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Archivio per la categoria ‘Riot’

Budget matter

11 febbraio 2010 ReF Nessun commento

[Most Precious Blood - Diet For A New America]

Una persona ha dei soldi da parte.. o meglio, ha un budget piuttosto corposo derivato da eredità e genitore ricco. Questa persona cerca casa.

Una persona savia con dei soldi da parte per comprarsi una casa, con tanti soldi da permettersi di evitare il mutuo, se la cerca davvero come la immagina e vuole. La zona “ariana”, il piano, l’ascensore, la vicinanza ai servizi e la possibilità per alcuni vizi della propria donna in pseudo-carriera che è più un costo che una conquista.

Una persona savia con dei soldi da parte per comprarsi una casa, con tanti soldi da permettersi di evitare il mutuo, decide di comprarne due, perché tanto ci escono, un po’ più piccole, ma tranquillamente affittabili con una rendita cumulata di più di un migliaio di euro e decide infine di trovare una casa più grande dove andare a vivere accendendo un mutuo da pagare in non molti anni con la rendita pulita degli altri due appartamenti (che non si sa mai cosa può succedere in un futuro.. ed assicurare una stabilità ai posteri non è mai sbagliato).

Sono entrambi ragionamenti che filano, sono entrambi comportamenti corretti di chi si fa o meno dei conti in tasca. Sono entrambi ragionamenti che non sono confutabili da esterni. Sono entrambi decisioni personali e quindi sono solo commentabili. Ma solo uno dei modi di pensare, di cui sopra, si addice a chi fa i conti in tasca agli altri, a chi decide per gli altri, a chi è sempre stato viziato dai genitori ricchi, a chi vive al di sopra delle proprie possibilità ed a chi si è comprato una Fiat Croma. E questo è davvero opinabile.

Meno tasse per tutti

18 gennaio 2010 ReF Nessun commento

[Head Automatica - Graduation Day]

Non ho più parole! Vorrei che tanta gente andasse a lavorare invece di firmare accordi con la mafia. Ma mi rendo conto che chi veste i panni del comunista, per poi passare a lodare ed idolatrare il grande castratore dell’Italia attuale, abbia già dimostrato tutto.

Qui e qui l’epitaffio allo sviluppo tecnologico firmato Sandro “Berlusconi-è-uomo-onesto” Bondi.

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Euphemism

13 gennaio 2010 ReF Nessun commento

Cousin Of Death de La Coka Nostra come sottofondo. Gran bell’album dagli ex House Of Pain.

Tempo uggioso, per usare un eufemismo, il primo. Poco da fare, ormai mi sono abituato al tempo di merda della pre-pianura padana.

Sembra quando uscivo da casa Lombardi alle cinque-sei di mattina, dopo essermici ficcato quattro ore prima, che trovavo sempre una nebbia del cazzo che ti spegneva la sigaretta se non pippavi di continuo.

Sono in ritardo di tipo 10 minuti sull’orario di “timbratura”. Timbratura è il secondo eufemismo.. si, perché noi non abbiamo obblighi di orari per fortuna, non abbiamo obblighi da presentazione formale e non abbiamo l’obbligo di abbandonare i nostri pearcing e/o tattoo per guadagnarci la pagnotta.

La penso come Everlast:

“They say it’s better to burn out than it is to fade away
I just hope to God I can fall into a sleep where I can stay..”.
Impreciso ma rende..

Potrei ficcarmi in una banca per prendere quei 100-150€ in più rispetto a quanto prendo qui, ma onestamente andarmi a vestire da fighetto imborghesito, perennemente e scomodamente in tiro cinque giorni su sette non fa per me. Preferisco poter mandare a fanculo i miei superiori senza timori di repressioni, preferisco avere la barba sfatta perché la sera prima mi sono preso un bel pecorone per svegliarmi a 5 minuti dall’inizio dell’orario d’ufficio. Già solo in lamette o rasoio mi evito parte del mancato guadagno, evito l’imborghesimento totale con il suo derivante conseguente acquisto annuale di un telefonino nuovo e soprattutto evito le lamentele perenni di chi sta sempre lì a piangersi addosso. Vero è che ogni tanto lo faccio anche io, ma io mi lamento del sistema in se.. è il fare tutto italian way che mi lascia perplesso.

