[Nine - Co-exist]
Ieri mentre ero al bagno mi sono rimesso a leggere il libro di Bisio, non perché mi faccia cagare, anzi lo trovo piuttosto divertente, ma perché c’era un passaggio sulla “Sindrome di Quo” che non ricordavo.
Avete presente la sindrome di Quo? no? Bhe, è quella sindrome che ti porta a tacere o, peggio, a dire stupidate nel momento in cui hai la possibilità di parlare.. il fatto è che tu sai di voler parlare e di poterlo fare perché hai mille mila argomenti su cui aprire dibattiti, ma in quel preciso momento il cervello ti va in pappa.
A chi ha avuto internet in era Napster sarà sicuramente capitato di voler scaricare l’impossibile e poi, una volta davanti alla tastiera, aver sgranato gli occhi ed esclamato: “Cazzo.. e mò?”.
In fin dei conti è sempre la stessa tiritera solo che quando sei davanti ad una tastiera c’è poco di cui preoccuparsi, non si è di fronte a persone, almeno nella maggior parte dei casi, ma quando si è faccia a faccia con qualcuno allora si che vorresti poter dichiarare il tuo analfabetismo per cercare di nasconderti anche dalla tua stessa demenza.
Io personalmente ho avuto internet quando c’era Napster, mi sono quindi fermato a riflettere più volte su cosa diavolo stessi facendo davanti a quel monitor e se fossi riuscito in giornata a ricordare cosa mettere in download, ma non ho mai sofferto di un’evidente sindrome di Quo. Per rifarmi alla scorsa notte di San Silvestro, io accumulo nozioni e pensieri, ascolto tutto quello che viene detto e tengo a mente le cose che mi sembrano importanti.. al momento opportuno dico la mia, non sarà spesso condivisibile, potrà urtare la sensibilità di chi mi sta a sentire però è la mia, di nessun altro.
Perché? Semplice, perché nutro un profondo disprezzo per chi dà fiato alla bocca solo per far vedere di essere simpatico e per portare l’acqua al proprio mulino. Io se posso provo di tutto, se riesco trovo la mia strada, se la trovo allora la seguo e, come ho già detto, potrà non essere una scelta condivisibile, ma se trovate scomoda la mia strada allora potete tornare indietro e sceglierne una più adatta a voi.
C’è che chissenefrega se fai figure di merda, per fortuna non devi rendere conto a nessuno di quel che fai.
C’è che chissenefrega se devi rompere ponti, puoi sempre proseguire a nuoto o costruirti una zattera se non sai nuotare.
C’è che chissenefrega se a un certo punto ti rendi conto di aver frequentato solo persone false e meschine, l’importante è averle lasciate indietro.
Il bello di avere una propria strada da seguire è che incrocerai sempre un’altra strada, il confronto ci sarà sempre e, se sarai fortunato, troverai dei compagni di viaggio.
Non mi sento di dover giustificare tutto quello che faccio, c’è chi usa la scusa del “sono fatto così, devi accettarmi per quel che sono”, a me non è mai fregato un benamato cazzo di quello che fanno gli altri all’interno della loro libertà di pensiero ed azione, semplicemente se sei fatto così e non vuoi cambiare allora non te la tirare; tutti siamo fatti “così” e i cambiamenti avvengono solo quando una persona, anche inconsciamente, si sente pronta a mutare. Io non sono tenuto ad accettare nessuno se non mi va a genio, può anche essere semplicemente che si è incompatibili.
C’è che alla lunga trovi chi fa per te, amici, l’anima gemella o semplicemente un animale da accudire, chi va a fare il buttasuore e chi va a buttare il sangue appresso alla ricerca scientifica solo per la gloria.
C’è che chi ti conosce da sempre sa come sei fatto veramente e se ancora ti sta appresso allora magari vuol dire che c’è davvero qualcosa di buono in te.
C’è che poi trovi gente che ti vuole coinvolgere nella sua vita o che vuole farsi coinvolgere nella tua, a ben guardare, però, queste persone continuano a mantenere una loro identità.. lì dovresti renderti conto che anche tu ne hai una e che magari emulare, farsi assoggettare o cercare di imitare gli altri non è molto costruttivo. Se non te ne sei mai reso conto allora compà mi sa che è meglio se torni a scuola!