi, che un anno fa era in un magazzino a spostare pacchi nella stessa azienda per cui “lui” ogni giorno da il 110%, e quando il nostro capo ufficio in maniera solenne ce lo annucia “lui” rimane basito, non dice nulla, silenzio nella stanza, interrotto solo dalla voce di un terrone dal sangue molisano e dai natali abbuzzesi, che di cuore fa gli auguri al neo direttore della filiale di Forlì stemperando l’atmosfera con una delle sue battute cazzone, e solo allora “lui” per non essere da meno gli fa dei poco sentiti complimenti, mentre nel suo intimo rosica neanche fosse il capo dei Ros, e allora tutto l’incazzo settimanale svanisce in un attimo ed esci fuori dal posto di lavoro con un sorriso a 32 denti , sali sulla macchina ti spari la tua musica preferita a palla (per i più curiosi in questo momento sono gli hatebreed i miei idoli musicali) e capisci che in fondo devi fare come gli inglesi :”take it easy”, che in fondo ogni rosa ha le sue spine, avere un po ‘ di pazienza, mangiare anche un po’ di merda senza che però questo piatto diventi la normalità e alla fine la vita, il destino o come volete chiamarlo se te lo meriti ti ripaga sempre con un’ottima moneta, nel caso contrario, invece, ti ritrovi con un pugno di fiorini ungheresi in mano, e la gastrite che cresce, perchè ricorda sempre, che in ogni momento Zomas può passare e mettertelo in quel posto…