E sistema è il terzo eufemismo.

Questione di dettagli

29 dicembre 2009 ReF Nessun commento

[Comeback Kid - Operative Word]

Rientrato dalla città più coatta e truzza che mi sia capitato di visitare ultimamente, calcolando che ho visitato anche città da diversi milioni di abitanti, può disarmare la concentrazione di “tamarria” in un borgo di 40mila abitanti. La mia città, o meglio, la città che mi ha accolto da piccolo e che mi ha fatto crescere. La città che ho sempre considerato una merda per poi sentirla appellare come una delle più belle, se non la più bella, di costa nostra.

Tutti pigiati nell’unico bar aperto di tutta la piazza, quasi che sembri Fegato Spappolato di Vasco Rossi, tutti a scambiarsi gli auguri di felice Natale, tutti con il macchinone comprato con un bel mutuo (salvo i vari rampolli cui tutti tendono a somigliare) che ti ha lasciato a malapena i soldi per metterci 5 euri di carburante ogni tanto. Ma dura poco, un paio d’anni e il locale sarà dimenticato.. è usanza del luogo tirare avanti un’attività per qualche annetto, fare un paio di anni di boom di consumazioni e poi far fallire tutto. Si vive nell’effimero a 360°, mica cazzi, noi non scherziamo, se c’è da apparire vogliamo apparire anche con il nostro cuore a quanto pare.

E te ne freghi del fatto che fino a un anno fa dicevi male a quella gente, così come altri hanno sempre categorizzato i vastesi a Bologna come un determinato tipo di punkabbestia naturalizzato emiliano-romagnolo per poi trovarsi loro stessi invischiati in quella categoria. E’ questione di dettagli, personalmente sono sempre stato il tipo bracalone, a partire da quando ho cominciato ad ascoltare un determinato tipo di musica, a partire da quando ho cominciato a professare una fede unica.. da quando sono salito nel capoluogo emiliano ho aggiunto solo un paio di anelli e di catene sul mio corpo.

Vorrei raccontare di un’enoteca dal buon vino, dall’oste preparatissimo, dal buon cacio e dai prezzi bassi.. vorrei, è nella stessa città, è nascosta.. però preferisco resti tale e soprattutto non ci riuscirei perché stà canzone mi è arrivata come un cazzotto nello stomaco proprio ora..

The bloods left on my hands
And its up to me to wash away
Its up to me to make it right
Forget the past
What’s done is done
I always said so easily
Now its time that I live my words

Living in those days that hold me back
They hold me back
They hold me down
I knew this wouldn’t get me far
Just away from you full of myself
And I know
That there’s something inside of me
That I can give
That I can give to you

So many times I looked away
Passing someone off but I’m just the same
Never gave you a chance
Now that’s a chance
I’ll never take

Living in those days that hold me back
They hold me back
They hold me down
I knew this wouldn’t get me far
Just away from you full of myself
And I know
That there’s something inside of me
That I can give
That I can give to you

It won’t hold me down
Again
It won’t take me down
Again

The bloods left on my hands
And its up to me to wash away
I’ll live my words

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Just take a look around

1 dicembre 2009 ReF Nessun commento

E’ tutta oggi che ho in testa questa canzone, questa lezione di vita, che torna a tormentarmi ogni 5 minuti, che torna a tarlarmi il cervello mentre cerco di non voler per un momento ascoltare la voce. Hardcore è anche questo.. prestate attenzione..

The question they keep asking me
how can one so young be so bitter and angry
well, the answer is plain to see
maybe if they wern’t so blind they’d see what i see
i see the homeless livin’ out on the street
on every corner they’re asking for money
i try to help them whenever i can
but sometimes i can’t afford to help myself
i see diseases and modern plagues of our times
the greed of our leaders has made them blind
to our problems
they spend millions overseas,
people right here are fightin’ wars everyday

I see the whites that hate the blacks
blacks against the jews, race against religion
and the’re all too blind to see

When we fight each other it puts all of them at ease
it keeps us so busy, so they can do what they please
election time comes and they’re out for votes
that’s when you see and hear from them the most
this is what they’re calling a democracy
that’s just another word for hypocrisy
we keep fallin’ for the bait
when we realize, it’s always too late

I see the whites that hate the blacks
blacks that hate the jews, brother against brother
and they’re all to blind to see

As the rich get richer, the poor goin’ hungry
i’ve seen the toll it takes on the workingman’s family
education system that’s obsolete
can’t hold a kid’s interest or keep ‘em off the street
see a father’s fear, hear a mother’s cry
what kind of a nation lets their children die
government’s corrupt and full of red tape
then you’re gonna ask me why i hate

Why don’t you open up your eyes so you can see
open up your ears so you can hear
take a look around and you will find
take a look around and you will find out why

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Preventivi

19 novembre 2009 ReF Nessun commento

Un giorno estendi la garanzia e il giorno dopo ti vengono a portar via la macchina.. nel portarti via la macchina ti consegnano la seconda estensione di garanzia che non userai e che nemmeno aprirai. Ma era tutto calcolato.

Un giorno il tuo collega contrario al mac ti chiede consigli per un suo amico che ne ha uno.. e si stupisce del fatto che il mac di default non apra i pacchetti .rar.. tu gli spieghi che nemmeno windows lo fa se per caso se ne fosse dimenticato. Ma era tutto calcolato.

Ora attendi la chiamata della TNT per fissare un appuntamento per venirsi a ritirare l’Apple Care di troppo e nel frattempo studi gli ennesimi preventivi per dei pc non tuoi per uno studio associato non tuo, ma di una rabbina “purciara” del cazzo che preferisce spendere 300 euri in scarpe piuttosto che decurtarne 100 a quella spesa per permettersi uno strumento (a quanto pare essenziale) di lavoro.. anche le scarpe, vista la professione, sono uno strumento di lavoro? Infatti era tutto calcolato.

E pensi a quello che scoprì Ubuntu pensando di aver scoperto l’America e che si professò estremamente contrario alla chiusura di M$ e “Mela” pur avendo sempre avuto un pc del cazzo dove aveva impostato un tema stile Tiger.. ci pensi e ridi.. ne deve passare ancora di acqua sotto i ponti per far capire alla gente che il pc non risolve i problemi e che se vuoi che funzioni a modo devi essere disposto a perderci del tempo e a farti una bella iniezione di buon senso. Ma era tutto calcolato.

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Altro che

15 novembre 2009 ReF Nessun commento

[59 Times The Pain - You Can't Change Me]

Ma sai che c’è? che non ho ai avuto i nervi talmente tanto tesi come ieri.. a partire dalla mattina, in cui ho dovuto lottare con me stesso per non mettermi a mangiare gli stipiti delle porte di casa.. poi pomeriggio, quando ho portato il mio cucciolo in assistenza e infine alla reunion di paesani alle scuderie. Mai avuto un weekend così stressante, nemmeno quando m’è toccato andare sul PDV di venerdì per tornare di notte, dopo 12 ore di lavoro.

Mi domando solo perché mi sia trattenuto.. a pensarci a mente fredda è da stamattina che ho in testa che avrei potuto piantare un casino infinito in almeno due circostanze.. e forse finalmente avrei trovato un po’ di sfogo.. fanculo!

E insisto, non mi se ne voglia, ma ieri sera dovevo andare a Pinarella.. altro che lauree e lazzaretto.

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Back to the 80’s

9 novembre 2009 sVegan 1 commento

Non la fa il Ref e allora la faccio io la rece sul Glam fest di sabato 7 novembre, visto ke è un po’ ke non sgranchisco le dita nell’arte dello scrivere di tutto e dippiù.
Dicevasi di sabato e del Glam fest tenutosi in un Estragon bello stipato da una fauna che venti anni fa riempiva le arene di mezzo mondo ma che da una quindicina di anni a sta parte era diventata quasi degna di essere iscritta nelle liste da proteggere da parte del WWF. Parlo del popolo dei glamster, gente cotonatissima, dalle braghe improponibili (ho visto un tizio indossare spandex pitonati piuttosto che fucsia), dall’eyliner come istituzione e dal fascino ambiguo, della serie che la metà degli uomini sembrava più donna delle rispettive consorti. Giungiamo verso le nove e qualcosa Io il Ref e il Capitano MCDD che con una miss molto hc sembrava una ragazzina fra le bardascie.
Superato il primo impatto con il popolo sopracitato, entriamo in un Estragon già bello pieno nonostante l’ora mentre stanno suonando gli italianissimi Snakez, una specie di “Sorella Skizzata” all’italiana ma data l’esiguità dei pezzi sentiti e la qualità scarsa dell’audio non lasciano un ‘impressione positiva nelle nostre menti. Il tempo di una birra and sigarettes ed ecco sul palco salire gli storici Tigertailz con il solo Kim Hooker alla voce come membro del “passato” e tre nuovi virgulti ad accompagnarlo, tra i quali spiccherà il bassista che verso la fine del concerto sfoggerà un fisico da wrestler che manco Ray Misterio se lo può permettere. Un’ ora buona di ottimo hard-glam britannico con suoni degni di nota e un gruppo affiatato dove il vecchio leader se da un lato non può scorrazzare come un pazzo sul palco vista l’età (ma del resto io a 31 non mi chieco più di tanto per cui ) sfoggia una prestazione vocale bella tosta con la band che lo segue a ruota senza esagerare ma senza neanche fare cappellate. E ti ritrovi li nonostante non conosci le loro canzoni a tenere il tempo dei pezzi e a cantare i ritornelli più commerciali segno di una proposta che quantomeno in sede live cattura gli astanti. Il concerto scende giù liscio come un gin lemon e alla fine per i bis il gruppo sceglie di proporre due cover di peso. Parlo di Creeping death dei Tallica e di Peace sells….. dei (Mega)Deth, scelta strana per un gruppo glam ma dal forte impatto sul pubblico italiano e soprattutto dall’importante senso storico. Non credo, e cmq potrei sbagliare, che la scelta dei due pezzi sia casuale, vuoi per la data di nascita dei pezzi coeva della fondazione dei Tigertailz, vuoi per sancire definitivamente una riappacificazione tra il popolo dei glamster e quello dei thrasher che neglli 80’s se le davano di santa ragione, scelta quantomai matura a dimostrazione di come il tempo renda tutti più saggi e ti faccia vedere le situazioni con la giusta ottica. Breve cambio di palco ed ecco arrivare dalla sVezia con furore gli Hardcore Superstar, punta di diamante del moderno rock-glam, coloro che nel lontano 1998 se ne uscirono con un album ” Bad sneakers and a pina colada” in barba a qualsiasi trend post o new tutto, dimostrando come la freschezza compositiva renda attuale qualsiasi genere musicale. Si parte con This worm’s for Ennio seguita a ruota da Beg for it, e via via tutte le hit degli ultimi tre album a ritroso per spaziare in seguito un po’ su tutta la loro discografia, cosa assolutamente encomiabile. Che dire degli HS in sede live. Se già su album sono una garanzia assoluta, dal vivo si sono dimostrati una vera macchina precisa e accativante, dove se non ti va zompettare quanto meno il piede ti si trizzica da solo. Vero mattatore della serata un Jocke lungo crinito, novello Axl Rose, che non si risparmia per un secondo dimostando di avere una voce pazzesca e perfetta per il genere. Intorno a lui un gruppo vero, a iniziare dal nuovo chitarrista, sborone come pochi, passando per il pacato bassista che non fa rimpiangere la mancanza della seconda chitarra e quel figaccione di Adde alla batteria che se da un lato sciorina pattern molto semplici, dall’altro picchia come un fabbro sul suo scintillante drum kit.
Il coinvolgimento del pubblico è stato da paura con la Sua voce che spesso sovrastava quella di Jocke, tant’è che spesso il vocalist alternava un “you’re fucking beatiful” ad un dickensoniano “scream for me Bologna” a dimostrazione di come la compenetrazione tra pubblico e gruppo sia stata magica. Serata conclusa da una Someone special da brividi e dalla considerazione che se anke per una sera non sei stato li a scennecchiare alla grande o ad assitere ai balli da concerto più strani, se il gruppo si diverte in primis, tu non puoi fare a meno di jovartela alla gRandissssssima.

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Random

8 novembre 2009 ReF Nessun commento

[Snuff - Martin]

Mentre si gioca una partita decisiva per una società calcistica che la vede brutta st’anno, mentre ci sono 11+11 giocatori in campo che credo faranno una roba come 100 milioni di stipendio in tutto, io penso che non ce ne frega nulla.. che tanto ha ragione quello che dice che siamo già tutti un po’ morti.. un po’ te l’appoggio mi sa.. tu morto, io morente in cerca di sollievo per morire meglio, quanto meno morire meglio di te.

Cosa ne abbiamo tratto a sto giro di vita? il mio anno è quello che se la prende sempre un po’ in culo dalla società, a partire da riforme sull’istruzione che ci han visto passare sempre verso il peggio e, tra l’altro, manco per scelta nostra fino ad arrivare ad una situazione per cui chi poteva (o ancora può) ha deciso di mangiare. L’inculata non è tanto questo, ma quanto il fatto che non si sta giocando a RisiKo! dove tra i confinanti tacitamente si tiene uno staterello da conquistare a turno giusto per prendere la carta a fine mano. No qui chi ha potuto ha fatto piazza pulita e terra bruciata. The italian way, il modo di fare in cui tutto è approssimativo e tutto è mirato al fregare il prossimo, comprese le prassi di raggiungimento della qualità.

Perché dico questo? perché me la sto imparando a vende, perché basta impossessarsi di due termini in croce per fare splendida figura ad un colloquio di lavoro.. lo ammetto, ho talmente tanto da imparare che non potrei ancora essere capo progetto nel mio mestiere. Lo ammetto, ho talmente tanto da imparare che potrei comunque forse proficuamente tentare la scalata nel reparto dei commerciali.. tanto, incompetente più, incompetente meno, sarei di sicuro più qualificato di un cazzo di ingegnere.. e si calcoli che quando mi ci metto ho una vera e propria diamond face, che più tosta non si può.

In realtà avevo deciso di scrive una sorta di live report del concertone di ieri sera al glam fest vista la mancanza del fratello profeta dell’HC, ma m’è partito Kaos One, poi siam passati ai No Turning Back, Comeback Kid, Angel City Outcast e Baseball Annie prima di approdare a questa e non ce l’ho fatta a tenermi. Oggi vado di random su iTunes, spero solo continui così!

Need more

6 novembre 2009 ReF Nessun commento

[Pink Floyd - Money]

Due giorni di passione, dopo di che dovrei aver terminato..
il template è funzionalmente completo, manca solo la personalizzazione..
mi sento come se fossi tornato studente..
con la differenza che ora non viaggio di esame in esame, ma di colloquio in colloquio pur avendo già un lavoro..
perché? semplice.. perché io..

..VOGLIO DI PIU’!